<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034</id><updated>2012-01-27T16:49:26.167+01:00</updated><title type='text'>corsadellanima</title><subtitle type='html'>"Nel blog l'altro può firmare nel tuo testo, esiste uno spazio per chiunque decida di arrivare, fuori da qualsiasi orizzonte di attesa, il blog va nella direzione dell'ospitalità..."</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>480</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3935377595500718666</id><published>2012-01-24T07:17:00.003+01:00</published><updated>2012-01-24T16:27:52.416+01:00</updated><title type='text'>Tempo perso</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;A volte capita di imbattersi nelle scritture altrui e di sentirle in parte anche proprie. Sono scritture che nascono da metafore dell’esistenza e per questo ci toccano, in misura maggiore o minore.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;Tommaso Pincio racconta di sé in un intenso&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;articolo intitolato &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;i&gt;Sono diventato scrittore per paura&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt; dell’inserto &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;i&gt;La lettura&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt; del Corriere della Sera. E ricorda un romanzo che tratteggia come pochi altri la condizione umana: &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;i&gt;Il deserto dei Tartari&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia;"&gt; di Dino Buzzati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;“Perdo tempo come si perde il sangue - recita una breve poesia di Tommaso Landolfi, e fu per l’appunto questo lo stato d’animo con cui scrivevo: la sensazione di dover fare presto, perché avevo tergiversato troppo, perché avevo dissipato gli anni migliori nell’attesa di un’occasione- scrive Tommaso Pincio. Scrivevo pensando ai minuti sprecati facendo niente, ai minuti che diventano ore e alle ore che diventano giorni. Scrivevo pensando alle serate sprecate bivaccando in un pub, discutendo con gli amici delle cose che avremmo dovuto fare da adulti, poco considerando che lo eravamo già, adulti. Scrivevo, infine pensando ai mesi, e dunque agli anni sprecati facendo il lavoro che facevo. Che lavoro facevo? Lavoravo presso una galleria d’arte contemporanea all’epoca. Nominalmente la mia qualifica era quella di direttore, un elegante eufemismo per significare&amp;nbsp; che la galleria non era mia , che ero un semplice dipendente. Volendo chiamare la cosa col suo vero nome, tuttofare sarebbe termine più corretto, perché in effetti proprio questo facevo: di tutto.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Dopo qualche riga la citazione dal &lt;i&gt;Deserto dei Tartar&lt;/i&gt;i: “I mesi passavano, passavano gli anni e io mi chiedevo se fosse andata avanti sempre così, se le speranze, i sogni inevitabili di quando si è giovani, si sarebbero atrofizzati a poco a poco, se la grande occasione sarebbe venuta o no, e intorno a me vedevo uomini, alcuni della mia stessa età altri molto più anziani, i quali andavano, andavano, trasportati dallo stesso lento fluire e mi domandavo anch’io se un giorno non mi sarei trovato nelle stesse condizioni dei colleghi dai capelli bianchi già alla vigilia della pensione, colleghi oscuri che non&amp;nbsp; avrebbero lasciato dietro di sé che un pallido ricordo destinato presto a svanire”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 14.0pt; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Viene in mente il &lt;i&gt;Viaggio di Astolfo &lt;/i&gt;sulla Luna e lo straordinario modo in cui Ariosto racconta&amp;nbsp; quel che accade lungo il fiume Lete o dell’Oblio: “Incontrammo quel vecchio che veniva verso di noi con le piastre, snello nelle membra e più veloce di un cervo. Quando arrivava sulla sponda del fiume scuoteva il lembo del mantello e rovesciava nelle torbide onde le piastre con impressi i nomi. Quasi tutte sprofondavano e sparivano ricoperte dalla sabbia. Intorno al fiume volavano corvi e avidi avvoltoi, cornacchie e vari uccelli, ma solo due cigni avevano il potere di togliere qualche nome dall'oblio afferrando la piastra con il becco e posandola su un'isola dove una bella ninfa l'appende nel tempio della Fama. Il vecchio che getta nel fiume tutti quei nomi, di cui solo pochi rimane Fama, è il Tempo. E, come i cigni che portano i nomi al tempio, così sulla terra sono i poeti, rari come i cigni, a togliere dall'oblio gli uomini degni.”&amp;nbsp; In fondo la speranza è quella di essere ricordati, di avere un po’ di fama, ma forse si tratta di una fantasia, prima dell’essere ricordati (per quanto tempo? Come? Da quanti? In che parte del mondo?) perché non cercare di capire perché vorremmo esserlo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;E poi in&amp;nbsp;&amp;nbsp;fondo in fondo lo sappiamo che le cose che ci rendono davvero felici sono semplici e per niente complicate, come l’aria della mattina a marzo, una nevicata, uno sguardo, quel caffé inatteso, trascurabili momenti di felicità, eppure...eppure, detto con i versi di Riccardo Held, È quello che non c’è quello che manca.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3935377595500718666?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3935377595500718666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3935377595500718666' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3935377595500718666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3935377595500718666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/tempo-perso.html' title='Tempo perso'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-9072008489809990722</id><published>2012-01-23T23:15:00.004+01:00</published><updated>2012-01-24T16:29:09.442+01:00</updated><title type='text'>Naufragi</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #373737; font-family: Georgia, Utopia, 'Palatino Linotype', Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 19px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-7069367048260428081" style="font-size: 15px; line-height: 1.4; position: relative; width: 620px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;La vita è un viaggio, e il viaggio in mare (“il gran mare dell’esistenza”: Platone nel&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Fedone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;) col pericolo di naufragi e inabissamenti (da Enea al Titanic), è tra le metafore più usate dall’antichità, sia in filosofia (“voghiamo su un vasto mare, sospinti da un estremo all’altro, sempre incerti e fluttuanti”, scrive Pascal) che in letteratura.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il naufragio ha ispirato ai pittori una una traversata del “sublime” in una galleria di tempeste e naufragi colma di voluttà, da Turner a Frederich, da Géricault a Delacroix (vedi il recente Esperanza Guillén,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Naufragi. Immagini romantiche della disperazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;,&amp;nbsp;Bollati Boringhieri). Ha affascinato poeti e romanzieri da Omero a Virgilio, dal&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Robinson&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Crusoè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;al&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gordon&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pym&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;di Edgar Allan Poe, da quello ferocemente ironico della barca “Provvidenza” ne i&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Malavoglia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;di Verga, a quelli di Antonio Tabucchi in&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Donna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;Porto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Pym&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Dante&amp;nbsp;evocò, identificandosi in lui,&amp;nbsp;Ulisse, simbolo non solo di avventura, quanto del naufragio e del "folle volo"\cui si espone chi compie una grande impresa (come Dante nell’oltretomba). Ma cosa sarebbe un viaggio senza la possibilità del naufragio, del non arrivare in porto (da cui il termine “opportunismo”)? Il bello della vita non è quando, per fortuna, non va secondo i nostri piani e ci sorprende?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;“Naufragio”, concordano i dizionari, ha almeno due sensi. Quello di “affondamento di una nave in mare per eventi avversi, per incagliamento o altro”, e quello figurato di “evento rovinoso, sventura, esito gravemente negativo, fallimento”. E subito mi viene in mente il magnifico “Fallire. Non importa. Provare di nuovo. Fallire meglio” di Samuel Beckett ("&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il filosofo Hans Blumenberg scrisse un libro,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Naufragio con spettatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;, prendendo spunto dai versi di Lucrezio nel&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;De rerum natura&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;: “Bello, quando sul mare si scontrano i venti / e la cupa vastità delle acque si turba, / guardare da terra il naufragio lontano: / non ti rallegra lo spettacolo dell’altrui rovina / ma la distanza da una simile sorte”. Per Blumenberg l naufragio diventa nella modernità l'occasione di una scelta di campo: essere nomadi e avventurosi, a rischio del naufragio; oppure restare a riva, stanziali, spettatori più o meno morbosi edestetizzati, o più o meno empatici dei naufragi altrui. E’ una buona profezia della televisione, se ci pensate: il naufragio tra una pubblicità e l’altra di yogurt, di condizionatori d’aria&amp;nbsp;o di viaggi organizzati, ad esempio. Ma non tiene conto dell’esperienza di essere insieme naufraghi e spettatori: di se stessi. Che è la chiave forse dell’estetica (e del romanzo)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;attuale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;, che ha tra i suoi&amp;nbsp;grandi precursori la meravigliosa ode al sogno di Giacomo Leopardi (“il naufragar m’è dolce in questo mare”: dove il "questo" diviene l'"infinito"), e il paradosso del naufragio beato reso esplicito da Giuseppe Ungaretti nel 1917 (in piena guerra mondiale):&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Allegria di naufragi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;, la felicità del superstite (“E subito riprende / Il viaggio / Come/ Dopo il naufragio / Un superstite / Lupo di mare”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;“Il mare fa paura”, dice l'avvio di una bellissima poesia di Eduardo de Filippo. No, il mare mon c'entra. "Il mare fa solo il mare”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-7069367048260428081" style="font-size: 15px; line-height: 1.4; position: relative; width: 620px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;dal blog di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://beppesebaste.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Beppe Sebaste&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-9072008489809990722?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/9072008489809990722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=9072008489809990722' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9072008489809990722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9072008489809990722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/naufragi.html' title='Naufragi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3372075708013082935</id><published>2012-01-21T10:21:00.002+01:00</published><updated>2012-01-21T10:40:49.295+01:00</updated><title type='text'>Ferite narcisistiche</title><content type='html'>"...Freud ha visto bene le implicazioni di questo portare l'inconscio in primo piano quando ha parlato delle tre grandi ferite narcisistiche che il pensiero moderno ha arrecato agli uomini. La prima ferita narcisistica è stata quella inflitta da Copernico: l'uomo non è più al centro dell'universo perché la Terra è semplicemente un pianeta che gira intorno al sole insieme ad altri pianeti; la seconda ferita è stata quella provocata da Darwin, che ha mostrato  come l'uomo non sia una creatura  che viene direttamente da Dio, ma piuttosto un animale che viene da una filiera biologica, da cui si differenzia per via evolutiva; la terza è che la coscienza non è la sovrana assoluta che voleva la tradizione - e in fondo anche quando noi guardiamo noi stessi, magari per giustificarci, ci rendiamo conto che le cose non stanno così, che c'è tanto di non conosciuto che ci determina e ci guida." A queste considerazioni svolte da Umberto Galimberti in &lt;i&gt;Freud, Jung e la psicoanalisi&lt;/i&gt; se ne potrebbe aggiungere una quarta: quando l'uomo moderno dice che Dio non esiste annuncia la sua esclusione da un progetto divino di cui pensava di essere il centro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3372075708013082935?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3372075708013082935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3372075708013082935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3372075708013082935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3372075708013082935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/ferite-narcisistiche.html' title='Ferite narcisistiche'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-343401303968815314</id><published>2012-01-18T21:17:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T21:18:16.754+01:00</updated><title type='text'>Flowofashion</title><content type='html'>&lt;a href="http://flowofashion.blogspot.com/"&gt;Click and step in the sparkling world of fashion and trends&lt;/a&gt; http://flowofashion.blogspot.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-343401303968815314?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/343401303968815314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=343401303968815314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/343401303968815314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/343401303968815314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/flowofashion_18.html' title='Flowofashion'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5099630275214018271</id><published>2012-01-10T23:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T11:12:56.806+01:00</updated><title type='text'>Update</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-AvnoiVlWomo/Tw6yFDxvYbI/AAAAAAAAAno/IKgTfttDKmc/s1600/comunicazione.kqCMAAFyJ2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-AvnoiVlWomo/Tw6yFDxvYbI/AAAAAAAAAno/IKgTfttDKmc/s200/comunicazione.kqCMAAFyJ2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696686378653278642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5099630275214018271?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5099630275214018271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5099630275214018271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5099630275214018271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5099630275214018271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/update.html' title='Update'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-AvnoiVlWomo/Tw6yFDxvYbI/AAAAAAAAAno/IKgTfttDKmc/s72-c/comunicazione.kqCMAAFyJ2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4020974039903093835</id><published>2012-01-08T21:22:00.004+01:00</published><updated>2012-01-09T10:01:51.383+01:00</updated><title type='text'>Limitati</title><content type='html'>I pensieri si ripetono ma non del tutto uguali. Così due scrittori lontani tra loro come José Saramago e Thomas Bernhard, in due romanzi molto diversi&lt;span style="font-style:italic;"&gt; L'anno della morte di Ricardo Rei&lt;/span&gt;s (1984) e&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Il soccombente&lt;/span&gt; (1983), propongono la visione dell'uomo come essere insufficiente, limitato, mutilato.&lt;br /&gt;Saramago: "...oggi in Spagna ci sono troppi storpi,  soffro al pensare che il generale Milàn d'Astray potrebbe stabilire le basi di una psicologia di massa, uno storpio che non abbia la grandezza spirituale di Cervantes cerca di solito consolazione nelle mutilazioni che può far patire agli altri (...) Non c'era bisogno di andare tanto lontano, tutti siamo storpi."&lt;br /&gt;Bernhard: "Se guardiamo con attenzione gli uomini, vediamo solo dei mutilati , ci disse una volta  Glenn, mutilati nel corpo o nello spirito, non c'è altro, pensai io. Più a lungo osserviamo un uomo, più mutilato ci appare, egli è talmente mutilato che all'inizio non vogliamo crederci, come invece dovremmo. Il mondo è pieno di storpi. Quando camminiamo per strada incontriamo solo mutilati, e se invitiamo qualcuno ci accorgiamo presto di avere uno storpio per casa."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4020974039903093835?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4020974039903093835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4020974039903093835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4020974039903093835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4020974039903093835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/limitati.html' title='Limitati'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8452874838221456126</id><published>2012-01-03T23:36:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T16:14:35.816+01:00</updated><title type='text'>"To Sara"</title><content type='html'>Il libro era unico per la dedica "To Sara"  e il disegno di un fiore. Lo regalò a uno sconosciuto dopo averla aspettata a lungo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8452874838221456126?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8452874838221456126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8452874838221456126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8452874838221456126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8452874838221456126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/to-sara.html' title='&quot;To Sara&quot;'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7790935637409804595</id><published>2012-01-01T23:03:00.004+01:00</published><updated>2012-01-02T12:16:01.390+01:00</updated><title type='text'>La scoperta di Von Kempelen</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Upbhv1riA3w/TwGQfP6cCqI/AAAAAAAAAnQ/hn9wZ9N1bAc/s1600/turco12.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 168px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Upbhv1riA3w/TwGQfP6cCqI/AAAAAAAAAnQ/hn9wZ9N1bAc/s200/turco12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692990270495001250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 1769 il Barone Wolfgang Von Kempelen inventò "il Turco”, un automa capace di giocare a scacchi. Prima dell’inizio della partita Von Kempelen raccontava le qualità della sua straordinaria invenzione e apriva alcuni sportelli affinché il pubblico si rendesse conto dei complicati ingranaggi che la componevano.&lt;br /&gt;Nel 1783 “il Turco” meravigliò l'imperatore Giuseppe II a Vienna e sconfisse Benjamin Franklin a Parigi, e poi Federico il Grande di Prussia, e anche Napoleone in sole 24 mosse! Quando Von Kempelen morì, "il Turco” venne acquistato da certo Johann Maelzel e la sua fama attraversò i cinque continenti fino a che, nel 1826, durante una tournèe in America, due ragazzini videro una donna uscire dalla macchina: all’interno c’era posto per un giocatore in carne e ossa che comandava le braccia del manichino dopo aver appreso le mosse dell'avversario di turno grazie a dei magneti che le riproducevano su una piccola scacchiera. Per vedere utilizzava una candela il cui fumo usciva dal turbante e si mischiava a quello dei candelabri messi vicino al fenomenale “automa”.&lt;br /&gt;Maelzel morì nel 1834, la macchina finì in un museo cinese a Philadelphia e fu distrutta da un incendio vent’anni dopo. Resta qualche domanda tra le ceneri: le partite giocate fino al 1826 con il Turco sono vere o false? E in che senso si può dire che lo siano? E se dietro Google ci fosse un colto bibliotecario, per esempio uno alla Borges?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7790935637409804595?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7790935637409804595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7790935637409804595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7790935637409804595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7790935637409804595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2012/01/la-scoperta-di-von-kempelen.html' title='La scoperta di Von Kempelen'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Upbhv1riA3w/TwGQfP6cCqI/AAAAAAAAAnQ/hn9wZ9N1bAc/s72-c/turco12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7842142186979852269</id><published>2011-12-23T09:13:00.000+01:00</published><updated>2011-12-23T14:12:58.399+01:00</updated><title type='text'>No me meuve, mi Dios, para quererte</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Soneto A Cristo crucificado&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; No me meuve, mi Dios, para quererte&lt;br /&gt;el cielo que me tienes prometido,&lt;br /&gt;ni me mueve el infierno tan temido&lt;br /&gt;para dejar por eso de ofenderte.&lt;br /&gt;Tù me mueves, Senor, mueveme el verte&lt;br /&gt;clavado en una cruz y escarnecido, &lt;br /&gt;mueveme ver tu cuerpo tan herido,&lt;br /&gt;muevenme tus afrentas y tu muerte.&lt;br /&gt;Mueveme, en fin, tu amor, y en tal manera,&lt;br /&gt;que aunque no hubiera cielo, yo te amara,&lt;br /&gt;y aunque no hubiera infierno, te temiera.&lt;br /&gt;No me tienes que dar porque te quiera,&lt;br /&gt;pues aunque lo que espero no esperara,&lt;br /&gt;lo mismo che te quiero te quisiera.&lt;br /&gt;San Juan de Avila  (Almodovar del Campo 1500-1569)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sonetto a nostro Signore sulla croce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; Non è un motivo, Signore per amarti&lt;br /&gt;il cielo che hai promesso di donarmi,&lt;br /&gt;non è un motivo il timore dell'inferno&lt;br /&gt;a non recarti offesa per paura.&lt;br /&gt;Sei tu il motivo, Signore, è la tua vista&lt;br /&gt;Così deriso e inchiodato sulla croce&lt;br /&gt;Sono tutte le piaghe del tuo corpo,&lt;br /&gt;gli affronti, la tua morte ecco il motivo&lt;br /&gt;il tuo amore è il motivo e così grande,&lt;br /&gt;che ti amerei se non ci fosse il cielo&lt;br /&gt;e avresti, senza inferno, il mio timore.&lt;br /&gt;Non voglio niente in cambio per amarti&lt;br /&gt;E, anche se sperassi ciò che spero,&lt;br /&gt;questo mio stesso amore resterebbe vero&lt;br /&gt;San Juan de Avila  (Almodovar del Campo 1500-1569)&lt;br /&gt;traduzione di Riccardo Held&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7842142186979852269?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7842142186979852269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7842142186979852269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7842142186979852269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7842142186979852269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/no-me-meuve-mi-dios-para-quererte.html' title='No me meuve, mi Dios, para quererte'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1264180993171918259</id><published>2011-12-18T22:49:00.005+01:00</published><updated>2011-12-20T11:01:56.999+01:00</updated><title type='text'>Il sorriso della Mezzaluna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ISHjXWMCBV0/TvBcTQCDI4I/AAAAAAAAAnE/bnZY4orwBC0/s1600/sorrisoC_0669.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 154px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ISHjXWMCBV0/TvBcTQCDI4I/AAAAAAAAAnE/bnZY4orwBC0/s200/sorrisoC_0669.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688147815159767938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Un fedele prega: Mio Dio fa’ diventare il Ramadan come i mondiali di calcio: una volta ogni quattro anni in un paese diverso.” La battuta è citata insieme a molte altre ne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sorriso della Mezzaluna&lt;/span&gt; (ed. Carocci) scritto da Barbara De Poli insieme a Paolo Branca e Patrizia Zanelli. Barbara De Poli vive tra Venezia e Rabat studiando “i musulmani nel terzo millennio”, per citare il titolo di un altro suo saggio. Insegna Storia e istituzioni del Vicino e Medio Oriente a Ca’ Foscari e Storia del Medio Oriente e Storia dell’Africa alla Scuola di Governance di Rabat. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sorriso della Mezzaluna&lt;/span&gt; indaga  con rigore scientifico l’ umorismo arabo proponendo un panorama inedito di barzellette e vignette che seguono filoni analoghi a quelli dell’umorismo occidentale. Sul rapporto fra i due sessi:&lt;br /&gt; “”Un uomo torna di fretta dalla moglie dopo una notte trascorsa con l’amante e la moglie gli chiede: Dov’eri Superman? A giocare con gli amici. E hai vinto, Superman? Sì. Ti sei divertito Superman? Sì, ma perché continui a chiamarmi Superman? Perché ti sei messo le mutande sopra i pantaloni.”&lt;br /&gt;“Un bambino chiede al padre “Papà  anche gli asini si sposano? No, caro, tutti gli asini si sposano.”&lt;br /&gt; Sulla religione si ironizza con garbo: “Un maestro chiede ad un alunno: Chi è il Profeta che parlava con gli animali? Risposta: Nostro signore Tarzan, la pace sia con lui.”&lt;br /&gt;”Un imam comincia così la sua predica: Ho due notizie da darvi, una buona e una cattiva... La buona  è che finalmente so quanto costerà la nuova moschea ...La cattiva è che i soldi li prenderò dalle vostre tasche.” &lt;br /&gt;L’ironia, come in Occidente, ama prendere di mira alcuni  gruppi etnici piuttosto di altri: “Come fai a capire se chi cucina il pesce è un berbero? Se per ammazzarlo gli tiene la testa sott’acqua.” &lt;br /&gt;“Un iracheno apre una concessionaria di auto e sull’insegna scrive: specializzati in auto-bomba.”&lt;br /&gt;Si ride e si prende in giro quindi anche all’ombra della Mezzaluna ma con una differenza fondamentale rispetto all’Europa: “Le barzellette hanno libera circolazione nella trasmissione orale – spiega De Poli – la situazione si complica quando satira e  ironia ambiscono a una diffusione  mediatica su carta stampata o via etere, e soprattutto se hanno come oggetto politica o religione. Nell’autunno del 2006 un settimanale di Casablanca subì una chiusura di due mesi per aver pubblicato un dossier di copertina dedicato alle barzellette, e gli autori del servizio furono condannati a tre anni di carcere con la condizionale e a 8000 euro di multa. Emblematico a questo proposito anche il caso del periodico Demain (Dumàn) fondato da Ali Lmrabet. A causa delle  vignette molto critiche sullo stato della democrazia in Marocco, Lmrabet  fu condannato a quattro anni di reclusione e la pubblicazione del giornale sospesa.”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sorriso della Mezzaluna&lt;/span&gt; quindi non sarà tradotto in arabo. “No, perché i musulmani sanno ridere, i loro governi un po’ meno. Il problema è politico, non religioso.”&lt;br /&gt;Ha in programma altri libri sull’argomento?&lt;br /&gt;“In queste pagine ci siamo concentrati principalmente sul Marocco e sull’Egitto, si potrebbero allargare gli studi ad altri paesi e a determinati momenti storici. Alessandra Laurito, una mia allieva, sta preparando una tesi sulla satira dei manifestanti di piazza Tahrir. Un lavoro analogo potrebbe essere iniziato in Libia, Tunisia, Siria.”&lt;br /&gt;(Vignetta: le truppe dello zio Sam provano le nuove munizioni preparandosi all'occupazione dell'Iraq - Dumàn, n. 16, 26 febbraio 2003)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1264180993171918259?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1264180993171918259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1264180993171918259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1264180993171918259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1264180993171918259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/un-fedele-prega-mio-dio-fa-diventare-il.html' title='Il sorriso della Mezzaluna'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ISHjXWMCBV0/TvBcTQCDI4I/AAAAAAAAAnE/bnZY4orwBC0/s72-c/sorrisoC_0669.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4590887711300644612</id><published>2011-12-14T07:50:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T17:04:35.988+01:00</updated><title type='text'>La scrittura</title><content type='html'>Perché vedi, o Fedro, la scrittura è in una strana condizione, simile veramente a quella della pittura. I prodotti cioè della pittura ci stanno davanti come se vivessero, ma se li interroghi tengono un maestoso silenzio. Nello stesso modo si comportano le parole scritte: crederesti che potessero parlare quasi che avessero in mente  qualcosa; ma se tu, volendo imparare, chiedi loro qualcosa di ciò che dicono, esse ti manifestano una cosa sola e sempre la stessa. E una volta che si sia messo per iscritto, ogni discorso arriva alle mani di tutti, tanto di chi l'intende tanto di chi non ci ha nulla a che fare; né sa a chi gli convenga parlare e a chi no. Prevaricato e offeso oltre ragione esso ha sempre bisogno  che il padre gli venga in aiuto, perché esso da solo non può difendersi né aiutarsi.&lt;br /&gt;Platone, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fedro &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4590887711300644612?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4590887711300644612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4590887711300644612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4590887711300644612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4590887711300644612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/la-scrittura.html' title='La scrittura'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7473773962705555838</id><published>2011-12-13T14:05:00.000+01:00</published><updated>2011-12-13T19:08:33.914+01:00</updated><title type='text'>-), ke, xché</title><content type='html'>E adesso prendiamo il disegnino, cioè l'ideogramma. si mandano messaggi  con quelli che si chiamano &lt;span style="font-style:italic;"&gt;smiley&lt;/span&gt;: :-) :-(  :-| ;-) (contento, triste, indifferente, furbetto) ecc. Ora, si avrà la bontà di dirci in che senso tutto questo costituirebbe un sintomo di prevalenza del parlato. Lo aveva capito bene già Hegel, ancorché privo di telefonino. Gli ideogrammi (visto che è di quello di cui si tratta) sono l'essenza della scrittura, di una scrittura che può &lt;span style="font-style:italic;"&gt;radicalmente&lt;/span&gt; fare a meno della voce, ed è per questo che avevano tentato uno  uno sfrenato intellettualista come Leibniz, appassionato ricercatore di una lingua del pensiero. E prendete l'ideografia  di Frege: anche qui troverete  qualcosa di molto simile ai piccoli ideogrammi da e-mail o da telefonino. Al massimo, nelle e-mail e negli sms, piuttosto che un'ideografia  troviamo una patografia, l'abbreviazione non di un'idea ma di un sentimento. Infatti le faccine e altri accorgimenti si chiamano in giapponese &lt;span style="font-style:italic;"&gt;emoji&lt;/span&gt;, e in inglese &lt;span style="font-style:italic;"&gt;emoticons&lt;/span&gt;, cioè &lt;span style="font-style:italic;"&gt;emotion icons&lt;/span&gt;, icone che veicolano emozioni; anche se in Cina e in Giappone, per queste "emoticone" (in italiano, lo ammetto, fa un po' ridere) si adoperano non solo le faccine, ma anche gli ideogrammi che stanno per "riso" e "pianto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo la&lt;span style="font-style:italic;"&gt; formula&lt;/span&gt; . Che sarebbe tipica del discorso parlato, come si legge tante volte: nei messaggi di email intervengono per l'appunto le formule, le clausole, le sigle, creando un creolo scritto-orale. Immagino che ci si riferisca  ad abbreviazioni come ASAP che sta per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;s soon as possible&lt;/span&gt; ecc. Ma ecco il punto: ho appena scritto  "ecc.": è un intervento del parlato nello scritto? Non direi. E se avessi scritto "p.es.", di nuovo sarebbe arduo pretendere che c'è un ritorno creolo dell'oralità, a meno che questo ritorno non ci fosse sin dall'inizio, dalle lapidi romane e dai codici medievali, zeppi di abbreviazioni tra cui il famigerato @, che stava per&lt;span style="font-style:italic;"&gt; apud&lt;/span&gt;, "presso", proprio come i.e. sta per&lt;span style="font-style:italic;"&gt; id est&lt;/span&gt;, e &amp; per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;et&lt;/span&gt;. Se poi mi arriva un cartoncino solido in un bel corsivo inglese che mi invita a una festa o a una cerimonia, è facile che trovi, in basso a destra, nel posto deputato alla firma, una formula per niente diversa da ASAP,solo meno perentoria:&lt;span style="font-style:italic;"&gt; RSVP, répondez s'il vous plait&lt;/span&gt;. E prima o poi, ne ho una certezza strana, mi troverò sotto una lapide in cui magari starà scritto R.I.P., &lt;span style="font-style:italic;"&gt;requiescat in pace&lt;/span&gt;. Intervento del parlato nello scritto? Creolizzazione? Beato chi ci crede. Abbiamo a che fare con ovvie abbreviazioni dii una scrittura alfabetica a livello sintattico e grammaticale (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Still waiting!&lt;/span&gt; invece che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I am still waiting for you&lt;/span&gt;) e grammaticale: B4B= &lt;span style="font-style:italic;"&gt;business for business&lt;/span&gt;; CU = &lt;span style="font-style:italic;"&gt;se you&lt;/span&gt;; U2 = &lt;span style="font-style:italic;"&gt;you too&lt;/span&gt;; GOOD4U = &lt;span style="font-style:italic;"&gt;good for you&lt;/span&gt;, ASL = &lt;span style="font-style:italic;"&gt;age, sex, location &lt;/span&gt;( e in italiano, Xché, Xme ecc., a cui si aggiunge ora "ke" al posto di che, ma era per l'appunto la formula del placito di Capua, prima attestazione di unn volgare italiano: "Sao ke kelle terre..."). Ora tutte queste abbreviazioni esistevano molto prima dell'e mail, e dunque della presunta creolizzazione.&lt;br /&gt;Maurizio Ferraris, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dove sei? Ontologia del telefonino&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7473773962705555838?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7473773962705555838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7473773962705555838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7473773962705555838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7473773962705555838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/kexche.html' title='-), ke, xché'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6498107026821525878</id><published>2011-12-09T22:37:00.001+01:00</published><updated>2011-12-10T12:55:44.470+01:00</updated><title type='text'>Lola</title><content type='html'>Nella pinacoteca alcuni quadri di fine Ottocento. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Naufragio&lt;/span&gt; mostra una nave in difficoltà in mezzo alla tempesta, va verso gli scogli che si intravedono tra le onde. In &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pareya en un jardin  &lt;/span&gt;due coniugi: Lui ha regalato i fiori che giacciono abbandonati sulla panchina; Lei lo guarda con pena; Lui guarda verso il basso e gioca con il ventaglio; hanno circa trent’anni ma sono già stanchi di stare insieme. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lola la piconera&lt;/span&gt; ha gli occhi luminosi, le dita affusolate appoggiate al bordo della scollatura, un anello con tre cuori sovrapposti,  il fiocco rosso vivo tra i capelli, gli occhi scuri ed intensi che sembrano veri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6498107026821525878?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6498107026821525878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6498107026821525878' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6498107026821525878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6498107026821525878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/lola.html' title='Lola'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1666694088790299595</id><published>2011-12-05T07:52:00.000+01:00</published><updated>2011-12-06T11:54:59.562+01:00</updated><title type='text'>Una raffica di mitragliatrice</title><content type='html'>Consiglierimilitari pochi tanti cartolineprecetto soldati tanti troppi imboscate paludi elicotteri feriti infermieri Mekong napalm risaie ancoranapalm caldo umidità zanzare VietCong bombardieri documentari telegiornali lamorteindirettatv WalterCronkite aereidatrasporto portelloniaperti barechiuse salutomilitare onorimilitari vedove anomedelPresidentedegliStatiUniti bandiereripiegateatriangolo caldo umidità zanzare reduci droga TheWashingtonPost fronteinterno sit-in prigionieridiguerra torture rouletterussa sanguevero sangueinbiancoenero brividi pazzia giungla liberauscita prostitute sifilide dollari  marijuana caldo umidità zanzare laprimadiplomazia ancoradiplomazia OffensivaDelTet bivacchi sentinellenelperimetrodelcampo notte proiettilitraccianti luci ombre apnea rumore paura pallottole trappole Giap Westmoreland  fuoco missinginaction giungla piastrinemilitaristrappatedaipetti Kennedy Johnson Nixon caldo umidità zanzare lettere mogli madri figli BobHope spettacoliperlatruppa giungla pioggiagelatasulsudorecaldo sudorifreddi primidubbi certezze nuovidubbi primoturnoalfronte secondoturnoalfronte carrieramilitare ideali falsiideali caldo umidità zanzare morfina buche cunicoli alfa tango foxtrot charlie charlie tanti charlie villaggi MyLay vecchi donne bambini capanne zippo lanciafiamme caldo umidità zanzare diviseverdi berrettiverdi giungla Saigon ambasciataamericana momentifrenetici documentibruciatinelcaminetto arrivaunelicottero presto fatepresto tuttisultetto evacuazione lafine.&lt;br /&gt;Duilio Daniele&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1666694088790299595?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1666694088790299595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1666694088790299595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1666694088790299595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1666694088790299595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/una-raffica-di-mitragliatrice.html' title='Una raffica di mitragliatrice'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3539643974620441179</id><published>2011-12-04T22:04:00.002+01:00</published><updated>2011-12-05T11:42:25.377+01:00</updated><title type='text'>L'amo</title><content type='html'>Eco per suono, ombra per forma, papà e mamma&lt;br /&gt;generazione in generazione&lt;br /&gt;sotto il mio profilo, e sotto il tuo&lt;br /&gt;come fa l'acqua per il sasso&lt;br /&gt;far risuonare e lasciare vibrare.&lt;br /&gt;il sempreverde, buccia, guscio, conchiglia, ma&lt;br /&gt;grande scherzoso cielo di uno e di tutti:&lt;br /&gt;uno da una parte e tutti dall'altra.&lt;br /&gt;Confini segnati, educazioni ordinate, &lt;br /&gt;cortesie e inviti. Niente per le buone maniere, niente a che fare.&lt;br /&gt;Fusa.&lt;br /&gt;Scodinzola la coda.&lt;br /&gt;Si spalancano braccia.&lt;br /&gt;A me tedesimo. Solo che se mi prendi in ostaggio?&lt;br /&gt;La pazienza ha un limite.&lt;br /&gt;Se mi metto ad aspettarti, già sei entrato&lt;br /&gt;spero solo di riconoscerti per gesto o per occhio.&lt;br /&gt;Tuffo. Penetra e smuove.&lt;br /&gt;Freccia. Se centra e se colpisce.&lt;br /&gt;Fango. E si bagna il piede.&lt;br /&gt;Parassita. E virus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversamente essere&lt;br /&gt;cercando di non perdersi oppure &lt;br /&gt;perdersi – parzialmente - volontariamente &lt;br /&gt;con-prendere&lt;br /&gt;in nuova disposizione&lt;br /&gt;lasciare andare&lt;br /&gt;accogliere il fastidio&lt;br /&gt;generosità soffocanti&lt;br /&gt;pieno straripante&lt;br /&gt;noi fra noi&lt;br /&gt;lasciarti andare&lt;br /&gt;ri-cercare nuovi equilibri&lt;br /&gt;io - corpo&lt;br /&gt;io - mente&lt;br /&gt;alterizzazione necessaria&lt;br /&gt;trattenersi &lt;br /&gt;scivolando fra contrasti&lt;br /&gt;prestarsi al reciproco temporaneo&lt;br /&gt;sprofondare&lt;br /&gt;come in ampie poltrone&lt;br /&gt;mescolando le nostre lingue&lt;br /&gt;respiransi senza fretta&lt;br /&gt;Marianna Andrigo e Aldo Aliprandi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3539643974620441179?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3539643974620441179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3539643974620441179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3539643974620441179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3539643974620441179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/lamo.html' title='L&apos;amo'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6200743950264399852</id><published>2011-12-01T20:45:00.001+01:00</published><updated>2011-12-02T10:58:52.214+01:00</updated><title type='text'>Avventure</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-TT8bC5Jdkck/TtihUxW8haI/AAAAAAAAAms/pSofy6ZGeUE/s1600/barone.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TT8bC5Jdkck/TtihUxW8haI/AAAAAAAAAms/pSofy6ZGeUE/s200/barone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681468308146914722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Qualcuno pensa che i miei racconti siano solo colossali bugie. Ci tengo a dire che quanto scritto in questo libro è solo il fedele resoconto dei miei molti viaggi per mare e per terra e delle mie avventure di guerra e di caccia."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uno che come me sa cavalcare un cavallo eccezionale come il mio lituano, potete star certi che è in grado di cavalcare qualsiasi cosa... Allora, senza stare a pensarci troppo, mi misi accanto ad uno dei nostri cannoni più grossi che stava sparando contro il nemico e in un baleno saltai sulla prima palla in uscita. Per mia fortuna, però, mentre volavo a cavallo della palla di cannone, mi resi conto che questa mi avrebbe di certo fatto entrare in città, ma da lì probabilmente non sarei mai uscito, perché i Turchi mi avrebbero catturato, fatto prigioniero e probabilmente impiccato, allora come vidi passare una palla nemica diretta al nostro accampamento ne approfittai e ci saltai in groppa, facendo così ritorno sano e salvo al campo."&lt;br /&gt;da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le avventure del barone di Münchausen&lt;/span&gt; di Rudolf Raspe e Gottfried Bürger&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6200743950264399852?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6200743950264399852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6200743950264399852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6200743950264399852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6200743950264399852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/12/avventure.html' title='Avventure'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TT8bC5Jdkck/TtihUxW8haI/AAAAAAAAAms/pSofy6ZGeUE/s72-c/barone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3285790794533535541</id><published>2011-11-27T20:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-27T10:52:09.858+01:00</updated><title type='text'>Stupidità</title><content type='html'>La stupidità è talmente diffusa tra gli uomini che uno stupido trova sempre uno più stupido di lui pronto a seguirlo.&lt;br /&gt;Voltaire&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3285790794533535541?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3285790794533535541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3285790794533535541' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3285790794533535541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3285790794533535541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/stupidita.html' title='Stupidità'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7442359639440692479</id><published>2011-11-26T23:44:00.002+01:00</published><updated>2011-11-27T18:12:07.663+01:00</updated><title type='text'>Il monaco "mucca"</title><content type='html'>Disposto sul grande leggio centrale, non possiede né indici, né capitoli, né paragrafi. La lettura procede, si potrebbe dire, a vista, fruendo come bussola delle splendide figure miniate. Non si tratta per il monaco di tradurre il testo in sintesi concettuali, quanto invece di incorporarlo nella memoria e di riprodurlo nei vari casi della vita per motti e citazioni. E il monaco stesso è definito, non a caso, figurativamente una mucca, perché tutto il giorno, mentre fa il burro, accudisce gli animali, coltiva l'orto e il giardino, continuamente rumina borbottando il libro sacro. Non si tratta per lui di leggerlo, quanto di incorporarlo, di "mangiarlo".&lt;br /&gt;Carlo Sini in&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Al di là del testo&lt;/span&gt;, riprendendo  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nella vigna del testo&lt;/span&gt; di Ivan Illich.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7442359639440692479?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7442359639440692479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7442359639440692479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7442359639440692479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7442359639440692479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/il-monaco-mucca.html' title='Il monaco &quot;mucca&quot;'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-765536386998326438</id><published>2011-11-25T08:07:00.001+01:00</published><updated>2011-11-27T10:55:45.852+01:00</updated><title type='text'>Contrappunto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-DJmIOvBhFdw/Ts-hPRq4TqI/AAAAAAAAAmg/1C-vXyRuuw0/s1600/nettunoC_0629.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-DJmIOvBhFdw/Ts-hPRq4TqI/AAAAAAAAAmg/1C-vXyRuuw0/s200/nettunoC_0629.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678934938950848162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-765536386998326438?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/765536386998326438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=765536386998326438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/765536386998326438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/765536386998326438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/dove-sei.html' title='Contrappunto'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DJmIOvBhFdw/Ts-hPRq4TqI/AAAAAAAAAmg/1C-vXyRuuw0/s72-c/nettunoC_0629.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8525892995699983069</id><published>2011-11-24T20:47:00.010+01:00</published><updated>2011-11-25T11:54:31.394+01:00</updated><title type='text'>Solitudine</title><content type='html'>Trascorriamo la maggior parte del tempo con noi stessi ma viviamo in mezzo agli altri. La solitudine è una terra di mezzo tra il nostro modo di vedere le cose e il mondo, tra il segno e il sogno, e anche,  come scrive José Saramago nell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Anno della morte di Ricardo Reis&lt;/span&gt;, una incomprensione in noi stessi: "La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo alla pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda  e la corteccia, tra la foglia e la radice." Una distanza che  per Jankélévitch (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La menzogna e il malinteso&lt;/span&gt;) nasce dalla menzogna: "La vera punizione dei ciarlatani è la perdita della loro ipseità: dal momento che essi non sono né ciò che sono e che sepplliscono nel silenzio, né ciò che gli altri credono che essi siano e che in realtà sono solo per truffa, bisogna concludere che essi non sono più niente. Sono delle anime in pena, delle coscienze spettrali (...)." La solitudine, il deserto, da un'altra prospettiva, è l'unica via per conoscere Dio. Scrive Giovanni della Croce  nella &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Salita al Monte Carmelo&lt;/span&gt;: "Devi passare per dove non sai; per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove non hai niente; per giungere a dove non sei, devi passare per dove ora non sei; per giungere interamente al tutto, devi rinnegarti totalmente in tutto."&lt;br /&gt;E il linguaggio, probabilmente, gioca un ruolo fondamentale nel regolare le distanze, sebbene il vero significato delle parole sia a volte come un albero lontano  e irraggiungibile nella pianura, o un fantasma che si mostri e nello stesso tempo si dissolva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8525892995699983069?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8525892995699983069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8525892995699983069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8525892995699983069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8525892995699983069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/solitudine.html' title='Solitudine'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-2065913101866588656</id><published>2011-11-18T23:42:00.002+01:00</published><updated>2011-11-19T18:31:01.738+01:00</updated><title type='text'>Valvasor</title><content type='html'>Il treno partì da Bologna ma non erano scesi tutti: Johann Weichard Valvasor, morto nel 1693 in Carniola, era rimasto a bordo in una conversazione nata per caso. Suo nonno era  un commerciante di Telgate, vicino Bergamo, sua madre una Rauber, famiglia di personaggi illustri. Valvasor era un uomo dai molteplici interessi: misurava le montagne, studiava i laghi che spariscono, costruiva tunnel; nel suo castello c'erano una grande tipografia e una biblioteca con migliaia di volumi. E scrisse dei libri: voleva fare conoscere le meraviglie della Carniola al mondo. Nel 1689 a Norimberga pubblicò &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Die Ehre des Herzogthums Crain&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La gloria del ducato di Carniola&lt;/span&gt;) : 3532 pagine in quattro volumi e 500 illustrazioni, la maggior parte disegnate da lui. Nella scrittura invece lo aiutò Erasmus Francisci di Lubecca, un nobile decaduto che si guadagnava da vivere come scrivano e correttore di bozze. Erasmus intervenne creativamente aggiungendo qua e là le sue considerazioni, frasi di di autori famosi, riflessioni misticheggianti. Un fiume testuale nel quale affiorano anche numerose &lt;span style="font-style:italic;"&gt;povedke&lt;/span&gt;, i raccontini popolari che Valvasor raccoglieva insieme ai dati storici e geografici della sua regione, per ogni villaggio, bosco, fiume, montagna, non mancavano mai  fiabe, leggende, aneddoti curiosi. Scrive Maria Bidovec, docente di Letteratura e civiltà slovena all'Università di Udine, nel suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt; Johann Weichard Valvasor: polimata, nonché avvincente narratore nella Carniola del Seicento&lt;/span&gt;: "L'originale commistione, operata solo da Valvasor, di racconti di origine popolare, aneddoti, osservazioni frutto di esperienza personale nonché di storie tratte da letture e studi d'archivio non potè venire apprezzata da quello stesso popolo semplice che ne era il protagonista, poiché esso non era in grado di leggerla; né poté essere sufficientemente conosciuta e ammirata dal potenziale enorme pubblico dei lettori europei di lingua tedesca, confinata come rimase  all'interno delle frontiere di quella periferica provincia dell'Impero, ancora troppo chiusa in sé e culturalmente immatura. (...) Ciò che egli era stato capace di costruire nel campo della narrazione di storie curiose e fantastiche rimase apparentemente senza eco, ma in realtà costituì una pietra miliare."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-2065913101866588656?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/2065913101866588656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=2065913101866588656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2065913101866588656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2065913101866588656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/valvasor.html' title='Valvasor'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-481868586341665521</id><published>2011-11-13T22:06:00.002+01:00</published><updated>2011-11-14T10:23:16.126+01:00</updated><title type='text'>Gatti</title><content type='html'>Io mica lo volevo un gatto - figurarsi due. Non sono tipo da farmi fare fesso io. Non se ne parla nemmeno, davvero. I gatti stanno bene per strada, i gatti vanno bene sui tetti, miagolanti e vagabondi. (...) "Libri rosicchiati. Vasi rovesciati. Lucertole trascinate in casa. Piante divorate. Fortuna che sono un tipo che ogni tanto si fa fare fesso - e si può rischiare molto, ma si può anche incrociare la possibilità di perdere un po' della nostra stupidità. Perché succede di scambiare la propria stupidità per saggezza, saggezza un po' meschina, di piccola virtù, che non ama sorprendersi - nello spavento che proviamo nel dover cedere a un altro essere una parte della nostra esistenza. Però ne vale la pena. Soprattutto quando intorno a te tutti ti spiegano che non ne vale la pena. (...)  Un gatto non è mai dove dovrebbe stare. Un gatto non è mai a disposizione. Un gatto non è mai disposto a obbedire. "Refusez d'obéir", come il luminoso disertore di Boris Vian.&lt;br /&gt;Stefano Di Michele, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Borges e Camilla. Gatti, amori e altri disastri&lt;/span&gt;, ed. Il Notes Magico&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-481868586341665521?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/481868586341665521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=481868586341665521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/481868586341665521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/481868586341665521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/gatti.html' title='Gatti'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-686656018467080779</id><published>2011-11-10T20:10:00.000+01:00</published><updated>2011-11-11T17:12:21.578+01:00</updated><title type='text'>Luna e l'altra</title><content type='html'>A volte la luna è piena,&lt;br /&gt;ubriaca di stelle,&lt;br /&gt;e si tinge di bianco,&lt;br /&gt;ma anche di rosso!&lt;br /&gt;A volte si fa&lt;span style="font-style:italic;"&gt; un quarti&lt;/span&gt;no&lt;br /&gt;Altre volte è solo la metà del cielo,&lt;br /&gt;… e l’altra?&lt;br /&gt;L’altra è in piena crisi lunatica,&lt;br /&gt;non si mostra, è insicura,&lt;br /&gt;… ha una fottuta paura.&lt;br /&gt;… o forse …&lt;br /&gt;... ad altre &lt;span style="font-style:italic;"&gt;volte&lt;/span&gt; mostra la sua faccia scura!&lt;br /&gt;Loris Tessari&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-686656018467080779?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/686656018467080779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=686656018467080779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/686656018467080779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/686656018467080779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/luna-e-laltra.html' title='Luna e l&apos;altra'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-554103639268379963</id><published>2011-11-07T19:58:00.003+01:00</published><updated>2011-11-10T10:05:42.553+01:00</updated><title type='text'>Il tacere delle Sirene</title><content type='html'>A dimostrazione del fatto che anche mezzi inadeguati e persino puerili possono aiutare a salvarci.&lt;br /&gt;Per difendersi dal canto delle Sirene, Odisseo si tappò le orecchie con la cera e si fece incatenare all’albero maestro. Una cosa simile avrebbero potuto farla da tempo tutti i viaggiatori, tranne quelli che le Sirene avessero sedotti già da lontano, ma era noto in tutto il mondo che ciò non li avrebbe aiutati in nessun modo. Il canto delle Sirene trapassava qualsiasi cosa,  e l’ardore dei sedotti  spezzava ben più di catene e alberi. A questo però Odisseo non pensò, sebbene forse ne avesse sentito parlare. Ebbe piena fiducia in quella manciata di cera e nel fascio di catene, e ingenuamente felice dei suoi deboli mezzi andò incontro alle Sirene. Ma le Sirene hanno un’arma ancora più spaventosa del canto, il loro tacere. Non è capitato, ma si può immaginare che qualcuno si sia salvato dal loro canto, sicuramente non dal loro tacere. Al sentimento di averle sconfitte con le proprie forze, alla conseguente totale presunzione, nessun mortale può opporsi. Ed effettivamente le potenti voci non cantarono al suo passaggio, vuoi perché credessero che questo avversario  potesse essere conquistato  solo dal tacere, vuoi perché la vista di quell’assoluta felicità nel volto di Odisseo che pensava solo alla cera e alle catene, esse  si dimenticarono del canto. Odisseo, se così possiamo dire, non sentì il loro tacere, egli credeva che cantassero, e che solo lui fosse al sicuro dall’udirle. Di sfuggita vide subito il movimento dei loro colli, il respiro profondo, gli occhi pieni di lacrime, le bocche socchiuse. Credette che tutto ciò appartenesse alle melodie che risuonavano mute intorno a lui. Presto tutto ciò scomparve dal suo sguardo rivolto lontano;  le Sirene si dissolsero davanti a quella prova di carattere. Così, proprio quando era loro  più vicino, non ne seppe più nulla. Loro, più belle che mai, si allungarono e si voltarono, lasciarono fluttuare i loro spaventosi capelli nel vento e si aggrapparono con gli artigli agli scogli. Non volevano più sedurre, ma solo afferrare il più a lungo possibile il riflesso dei grandi occhi di Odisseo. Se le Sirene avessero una coscienza, quella volta sarebbero morte. Ma sopravvissero. Odisseo era riuscito a sfuggire loro. Infine, si riporta qui una piccola aggiunta a questa storia. Si dice che Odisseo fosse così astuto, una tale volpe, che le stesse Parche non avevano il potere di penetrare la sua mente. Forse egli, sebbene il fatto non sia comprensibile dalla ragione umana, ha davvero intuito che le Sirene tacevano, e ha usato la finzione come uno scudo frapposto fra sé  e loro, fra sé e gli dei.&lt;br /&gt;Franz Kafka, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Das Scweigen der Sirenen&lt;/span&gt;, traduzione di M.A. Orefice&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-554103639268379963?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/554103639268379963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=554103639268379963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/554103639268379963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/554103639268379963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/il-tacere-delle-sirene.html' title='Il tacere delle Sirene'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8019908781612030242</id><published>2011-11-04T22:10:00.005+01:00</published><updated>2011-11-06T14:06:06.622+01:00</updated><title type='text'>Wittgenstein</title><content type='html'>Alcuni appunti dall'incontro, svoltosi oggi alla libreria Canova di Treviso,  con il professor Luigi Perissinotto, uno dei massimi esperti italiani di Wittgenstein.&lt;br /&gt;Le ultime parole di Wittgenstein, dette alla moglie del dottore prima di perdere conoscenza, sono state: "Dica loro che ho avuto una vita meravigliosa". &lt;br /&gt;"Nel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tractatus&lt;/span&gt;  la filosofia non è una teoria, una dottrina, è un'attività."&lt;br /&gt;La proposizione più citata è la numero 7:"Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere." &lt;br /&gt;Essa sembra in contraddizione con la 6.54: "Le mie proposizioni sono chiarificazioni le quali illuminano in questo senso: Colui che mi comprende, infine le riconosce insensate, se è asceso per esse - su esse - oltre esse. (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v'è salito.) Egli deve superare queste proposizioni; è allora che egli vede rettamente il mondo."&lt;br /&gt;"Dal punto di vista etico ognuno deve trovare la propria esemplarità nella vita, fare il proprio  mestiere nel miglior modo possibile. Tutto è importante tranne il tempo e i soldi."&lt;br /&gt;"Filosofo è colui che non appartiene a nessuna comunità di pensiero."&lt;br /&gt; "Il lavoro filosofico è propriamente - come spesso in architettura - piuttosto un lavoro su sé stessi. Sul proprio modo di vedere. Su come si vedono le cose. (E su che cosa si pretende da esse)."&lt;br /&gt;"Tutto il senso del mio libro è un senso etico."&lt;br /&gt;"In una poesia molto amata da Wittgenstein un crociato prima di partire per la guerra pianta un piccolo alberello nel suo giardino. Quando diventa vecchio si siede in giardino all'ombra della pianta che negli anni è cresciuta. Proprio quando non si cerca di esprimere l'inesprimibile esso si mostra."&lt;br /&gt;La proposizione 6.44 del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tractatus&lt;/span&gt; "Non come il mondo è, è il Mistico, ma che esso è" distingue  fra il "come" proprio della scienza" e il "che" proprio del mistico.&lt;br /&gt;6.52 "Noi sentiamo che anche qualora tutte le possibili domande scientifiche avessero avuto risposta, i problemi della vita non sarebbero stati ancora neppure toccati. Certo, allora non resta più domanda alcuna, e questa appunto è la risposta."&lt;br /&gt;Secondo Perissinotto e molti altri la filosofia di Wittgenstein non rimanderebbe a cose indicibili o indefinibili attraverso il linguaggio; altri studiosi pensano che invece sarebbe proprio questo il senso profondo, "mistico" della sua filosofia.   Se ci dovessimo attenere al dicibile secondo  Wittgenstein (nell'interpretazione più restrittiva)  i ragionamenti intorno alle parole Bene, Male, Libertà, Giustizia, Carità, Amore, Etica, sarebbero insensati. Il che appare a sua volta un po'insensato e dogmatico. Quando mancano le parole è forse perché ci sono alcune esperienze, sensazioni, stati d'animo, intuizioni, per le quali le parole non bastano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8019908781612030242?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8019908781612030242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8019908781612030242' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8019908781612030242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8019908781612030242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/wittgenstein.html' title='Wittgenstein'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4104072884229049263</id><published>2011-11-04T07:49:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T15:23:56.254+01:00</updated><title type='text'>Immersi nell'anima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-CDQYCgW1uOU/TrO5UpUjo8I/AAAAAAAAAmM/D6DKFERvpo4/s1600/cielo_0481.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-CDQYCgW1uOU/TrO5UpUjo8I/AAAAAAAAAmM/D6DKFERvpo4/s200/cielo_0481.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671080120130184130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guardare le cose da un altro punto di vista è sempre un'avventura sorprendente. Giulio Giorello in un articolo dedicato alla scomparsa dello psicanalista James Hillmann rovescia il tradizionale connubio corpo e anima: "Ricordate Stephen Dedalus, il Telemaco dell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ulisse&lt;/span&gt; di Joyce, che solitario sulla spiaggia della baia di Dublino medita sui confini dell'anima? Fin dove essa si estende? Forse, fino all'ultima stella che si scorge all'orizzonte. Dunque, l'anima non è imprigionata dentro il corpo, come pretendeva molta filosofia, da Platone a Cartesio - ma è il nostro corpo  che fluttua nell'anima."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4104072884229049263?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4104072884229049263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4104072884229049263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4104072884229049263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4104072884229049263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/immersi-nellanima.html' title='Immersi nell&apos;anima'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-CDQYCgW1uOU/TrO5UpUjo8I/AAAAAAAAAmM/D6DKFERvpo4/s72-c/cielo_0481.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4354353643366952983</id><published>2011-11-01T08:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-01T11:21:52.715+01:00</updated><title type='text'>La più nobile bellezza</title><content type='html'>“La più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. Di che abbiamo nostalgia alla luce della bellezza? Dell’essere belli: ci immaginiamo che molta felicità debba andare a ciò congiunta. Ma questo è un errore”. &lt;br /&gt;Friedrich Nietzsche, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Umano, troppo umano&lt;/span&gt;, parte IV, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dell’anima degli artisti e degli scrittori&lt;/span&gt;. Negli appunti preparatori il paragrafo termina con la frase: “Di questo tipo è la bellezza del golfo di Napoli visto durante il crepuscolo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4354353643366952983?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4354353643366952983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4354353643366952983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4354353643366952983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4354353643366952983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/11/la-piu-nobile-bellezza.html' title='La più nobile bellezza'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4187770874887955232</id><published>2011-10-31T23:14:00.006+01:00</published><updated>2011-11-06T14:10:03.675+01:00</updated><title type='text'>Schiaffi</title><content type='html'>Caro amico,&lt;br /&gt;vorrei raccontarle due piccole cose accadute in questi giorni. Scena prima. Passeggiavo per una via del centro quando ad un tratto una mamma ha cominciato schiaffeggiare con violenza suo figlio, un bambino di circa sette anni. La strada era piena di persone che hanno proseguito indifferenti, qualcuno si è fermato a guardare. Mi sono avvicinato a questa pazza e le ho detto: Non si picchiano i bambini. Lei con la faccia pietrificata dalla rabbia ha risposto: Perché lei non sa che cosa ha fatto. Poi l'ha trascinato via che piangeva e singhiozzava. Più in là un uomo aspettava, forse il padre.&lt;br /&gt;Scena seconda. Leggevo il giornale seduto su una panchina nel grande piazzale del castello. Due colombe bianche giocavano a rincorrersi sulle foglie gialle. A volte si avvicinavano come due amici che si stanno raccontando le ultime novità. La grande macchina nera arriva veloce e poi si ferma. L'uomo scende, chiude la porta e si avvia. Incurante. Una colomba è morta, l'altra le gira intorno, sembra chiedere: Perché non parli più con me. Dico all'uomo: Ha visto che l'ha ammazzata? Non me ne sono accorto. Se fosse andato più piano l'avrebbe vista. Andavo piano, forse è la macchina che è fa rumore e allora può sembrare. Noi e le nostre parole non possono nulla contro la stupidità e la forza: due agenti causali inseparabili. La mamma degli schiaffi e l'uomo che schiaccia le colombe, o qualcun altro, saranno diventati meno stupidi, meno violenti dopo quel che è successo? Sarebbe questo il senso? E se dicessimo che alcuni esseri umani sono meno evoluti  e sensibili di altri? No, non possiamo dirlo perché questo ragionamento porta dritto ai campi di concentramento. Possiamo a nostra volta essere violenti con gli stupidi e i violenti? No, non possiamo. Allora, forse, caro amico, non ci resta che versare una lacrima, se ne siamo capaci, se davvero io e lei siamo capaci di essere molto diversi da loro.&lt;br /&gt;p.s. Dopo una settimana sono tornato nel grande piazzale, la colomba bianca era sola e sembrava ancora cercare l'altra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4187770874887955232?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4187770874887955232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4187770874887955232' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4187770874887955232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4187770874887955232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/schiaffi.html' title='Schiaffi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-9067949674401578797</id><published>2011-10-30T11:12:00.024+01:00</published><updated>2011-10-30T23:16:25.014+01:00</updated><title type='text'>Big Bang, pianeta Renzi verso Palazzo Chigi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-YCM7OglVupM/Tq0jtO_uUbI/AAAAAAAAAk4/ViPBUURRr9U/s1600/dinosauri.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-YCM7OglVupM/Tq0jtO_uUbI/AAAAAAAAAk4/ViPBUURRr9U/s200/dinosauri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669226765955781042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-se5fDQgZh_s/Tq0j_IZ8k1I/AAAAAAAAAlE/fjC8Av5xWE4/s1600/renzi1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-se5fDQgZh_s/Tq0j_IZ8k1I/AAAAAAAAAlE/fjC8Av5xWE4/s200/renzi1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669227073424364370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-PSdGJ5G2gn4/Tq0kNyrqK0I/AAAAAAAAAlQ/CrGqh3oXRoU/s1600/foto.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-PSdGJ5G2gn4/Tq0kNyrqK0I/AAAAAAAAAlQ/CrGqh3oXRoU/s200/foto.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669227325291113282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ILckhnol4Yk/Tq0kX3tGDoI/AAAAAAAAAlc/CZBDi-lmnHY/s1600/renzi20471.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ILckhnol4Yk/Tq0kX3tGDoI/AAAAAAAAAlc/CZBDi-lmnHY/s200/renzi20471.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669227498438004354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-D6KbjoLFf9w/Tq0kujBbnrI/AAAAAAAAAl0/RrIYE-bs0Rs/s1600/lacivettao.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-D6KbjoLFf9w/Tq0kujBbnrI/AAAAAAAAAl0/RrIYE-bs0Rs/s200/lacivettao.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669227888023150258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-FtJ1lmTR04M/Tq0khwG9JFI/AAAAAAAAAlo/AvEvcjniTQ0/s1600/salastampa.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FtJ1lmTR04M/Tq0khwG9JFI/AAAAAAAAAlo/AvEvcjniTQ0/s200/salastampa.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669227668197680210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una sinistra così non s’era mai vista, giovane, piena d’idee, dinamica, aperta al dialogo. È la sinistra della Leopolda, sono quelli che hanno voglia di un big bang, di una rinascita, di un nuovo modo di far politica, sono quelli che hanno voglia ancora di sognare, che non smettono di crederci e che da tempo non ascoltano più i brontosauri, facce che da vent’anni ripetono le stesse cose, facce che quando si tratta di abolire i privilegi votano compatte contro e tra loro si strizzano sempre l’occhio perché in fondo sono” colleghi”. Alle dieci di sabato mattina non c’è, come ti saresti aspettato, una folla da stadio all’ingresso, ma ci sono gli autisti dell’Atac di Firenze, perché Renzi gli ha chiesto di lavorare un po' di più per lo stesso stipendio, e gli operatori della cooperativa sociale La Civetta che protestano perché ha tagliato del trenta per cento i fondi del sociale.&lt;br /&gt;Dentro, invece, c’è lui, la vera novità politica di questi ultimi vent’anni. La comunicazione è studiata nei minimi dettagli: palco spazioso, sullo sfondo la riproduzione di una libreria, a destra una scrivania con un microfono anni ciqnuanta, tipo quelli di Elvis Presley, portatile Apple color argento in bella vista, iPhone, iPad. In consolle Renzi conferma di aver talento non solo politico: dirige l’incontro con energia, il ritmo è incalzante, speech di cinque minuti, brevi video, spezzoni comici, altri impegnati come quello di Obama in memoria delle vittime di Tucson o il discorso d’addio di Zapatero, lettura di commenti Fb e tweet, arrivano quelli del direttore del Corriere Ferrucccio De Bortoli e di Dario Franceschini che dice Come si fa ad avere paura di Renzi? Il flusso renziano scorre in videostreaming, la colonna sonora dell’evento è la canzone di Jovanotti Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, e sulle magliette lo slogan: I dinosauri non si sono estinti da soli. Una macchina della comunicazione perfetta elaborata personalmente dall’inesauribile Renzi in team con l’agenzia Catoni Associati. &lt;br /&gt;Anche gli interventi sono un blend di contributi diversi: politici, imprenditori, artisti, responsabili di progetti sociali e associazioni antimafia. Davide Faraone, sindaco di Palermo, parla delle enormi difficoltà che derivano dalle “imposte” della criminalità organizzata; Maurizio Artale, associazione Padre Nostro di Palermo, sostiene la beatificazione di Don Pino Puglisi; Guido Ghisolfi,  a capo di un’industria leader nella produzione di polimeri e poliesteri,  vuole una scuola migliore; Filippo Civati interviene senza pathos, della serie  “sto a vedere quel che fai e poi deciderò”; divertente e pungente Pif di Mtv: Il vero santo di questo paese è Pio La Torre. Non candidiamo chi ha avuto rapporti con i mafiosi, come successo anche nel Pd.  Per Sergio Chiamparino, l’ex sindaco di Torino tenuto in panchina da Bersani, le priorità sono: l’equità sociale, le primarie a porte aperte, una legge elettorale che non privilegi il solito “cerchio magico”. Appoggia il Big Bang ed è a disposizione per un nuovo cammino insieme, ma nello stesso tempio si chiede come troveranno peso in concreto le idee e gli ideali della Leopolda. Il suo intervento è salutato da un  interminabile applauso e dall’abbraccio di Renzi. Si prosegue con entusiasmo e ritmo, intanto su  Youtube è cliccatissimo l' intervento  di Alessandro Baricco di venerdì: Non abbiamo saputo pronunciare la parola meritocrazia, noi non abbiamo mai fatto la prima mossa perché avevamo paura di perdere, voi non abbiate mai questa paura. Ancora ideali, idee, energia. Graziano Del Rio presidente Anci: La vita ha senso solo se noi siamo capaci di un’azione, di innescare qualcosa di nuovo come questo Big Bang. Riccardo Bonacina: Ci sono 3 milioni di italiani che si dedicano al volontariato, 15 milioni che  aderiscono  al cinque per mille: più che privatizzare bisogna socializzare. Dietro il microfono cromato Renzi è multitasking:  risponde alle mail, parla coll’ufficio stampa, segue quello che dicono gli ospiti, presenta il trailer del film Nessuno mi può giudicare. In uno scherzoso dialogo una escort più esperta consiglia a quella meno  pratica come comportarsi con i clienti: Se sono di destra tu ridi, hanno bisogno di sentirsi divertenti. Se sono di sinistra tu annuisci perché hanno bisogno di sentirsi intelligenti.  È arrivato anche il patron di Technogym: I nostri giovani non sognano più, poi però scivola verso la self promotion vagheggiando un’Italia primo distretto mondiale del wellness. Intorno a l’una il ragionamento filosofico del prodiano Arturo Parisi  che riconosce  a Renzi il merito di aver saputo pronunciare il pronome “io”, assumendosi in prima persona la responsabilità della sua proposta: È meglio rischiare di sbagliare da soli per avere ragione tutti. Il flusso renziano s’interrompe per il pranzo, e così ci si trova a tavola fra gente simpatica e affamata di confronto. Francesco Minari è un giovane dell’agenzia Catoni Associati, quella che ha organizzato l’evento, e ci racconta della straordinaria esperienza di poter lavorare con il vulcano  Renzi. Daniele Chini è un imprenditore edile preparatissimo sulle vicende politiche e con una visione chiara di come si potrebbe cambiare la legislazione del  suo settore. Elena lavora nel sociale con passione e competenza ma vive in prima persona il precariato e le difficoltà  create dalla scarsità dei finanziamenti. La conversazione è vivace: dalla possibile candidatura di Renzi all’assenza del popolo degli indignados (i centomila pacifici che sfilarono a Roma), dalla mancata nomina nel Pd di un segretario donna alla strategia della tensione. Il tempo passa veloce, si ricomincia con il sindaco di Gubbio e si va avanti fino a sera.&lt;br /&gt;Oggi, tra i tanti che hanno preso la parola,  Martina Mondadori, sul ruolo centrale della cultura, lo scrittore Antonio Scurati, su conservazione del passato e innovazione, l'ad di Telecom Italia Media Antonio Campo Dall’Orto, su nativi digitali, e Giorgio Gori di Magnolia, già direttore di  Canale 5 e Italia 1: Mi piacerebbe cambiare la Rai, vorrei che non fosse più governata dai partiti ma da un comitato strategico nominato dal Presidente della Repubblica;  serve un canone più alto e una netta separazione fra i canali del servizio pubblico e quelli commerciali. Poi arriva Matteo che parla a braccio per un’ora di filato. Il linguaggio è nuovo, soprattutto il tono è nuovo, non quell’aria mesta e supponente di troppa sinistra, ma un giovanotto intelligente, capace, sfrontato, un Pieraccioni della politica che se la gioca, che ha avuto il coraggio di fare la prima mossa e di pensare in grande. Il problema non sono le primarie, Matteo Renzi a mio parere si sta candidando a futuro premier di questo paese. Ha capito che la gente non vota più un simbolo ma un personaggio, e nel suo caso uno con diverse marce in più, ha capito che gli elettori premiano chi ha idee, progetti, sogni. Non gli sfugge, come non sfuggì a Obama e come ha dimostrato in parte la recente primavera araba, che i social network svolgono un ruolo strategico nella formazione del consenso. E, last but not least, può contare su forti gruppi di sostegno di imprenditori e di giornalisti della carta stampata e televisiva che lo considerano a ragione la faccia nuova della politica italiana. Matteo non dimenticarti però degli operatori sociali della Civetta e di tutte le altre cooperative sociali fiorentine e non. Molti di loro sono senza lavoro e di molti dei loro assistiti non è più possibile prendersi cura. Fai un Big Bang anche nel Sociale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-9067949674401578797?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/9067949674401578797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=9067949674401578797' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9067949674401578797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9067949674401578797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/big-bang.html' title='Big Bang, pianeta Renzi verso Palazzo Chigi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-YCM7OglVupM/Tq0jtO_uUbI/AAAAAAAAAk4/ViPBUURRr9U/s72-c/dinosauri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1667141148175157305</id><published>2011-10-27T19:32:00.007+02:00</published><updated>2012-01-10T10:44:35.779+01:00</updated><title type='text'>Lettera a Milena</title><content type='html'>Franz Kafka verso la fine del 1922 scrisse una straordinaria e complessa lettera a Milena , una lettera che affiora qua e là in saggi e convegni perché in poche righe mette in luce i temi centrali della scrittura: a chi sono destinate le parole che scriviamo e che cosa esse possono significare. Nelle prime righe afferma che da molto tempo non le scrive e che per questo non dovrebbe nemmeno scusarsi perché a Milena è noto il suo odio per le lettere: "Tutta la mia infelicità  - della quale non intendo lamentarmi, ma della quale voglio solo offrire  un'illuminante  e generale osservazione - deriva, se si vuole, dalle lettere o dalla possibilità dello scrivere lettere. Gli uomini difficilmente mi hanno ingannato, le lettere sempre, e non quelle degli estranei ma le mie." Kafka prosegue definendo lo scambio epistolare un "Verkehr mit Gespenstern", un rapporto con gli spettri: "Ma come si è potuto pensare che gli uomini possano restare in contatto mediante le lettere. Si può pensare a una persona lontana e si può comprendere una persona vicina, tutto il resto supera le capacità umane. Scrivere lettere significa denudarsi davanti agli spettri, cosa che essi aspettano avidamente. I baci scritti (geschriebene Küsse) non arrivano a destinazione, gli spettri (Gespenstern) se li bevono tutti lungo il tragitto. E attraverso questo ricco nutrimento si moltiplicano in modo inaudito. L'umanità sente il pericolo, e combatte per eliminare il più possibile la spettralità (das Gespentische) tra gli uomini, ha inventato la ferrovia, l'automobile, l'aeroplano per realizzare un incontro naturale e armonioso delle anime. Ma è troppo tardi, sono invenzioni che non fermano la caduta, l'avversario  è molto più tranquillo e forte, l'avversario oltre alla posta ha scoperto il telegrafo, il telefono, la radiotelegrafia. Gli spiriti  (Geister) non soffriranno la fame, ma noi moriremo." Il pensiero corre ad altre invenzioni "spettrali": i cellulari, la posta elettronica, i social network, non per confermare o smentire l'ipotesi di Kafka, ma per interrogarsi sulle caratteristiche della comunicazione differita.&lt;br /&gt;Sarebbe inoltre interessante arrivare ad una definizione della spettralità. Quando formuliamo ipotesi su come sarà una determinata situazione o come si comporterà una persona dipingiamo quadri fantastici, visioni reali o irreali? In che rapporto sta la spettralità di cui parla Kafka con l'immaginazione? E poi, fino a che punto gli incontri fra le persone sono naturali e armoniosi, fino a che punto le persone si comprendono davvero?&lt;br /&gt;Tornando alla lettera, Kafka si meraviglia che Milena non abbia notato questo fenomeno, se non altro per far comprendere agli "spettri" che sono stati scoperti. Racconta che l'idea di scriverle gli è nata da un'altra lettera che durante la notte aveva pensato di scrivere ad un amico ma che invece aveva ricevuto proprio da lui quella mattina. "Le lettere, e la cosa è collegata con quanto detto sopra - spiega Kafka- sono un magnifico mezzo anti-sonno. E in che condizioni arrivano! Disseccate, vuote ed eccitanti, un attimo di felicità che nasconde un grande dolore. Mentre le leggiamo distrattamente, quel poco di sonno che abbiamo si solleva e vola fuori dalla finestra aperta e a lungo non ritorna." Nella conclusione precisa  che le ha scritto con maggior piacere "per quanto si possa scrivere con piacere, cosa che è detta solo per gli avidi spettri che assediano la mia scrivania."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1667141148175157305?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1667141148175157305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1667141148175157305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1667141148175157305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1667141148175157305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/verkehr-mit-gespenstern.html' title='Lettera a Milena'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-400781641846369797</id><published>2011-10-23T18:58:00.000+02:00</published><updated>2011-10-24T19:02:37.936+02:00</updated><title type='text'>Dio il nano</title><content type='html'>Fin dall'inizio la festa stentava a decollare e Dio il nano si mise a fare ogni genere di acrobazie perché gli ospiti non se ne andassero lasciandolo solo. Prese tre palline e le fece volteggiare in aria eseguendo una serie di numeri incredibili, uno dopo l'altro. Le persone che già erano vicine alla porta si tolsero i cappotti e si sedettero a guardare Dio il nano che dava il meglio di sé. Era passato  da tre a quattro palline. Le lanciava in aria tracciando parabole perfette, afferrandole  dietro la schiena o fra le gambe. Introdusse poi una quinta  pallina e il pubblico trattenne il respiro Ma dio il nano non si fermò lì. Ne aggiunse un'altra, e poi altre cento, un miliardo. Riuscì a far volteggiare in aria tre miliardi di palline  a occhi chiusi, senza farne cadere a terra neppure una. E poi venti milioni di trilioni di palline, tenendo in equilibrio sulla fronte un bicchiere di birra pieno fino all'orlo senza versarne neanche una goccia. E tutti gli ospiti fanfaroni, che non facevano che dire "Beh, non ci vuole poi molto, questo lo so fare anch'io", oppure: "Una volta, a Las Vegas, ho visto un negro che si sarebbe pappato questo tappetto a colazione", dovettero ammettere che dio il nano era davvero qualcosa di speciale. Alla fine tutti se ne andarono soddisfatti: gli ospiti, per via dello spettacolo fanatstico, noi, perché in questo modo Dio il nano aveva creato l'universo, e lui, perché non doveva più rimanere solo.&lt;br /&gt;Etgar Keret, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La notte in cui morirono gli autobus&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-400781641846369797?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/400781641846369797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=400781641846369797' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/400781641846369797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/400781641846369797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/dio-il-nano.html' title='Dio il nano'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-9179023224715849496</id><published>2011-10-22T23:27:00.002+02:00</published><updated>2011-10-23T00:30:59.473+02:00</updated><title type='text'>Fantasmi</title><content type='html'>I fantasmi sono nei ricordi, nei sogni, nelle favole, ma anche in tutto quello che speriamo possano essere le persone. Sono anche le persone che immaginiamo di incontrare senza poi incontrarle mai lungo il nostro cammino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-9179023224715849496?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/9179023224715849496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=9179023224715849496' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9179023224715849496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9179023224715849496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/fantasmi.html' title='Fantasmi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5214739267232957602</id><published>2011-10-21T19:15:00.001+02:00</published><updated>2011-10-24T19:41:02.719+02:00</updated><title type='text'>Venediger Kleist Tage</title><content type='html'>Palazzo Cosulich 25 ottobre - 10.00 h Bettina Faber (Venezia): Note introduttive/Begrüßung und Einführung, 10.30 h Anna Maria Carpi (Venezia): Gli aneddoti di Kleist:con o senza morale? 11.15 h Walter Busch (Verona): Der Brief als Medium der Präfiguration psychologischer und poetologischer  Strategien. Close-reading einiger Briefe Heinrich von Kleists  2.00 h Pausa caffè/Kaffeepause 12.15 h Milena Massalongo (Verona): Il saggio sulle  marionette di Kleist, o del calcolo dell’incalcolabile 15.00 h Elmar Locher (Verona): Die Zirkulation des Geldes und die Zirkulation der Zeichen. Adam Müllers Geld- theorie und Heinrich von Kleists „Der Griffel Gottes“ 15.45 h Ingo Breuer (Köln): Kleists Höllenphantasien,18.00 h Lezione Serale (in lingua tedesca): „Nur was nicht aufhört weh zu tun, bleibt  im Gedächtnis“ – Kleists Aktualität. Martin Mosebach, Klaus Bergdolt  und Günter Blamberger im Gespräch 26 ottobre - 10.00 h Günter Blamberger (Köln): „Cur der Geister“ oder das Unzeitgemäße an Kleist 10.45 h Rudolf Drux (Köln): „Anmut“ durch „mechanische  Kräfte“ - Kleist, die Marionette und die Schauspiel-kunst des avangardistischen Theaters 11.30 h Pausa caffè/Kaffeepause 11.45 h Paolo Puppa (Venezia): Tra “La brocca rotta“ e “Anfitrione“: il gioco dei doppi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5214739267232957602?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5214739267232957602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5214739267232957602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5214739267232957602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5214739267232957602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/venediger-kleist-tage.html' title='Venediger Kleist Tage'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3828863209714299531</id><published>2011-10-20T23:36:00.000+02:00</published><updated>2011-10-22T08:40:40.180+02:00</updated><title type='text'>I dettagli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-EvnRDAw1mFc/Tp7p1tjOzXI/AAAAAAAAAks/vK48CaRtiUw/s1600/libreriaC_0162.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-EvnRDAw1mFc/Tp7p1tjOzXI/AAAAAAAAAks/vK48CaRtiUw/s200/libreriaC_0162.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665222490248367474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivi o parli di qualcosa non dimenticarti i dettagli, ma non esagerare, potresti perdere il filo del discorso. Dettagli q.b., quanto basta, come in cucina il sale. Non ci sono quantità da rispettare, forse una misura indefinibile che con una certa abitudine alla lettura si può cercare. In uno dei passaggi più interessanti del suo ultimo saggio James Wood cita Flaubert che in una lettera del 1852 scrive: "L'autore dev'essere nella sua opera  come Dio nell'universo; presente dovunque e non visibile in nessun luogo. Dato che l'arte è una seconda natura, il creatore di questa natura deve operare  in modo analogo al creatore della prima: bisogna che in tutti gli atomi, in tutti gli aspetti di essa si senta un'impassibilità ascosa e infinita. L'effetto, per lo spettatore, dev'essere una specie di sbalordimento. Deve dire: com'è stato fatto tutto ciò?."  Un risultato che Flaubert ottiene anche attraverso l'uso sapiente dei dettagli, per esempio nell'Educazione sentimentale descrive così un angolo di Parigi: "Risaliva a caso il Quartiere Latino, così affollato di solito, ma deserto in quella stagione, perché gli studenti erano partiti per le loro case. Le grandi muraglie dei collegi, quasi ingrandite dal silenzio, avevano un aspetto ancora più tetro. Si avvertiva ogni sorta di rumori tranquilli, battiti d'ali nelle gabbie, il ronzio di un tornio, il martello di un ciabattino; e i rigattieri ambulanti, in mezzo alla strada, scrutavano ogni finestra inutilmente. In fondo ai caffè solitari, la donna alla cassa sbadigliava in mezzo alle sue caraffe piene; i giornali rimanevano in ordine sui tavoli delle sale di lettura; nei laboratori delle stiratrici, la biancheria frusciava al soffio del vento tiepido."&lt;br /&gt;Spiega James Wood: "A questo fine Flaubert perfezionò una tecnica essenziale alla narrazione realistica: la confusione del dettaglio abituale con il dettaglio dinamico. In quella via di Parigi, è ovvio le donne non possono sbadigliare esattamente per tutto il tempo in cui la biancheria fruscia o i giornali giacciono sui tavoli. I dettagli di Flaubert sono, nei suoi spartiti, indicazioni di tempi diversi, alcuni istantanei e altri ricorrenti, ma sono uniformati come se si presentassero tutti contemporaneamente. &lt;br /&gt;L'effetto è una bellissima, artificiale verosimiglianza. Flaubert riesce a suggerire che questi dettagli sono in qualche modo, a un tempo, importanti e insignificanti: importanti perché sono stati notati e messi nero su bianco da lui, e insignificanti perché sono raggruppati insieme alla rinfusa, visti come di sfuggita; sembrano venirci incontro "come la vita". Da questa sorgente scorre gran parte della prosa narrativa moderna, per esempio il reportage di guerra. Il giallista e il reporter  di guerra non fanno che portare ancora più all'estremo il contrasto fra dettagli importanti e insignificanti convertendolo in una tensione fra il terribile e l'ordinario: un soldato muore mentre, vicino a lui, un bambino va a scuola."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3828863209714299531?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3828863209714299531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3828863209714299531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3828863209714299531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3828863209714299531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/i-dettagli.html' title='I dettagli'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-EvnRDAw1mFc/Tp7p1tjOzXI/AAAAAAAAAks/vK48CaRtiUw/s72-c/libreriaC_0162.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1734590030569467631</id><published>2011-10-15T23:16:00.001+02:00</published><updated>2011-10-16T12:02:35.689+02:00</updated><title type='text'>Brioche</title><content type='html'>Per Amedeo Perfetti la colazione ideale era composta da un latte macchiato e da una brioche fresca. Un’utopia durante le sue vacanze al mare. Il primo giorno la coppia di amici che alloggiava in un albergo a tre stelle con piscina lo invitò a colazione. Nella sala l’atmosfera era distinta, il buffet libero. Fra marmellate mignon, yogurt magro e ai frutti di bosco, fette di pane nero, panini, corn flakes di cinque tipi e succo d’arancia, intravide il vassoio delle brioche. Ne afferrò una e in attesa del latte macchiato l’assaggiò. Era fresca ma non sapeva di nulla. Arrivarono i bricchi del latte e del caffè. Il latte era a lunga conservazione, il caffè una brodaglia. Il secondo giorno, dopo una nuotata in piscina, raggiunse il bar lungo la spiaggia per una colazione vista mare: niente brioche solo merendine in confezioni di plastica. Il terzo e il quarto giorno non andò meglio, le brioche nei bar erano surgelate. Lo capiva subito perché lungo l’orlo del primo morso si formava una cortina bianca. E poi la densità della pasta: sembrava di masticare gomma americana. Ovunque brioche surgelate Il quinto giorno cercò una buona pasticceria. Nella vetrina della pasticceria Park Avenue lo attendevano francesine, bignè, crostatine e ...brioche, ma, perbacco, surgelate. La malinconia lo invase e ripiegò su un krapfen farcito alla crema. Il latte macchiato sul tavolino in metallo con tovaglia in plastica blu era impeccabile: né troppo caldo, né troppo freddo, il latte era fresco, il caffè arabica cento per cento. Ma il krapfen era unto come una bruschetta e l’amaro in gola non lo abbandonò fino a sera.  Il sesto giorno un’illuminazione: la colazione itinerante. Al panificio la fragranza del pane appena sfornato lo inebriò ma non trovò la desiderata brioche e ripiegò su un Krantz: pasta sfoglia, uvetta e canditi. Mangiò camminando e si presentò al bar: il giovane cameriere preparò un latte macchiato tiepido, quasi freddo. Finito di berlo gli sembrò di non aver ingoiato nulla.  Rimanevano ancora tre giorni di vacanza. Amedeo Perfetti  pensò: “Acquisterò una moka, passerò dal panificio per il Krantz e il latte fresco, e farò colazione a casa. Sì lo so, non ci siamo ancora, perché il Krantz non è una brioche, perché il latte scaldato in pentola non ha la schiuma - ecco un dettaglio importante: il dito di schiuma spolverato di cacao è una caratteristica fondamentale del buon latte macchiato -  perché il caffè della macchinetta non avrà mai il sapore dell’espresso al bar. Va bene, mi adatterò, in fondo la realtà è sempre diversa da come vorremmo che fosse.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1734590030569467631?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1734590030569467631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1734590030569467631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1734590030569467631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1734590030569467631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/brioche.html' title='Brioche'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8905115020748600051</id><published>2011-10-13T18:39:00.000+02:00</published><updated>2011-10-14T18:41:44.181+02:00</updated><title type='text'>Zecchinetta</title><content type='html'>Cinque di denari, donna, asso di spade. I giocatori sono quattro e stanno giocando a zecchinetta. Ricevono le carte scoperte e ognuno di loro punta sulla propria carta. La zecchinetta è un gioco veloce, ti giochi tutto in poco, molto in un secondo, la vita in un gesto. Anche la vita in fondo è così, cambia in un attimo e ci vuole fortuna, tanta fortuna. Attorno al tavolo ci sono dei signori che guardano e fumano. Loro non rischiano niente. Sul tavolo ci sono una montagna di soldi. Il giocatore che ha il cinque di denari punta punta più di quel che ha, ha i brividi e rischia moltissimo. Non è ancora un uomo, ma si dà già arie da grande. Dovrebbe essere a scuola in questo momento. Nella tasca dei pantaloni ha una coltello a serramanico, perché con certa gente non si sa mai come va a finire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8905115020748600051?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8905115020748600051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8905115020748600051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8905115020748600051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8905115020748600051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/zecchinetta.html' title='Zecchinetta'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-9106819989581973535</id><published>2011-10-10T08:23:00.002+02:00</published><updated>2011-10-13T17:16:29.485+02:00</updated><title type='text'>Il grande mare</title><content type='html'>L'oceano, il grande mare che secondo gli antichi  segnava la fine del mondo conosciuto, lo immaginava con onde altissime e schiumanti, e forse con una barca in balia della tempesta, imprevedibile come nei romanzi. Possente e sospinto dal vento. Compagno di spiagge attraversate da  tori e cavalli. Il vento gli sferzava il viso, l'aria era rovente come brace, e resa pungente: la sabbia trasportata a gran velocità dal vento gli pizzicava il viso. Ascoltava le onde che arrivavano  da  lontano, un punto in mezzo all'oceano là fuori. Il riverbero del sole era un'immensa distesa d'argento. La sfera rossa si adagiò sull'orizzonte, placida e immobile. Se andò lasciando il cielo colorato e le nubi come grandi falangi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-9106819989581973535?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/9106819989581973535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=9106819989581973535' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9106819989581973535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/9106819989581973535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/il-grande-mare.html' title='Il grande mare'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4638981066034920439</id><published>2011-10-09T19:06:00.002+02:00</published><updated>2011-10-10T19:55:18.296+02:00</updated><title type='text'>Principia Philosophiae</title><content type='html'>Cartesio scrive a Picot che traduceva in francese i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Principia Philosophiae&lt;/span&gt;: "Ainsi toute la Philosophie est comme un arbre, dont les racines sont la Métaphysique, le tronc est la Physique, et le branches qui sortent de ce tronc sont toutes le autres sciences ..." (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Opera&lt;/span&gt;, ed. Adam e Tannery, vol. IX, p. 14).*&lt;br /&gt;Per restare a questa immagine, domandiamo:&lt;br /&gt;In quale terreno le radici dell'albero della filosofia trovano il loro sostegno? Da quale  fondo le radici, e con loro l'intero albero, ricevono forza e linfa nutritiva? Quale elemento, nascosto nel fondo del terreno, compenetra le radici che sostengono e nutrono l'albero? Dove riposa e da dove scaturisce l'essenza della metafisica? Che cos'è la metafisica vista dal suo fondamento? Insomma, che cos'è in fondo la metafisica?&lt;br /&gt;* R. Descartes, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oeuvres&lt;/span&gt;, a cura di Charles Adam e Paul Tannery, 13 voll., Cerf, Paris, 1897-1913.&lt;br /&gt;(M. Heidegger, introduzione a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Che cos'è Metafisica&lt;/span&gt; (1949), ed. Adelphi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4638981066034920439?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4638981066034920439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4638981066034920439' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4638981066034920439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4638981066034920439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/principia-philosophiae.html' title='Principia Philosophiae'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7615058025441368617</id><published>2011-10-07T23:26:00.004+02:00</published><updated>2011-10-08T22:54:49.338+02:00</updated><title type='text'>Steve Jobs e l'ozio</title><content type='html'>Nel suo discorso più famoso, quello tenuto all'Università di Stanford nel 2005, Steve Jobs, a cui un anno prima era stato diagnosticato il cancro al pancreas, diceva, tra le altre cose, ai neolaureati:&lt;br /&gt; "(...)Quando avevo diciassette anni lessi questa citazione: Se vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo un giorno farai centro. Per i successivi trentatré anni ogni mattina quando mi guardavo allo specchio mi domandavo: Se questo fosse l'ultimo della mia vita farei quello che sto facendo?", e ogni volta la risposta era No. Così è stato per troppo tempo. Sapevo che dovevo cambiare qualcosa." "(...) La consapevolezza che potrei morire in poco tempo è lo strumento più importante che io abbia mai conosciuto per fare delle grandi scelte nella vita. Perché quasi tutto - le aspettative, l'orgoglio, la paura di soffrire, di un fallimento - tutte queste cose scompaiono di fronte alla morte. Sapere che un giorno morirete è il miglior modo che io conosca per evitare di restare intrappolati nella paura di avere qualcosa da perdere. Voi siete già nudi. Non c'è ragione perché non seguiate il vostro cuore." "(...) Il vostro tempo è limitato, non sprecatelo per vivere la vita di qualcun altro. Non lasciatevi condizionare da dogmi, cioè non vivete secondo i principi di altri. Non lasciate che il rumore di altre voci soffochi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni: loro in qualche modo già sanno quello che volete veramente diventare. Ogni altra cosa è secondaria." "(...) Nella vita siate affamati, siate folli". Steve Jobs in sintesi  dice Cogli l'attimo, Segui la tua strada, Va' do dove ti porta il cuore, perché la vita è breve. Collegati al tuo destino, alla tua realizzazione personale, al tuo sogno. Come schiacciare il tasto di un iPad, di un iPhone, le sue creature, come cliccare su Google, Fb, Twitter, spedire una mail. Va dove ti porta il clic e ci sei, libero di seguire i tuoi itinerari, ipnotizzato, riflesso in  uno schermo, come Narciso. Ma la vita non è un clic, quando vai dove ti porta il cuore c'è una rete di relazioni, di rapporti, di percorsi, di tempi, di rinunce, di circostanze, lungo la tua strada.  La vita è più complessa e molto più bella  di uno slogan. Hanno paragonato Steve Jobs a Leonardo, e certamente è stato un genio, un genio della tecnica. IPhone, iPad hanno cambiato le nostre vite, come Internet e il resto.  Al punto che  il filosofo Maurizio Ferraris ha scritto il libro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Anima e iPad&lt;/span&gt; e ha tenuto un'interessante conferenza, che si può ascoltare sul sito  &lt;a href="http://www.giovediscienza.org/"&gt;giovediscienza &lt;/a&gt; in cui sostiene che l'una e l'altra sono &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tabulae rasae&lt;/span&gt; su cui inscriviamo, registriamo, ciò che ci accade, che l’una e l’altra sono parte di noi. Seguire la propria anima, il nostro cuore spirituale, allora è anche accendere un iPad, specchio magico nel quale insieme a noi si riflette il mondo, con le parole, la musica, le immagini che desideriamo. Una parte della nostra vita si svolge e si  moltiplica nell'altrove elettronico, incessante attività, puntuale lampeggiare, intermittente succedersi di qui ed ora, di attimi colti e cliccati. Tutto l'opposto di quanto andava scrivendo Schlegel nella &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lucind&lt;/span&gt;e: "La forma di vita più morale, la più perfetta, è un puro vegetare." E Svevo,  nel racconto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Una burla riuscita&lt;/span&gt;,  descrive così Mario Samigli, un romanziere che non riesce a scrivere: "E furono quelli gli anni suoi più felici, così pieni di sogni  e privi di qualsiasi faticosa esperienza, una seconda accesa infanzia preferibile persino alla maturità dello scrittore più fortunato che sa vuotarsi sulla carta, più aiutato che impedito dalla parola; e resta poi come una buccia vuota che si crede tuttavia frutto saporito. Poteva restare felice quell'epoca solo finché durava lo sforzo per uscirne; e da parte di Mario, questo sforzo non troppo violento ci fu sempre; per fortuna, egli non trovava l'uscio per cui poter e dover allontanarsi da tanta felicità." Svevo e Schlegel, anime oziose scollegata dall'iPad.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7615058025441368617?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7615058025441368617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7615058025441368617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7615058025441368617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7615058025441368617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/steve-jobs-e-lozio.html' title='Steve Jobs e l&apos;ozio'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6292730046587865621</id><published>2011-10-04T07:59:00.004+02:00</published><updated>2011-10-05T17:28:19.727+02:00</updated><title type='text'>Diogene-Sisifo</title><content type='html'>Rabelais (1483-1553) nel terzo libro del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gargantua e Pantagruele&lt;/span&gt; fa rivivere  Diogene “che ai tempi suoi filosofo raro e divertente fra mille”. Dopo aver spiegato che, alla vigilia dell’attacco di Corinto da parte di Filippo di Macedonia, in città tutti erano in agitazione e impegnati a far qualcosa, Rabelais scrive: ”Diogene, vedendoli arabbattarsi con tal fervore, e non essendo impiegato dai magistrati a far cosa alcuna, per qualche giorno contemplò il loro movimento senza dir parola; poi, come eccitato da spirito marziale, cinse il suo pallio a bandoliera, si rimboccò le maniche fino ai gomiti, si tirò su la tunica come chi va a coglier pomi, diede in consegna a un suo vecchio compagno la sua bisaccia, i suoi libri e opistografi; si ripulì, fuori della città verso il Craneo (che è una collina ripida di fianco a Corinto), un bel tratto di terreno; vi condusse rotolando la sua botte fittile che gli faceva da casa contro le ingiurie del cielo, e in grande eccitazione di spirito, a braccia tese, la girava, rigirava, rimestava, infangava, strigliava, ribaltava, rovesciava, carezzava, grattava, palpeggiava, sbatteva, impastava, spingeva, frenava, sbatacchiava, ribaltava, tartassava, bagnava, picchiettava, tamburava, stoppava, distoppava, sconnetteva, squassava, martellava, scrollava, lanciava, stuzzicava, la faceva oscillare, le dava la mossa, la levava e lavava, la inchiodava, la impastoiava, la puntava di qua e di là, la strofinava, bloccava, cincischiava, raccoglieva, spruzzava, la metteva in alto, affustava, legava, sbarrava, lisciava, impeciava, impiastricciava, tastava, la faceva giocherellare, la ruzzolava, atterrava, tagliuzzava, piallava, rivoltava, incantava, armava e alabardava, bardava, impennacchiava, rinforzava e la faceva correr giù da monte a valle, precipitandola dal Craneo, e poi da valle la riportava a monte, come Sisifo col suo pietrone; e poco mancò che non la mettesse a pezzi. Onde uno dei suoi amici, vedendo questo maneggio, gli domandò per qual causa mai si prendesse tanto affanno, lui, il suo corpo e la sua botte. Cui rispose il filosofo che, non essendo egli adibito a nessun altro ufficio a vantaggio del pubbico, tempestava così con la sua botte per non trovarsi, fra tutto il popolo così agitato e occupato, lui solo inoperoso ed ozioso.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6292730046587865621?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6292730046587865621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6292730046587865621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6292730046587865621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6292730046587865621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/diogene.html' title='Diogene-Sisifo'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6510575796584307113</id><published>2011-10-01T15:49:00.007+02:00</published><updated>2011-10-23T00:36:52.021+02:00</updated><title type='text'>Settanta acrilico</title><content type='html'>Premiati tutti e due, ma uno forse per sbaglio. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non tutti i bastardi sono di Vienna&lt;/span&gt; (ed Sellerio) è il titolo del romanzo di Andrea Molesini. Brutto il titolo, trascurato l'uso degli aggettivi tedesco e austriaco, pedante l'uso delle espressioni dialettali, banale la trama. Sorprendente, invece,  Viola di Grado con il suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Settanta acrilico, trenta lana&lt;/span&gt; (ed e/o), alle volte un po' ripetitivo, altre un po' dark, ma sferzante e creativo nelle metafore: ...l'inverno è cominciato da così tanto tempo che nessuno è abbastanza vecchio da aver visto cosa c'era prima...una museruola di gelo mi bloccava la mascella ... lo spettacolo osceno di un tramonto, la testa rossa del sole scendeva a leccar le creste nere degli alberi...le case mute e tutte uguali sembravano il set  di un film a basso budget, e i campanili unghie nere contro il cielo.&lt;br /&gt;Viola Di Grado riesce anche a far parlare gli sguardi: Lei mi disse lo sguardo chiamato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Camminare fino a lì davvero ce la fai?&lt;/span&gt; Io risposi quello chiamato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stai tranquilla penso a tutto io&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6510575796584307113?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6510575796584307113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6510575796584307113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6510575796584307113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6510575796584307113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/10/settanta-acrlico.html' title='Settanta acrilico'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4904302298438107085</id><published>2011-09-28T08:43:00.007+02:00</published><updated>2011-09-30T09:58:26.119+02:00</updated><title type='text'>Di qua del mondo, di là del mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uQvp79rv9Ro/ToV1vq0LnzI/AAAAAAAAAkk/5P0_Np4cQCw/s1600/riccardoheld0397%2Bcopia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 132px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uQvp79rv9Ro/ToV1vq0LnzI/AAAAAAAAAkk/5P0_Np4cQCw/s200/riccardoheld0397%2Bcopia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658057968668352306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quello che non c’è quello che manca&lt;br /&gt;Quello sguardo da sotto e poi quell’’aria stanca&lt;br /&gt;E quello che non c’è che fa più male&lt;br /&gt;Che non capisci non riesci a dire&lt;br /&gt;E non sai cosa vuoi. No non è vero !&lt;br /&gt;Ma certo che lo sai, fin troppo bene!&lt;br /&gt;Li vuoi avere intorno, vuoi sentire&lt;br /&gt;Che gli importa di te, fargli capire&lt;br /&gt;Che sei con loro, che lo senti il bene&lt;br /&gt;E non lo vuoi e non lo sai più dire&lt;br /&gt;E poi la rabbia e poi quel nodo in gola&lt;br /&gt;La fretta di trovare una parola&lt;br /&gt;Che si alzi  da sola e che li tocchi&lt;br /&gt;Che li accarezzi appena da fratelli&lt;br /&gt;Che dica più di quello che vuol dire&lt;br /&gt;No! non dica ma faccia quella cosa&lt;br /&gt;Che non hai più saputo come fare&lt;br /&gt;Nemmeno  adesso poi,  proprio con quelli&lt;br /&gt;Che ti stanno di più dentro nel cuore .&lt;br /&gt;E’ la parola giusta che non viene&lt;br /&gt;E’ la matassa che non sta più insieme&lt;br /&gt;E l’amore che pensi aver avuto&lt;br /&gt;Come un feudo per te, senza scadenza,&lt;br /&gt;Potresti averlo già tutto perduto&lt;br /&gt;E continui a guardare, in ogni sguardo&lt;br /&gt;Ogni  viso che passa, ogni tramonto&lt;br /&gt;Per vedere se dietro c’è qualcosa&lt;br /&gt;Quella cosa che cerchi, quella rosa&lt;br /&gt;Lì sospesa nel vuoto senza  appigli&lt;br /&gt;Tu che hai passato la più grande parte&lt;br /&gt;Dei tuoi secondi che vanno nei minuti&lt;br /&gt;Dei minuti che vanno nelle ore&lt;br /&gt;Delle ore che fanno i giorni e gli anni&lt;br /&gt;Di là  di là, proprio dall’altra parte,&lt;br /&gt;Quella sbagliata, quella che separa&lt;br /&gt;E non hai mai avuto nostalgia&lt;br /&gt;Mai,  nemmeno un secondo&lt;br /&gt;Che non sia del finito, l’al di qua&lt;br /&gt;La parte nostra, quella che si perde&lt;br /&gt;Nella nostra paura e si consuma.&lt;br /&gt;Lo dovresti sapere che non serve&lt;br /&gt;Questo tremito, l’ansia di vedere&lt;br /&gt;Come quando spiavi da bambino&lt;br /&gt;Il grande fuori  intorno al tuo giardino&lt;br /&gt;E che dall’altra parte del recinto&lt;br /&gt;Non ci sono le rose i gelsomini&lt;br /&gt;Non ci sono le voci calde e belle&lt;br /&gt;Non c’è la vista larga che ti nutre&lt;br /&gt;E che quando sei solo ti consola.&lt;br /&gt;Ma saperlo non serve proprio a niente&lt;br /&gt;Non ti riesce mai di farne a meno&lt;br /&gt;E’ quello che non c’è quello che manca&lt;br /&gt;Che ti fa stare lì coi sensi all’erta&lt;br /&gt;Come un piccolo cane che s’inquieta&lt;br /&gt;Quando fiuta la grandine nell’aria.&lt;br /&gt;E’ quello che non c’è,  quello che manca,&lt;br /&gt;Quello che manca che fa tutto il male&lt;br /&gt; quello che manca che fa tutto il bene.&lt;br /&gt;Riccardo Held per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nuovi argomenti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4904302298438107085?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4904302298438107085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4904302298438107085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4904302298438107085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4904302298438107085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/di-qua-del-mondo-di-la-del-mondo.html' title='Di qua del mondo, di là del mondo'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uQvp79rv9Ro/ToV1vq0LnzI/AAAAAAAAAkk/5P0_Np4cQCw/s72-c/riccardoheld0397%2Bcopia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6928645568584428647</id><published>2011-09-27T23:08:00.001+02:00</published><updated>2011-10-03T21:12:22.219+02:00</updated><title type='text'>Sentieri di sabbia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ZdW3mX5GFNM/ToT4MLMOGFI/AAAAAAAAAkE/x-MkDmftNfM/s1600/sahara.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ZdW3mX5GFNM/ToT4MLMOGFI/AAAAAAAAAkE/x-MkDmftNfM/s320/sahara.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657919919930349650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il buio e il vento hanno cancellato le nostre tracce. La sabbia è un volto che cambia faccia, ora sembra sorriderti, e maledirti, e dimenticarti.  Gao,Timbuktu, Ghadames, Dienné, sono le  oasi per salire a Nord. Abbiamo ingrassato diecimila  dromedari per tre mesi. Una lunga colonna di bestie e uomini avanza verso l'Europa con penne di struzzo, allume, incenso, perle, datteri, turbanti, caftani, avorio, oro, schiavi. Due mesi nella sabbia muta, secca, silenziosa. Torniamo su passi di altri che non vediamo, per ripeterli  per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Il viaggio ripete se stesso, il viaggiatore segue viaggiatori che non vede. Prima di noi Cambise il persiano smarrì sé stesso e cinquantamila uomini tra le dune. Dopo di noi i portoghesi di Mina, con le loro navi, i tessuti, le coperte dell’Alentejo, le bacinelle di rame che arrivano da Anversa, e poi cavalli e grano marocchini in cambio schiavi, polvere d’oro e finto pepe nero. Più avanti nel tempo i crudeli passeur, i trafficanti di uomini,  e aerei traboccanti di cocaina. Il vento ora si alza e avvolge la sabbia come nebbia sul mare.&lt;br /&gt;Youssef Dhari, maestro dell'acqua e scrivano  del "lungo sentiero" del Sultanato di Agadez&lt;br /&gt;(D&lt;span style="font-style:italic;"&gt;a un manoscritto risalente alla prima metà del Quattrocento, conservato al Musée National Majid di Niamey&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6928645568584428647?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6928645568584428647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6928645568584428647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6928645568584428647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6928645568584428647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/tracce-di-sabbia.html' title='Sentieri di sabbia'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ZdW3mX5GFNM/ToT4MLMOGFI/AAAAAAAAAkE/x-MkDmftNfM/s72-c/sahara.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-233447702709788296</id><published>2011-09-22T08:36:00.000+02:00</published><updated>2011-09-30T09:40:58.351+02:00</updated><title type='text'>Bugie e verità</title><content type='html'>Cercare la verità è cercare come le cose sono, ma come le cose sono in realtà è forse impossibile saperlo perché mancano sempre diversi elementi per descrivere come le cose sono. Cambiano i contesti, cambiano i fini, la verità s'intravede appena, come una fugace apparizione nella nebbia, sembra non riesca a mostrarsi se non in compagnia della menzogna. Anche il bene, come la bellezza, si stagliano spesso in paesaggi cupi. Di seguito alcuni esempi di menzogna sulle cui differenze e analogie si potrebbe ragionare a lungo. In una recente intervista di Piergiorgio Odifreddi al matematico francese Cedric Villani si legge:&lt;br /&gt;P.O. So che lei considera i modelli matematici delle menzogne. &lt;br /&gt;C.V. "I modelli sono ciò s cui lavoriamo e che capiamo, le cose a cui abbiamo accesso e che possiamo studiare. La realtà, invece, ci sfugge e non sappiamo cosa sia: le apparteniamo, ma non la conosciamo. La menzogna si nasconde  nel riduzionismo matematico: è così potente, che finiamo per credere che coincida con la verità. Al punto che, a volte, ci dimentichiamo che il mondo è molto più complesso dei nostri meravigliosi modelli, o dei nostri meravigliosi teoremi."&lt;br /&gt;P.O. Il fatto che la matematica funzioni non è già una prova indiretta che ha a che fare con la realtà?&lt;br /&gt;C.V. "Questo è ciò che crediamo, infatti, ma spesso ci sbagliamo. Pensiamo, ad esempio, al calcolo di Fourier dell'età della Terra. La matematica era meravigliosa, il modello meraviglioso, la formula meravigliosa, ma il risultato era sbagliato. E lo era, perché la terra è molto più complicata di una palla, con la sua crosta e i moti convettivi al suo interno."&lt;br /&gt;P.O. Ci sono altre menzogne della matematica?&lt;br /&gt;C.V. "Certo. La seconda è quella insita nelle dimostrazioni, nel nostro sistema di comunicazione dei risultati: Dalle dimostrazioni non traspaiono il meccanismo e il percorso di pensiero  che hanno permesso di arrivare ai teoremi. Si bara approssimando, deformando, illustrando. E più si comunica a gente intellettualmente lontana  dal proprio campo di lavoro, più si bara per rendere le cose accettabili. Le menzogne peggiori si dicono sicuramente nelle conferenze divulgative." (considerazioni che potrebbero applicarsi anche a storici, archeologi, antropologi, medici...)&lt;br /&gt;P.O. Quindi a mentire non non è solo la matematica, ma sono anche i matematici.&lt;br /&gt;C.V. "Mente la matematica nei confronti dei matematici. Mentono i matematici nei confronti degli altri matematici, e degli altri in generale. Ma c'è anche una terza menzogna, del matematico nei confronti di se stesso. Accade quando ci si affeziona talmente a una teoria, o a un'idea, che non si riesce a lasciarla andare: passare a qualcos'altro, sembra un tradimento."&lt;br /&gt;Oltre alla menzogna teoretica, se possiamo definirla così,  c'è quella  "a fin di male", per esempio le bugie dei dittatori di tutte le epoche. Diverse ancora le bugie  "a fin di bene", vengono in mente Giorgio Perlasca che con i suoi finti salvacondotti  salvò migliaia di ebrei, o Adolf Kaminsky la cui storia è riassunta nel post precedente e raccontata nel libro "Adolf Kaminsky, una vita da falsario".  Eppure, in questo incrociarsi di manipolazioni, malintesi, alterazioni, ci sembra di scorgerla, la verità, di intuirla, senza però saperla dire, se non cadendo in un'approssimazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-233447702709788296?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/233447702709788296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=233447702709788296' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/233447702709788296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/233447702709788296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/bugie-e-verita.html' title='Bugie e verità'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5128818927957064343</id><published>2011-09-21T08:31:00.000+02:00</published><updated>2011-09-30T09:40:31.947+02:00</updated><title type='text'>Une vie de faussaire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-cCCl_Xkboeo/ToGn_BKho-I/AAAAAAAAAj8/j9O-HxjpAno/s1600/Adolfo%2BKaminsky%2Bphoto%2Blab.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 275px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cCCl_Xkboeo/ToGn_BKho-I/AAAAAAAAAj8/j9O-HxjpAno/s320/Adolfo%2BKaminsky%2Bphoto%2Blab.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656987308040233954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nato in Argentina nel 1925 da genitori ebrei di origine russa, Adolfo Kaminsky si trasferì con la famiglia in Francia nel 1932, giusto in tempo per vedere, di lì a pochi anni, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l'invasione tedesca e lo scatenarsi dell'antisemitismo nazista. Dopo che, nel 1940, sua madre era stata assassinata dai nazisti, egli stesso e tutta la sua famiglia vennero internati nel famigerato campo di concentramento di Drancy, alle porte di Parigi, dal quale riuscirono però fortunosamente ad uscire. Immediatamente Kaminsky, che aveva allora diciassette anni, entrò in clandestinità, e mettendo a frutto la sua profonda passione per la chimica ed un incredibile talento, divenne in breve tempo il maggior esperto della Resistenza nella fabbricazione di documenti falsi. Grazie al suo lavoro indefesso, migliaia di ebrei riuscirono a sfuggire alle retate, e centinaia di partigiani poterono continuare la loro attività nella guerra di liberazione. Finita la guerra, Kaminsky si rese conto che gli ideali di libertà per i quali aveva combattuto erano ben lontani dall'essere stati attuati.  Venne arruolato dai Servizi Segreti francesi, ma ne uscì quasi subito, rifiutandosi di partecipare alla guerra colonialista in Indocina. Da quel momento, la sua prodigiosa abilità verrà messa al servizio dei più diversi movimenti di liberazione e di decolonizzazione nel mondo. Prima lavorò per il celebre Réseau Jeanson, che sosteneva i militanti del FLN in Francia contro la guerra colonialista in Algeria. Successivamente lavorerà per i movimenti indipendentisti di Brasile, Argentina, Venezuela, Salvador, Nicaragua, Colombia, Perù, Uruguay, Cile, Messico, Santo Domingo, Haiti, Guinea Bissau, Angola. Aiutò i combattenti dell'Africa del Sud durante il regime dell'apartheid, quelli del Portogallo durante il governo del fascista Salazar, gli antifranchisti di Spagna, i resistenti della Grecia contro il regime dei Colonnelli, i disertori americani che non volevano combattere in Viet-Nam.  Finanziò le proprie attività lavorando come fotografo, rifiutandosi sempre ed ostinatamente di essere pagato per il suo ‘lavoro', da cui non ricavò mai nessun tornaconto personale, ma per il quale rischiò invece spessissimo la galera. Abbandonò l'attività nel 1971, ritirandosi a vita privata in Algeria, dove si mantenne insegnando fotografia in un istituto superiore.  Oggi Adolfo Kaminsky vive in Francia, e la sua vita - una nobile avventura di oscuro ed eroico impegno per la libertà dei popoli - è stata raccontata dalla figlia Sarah nel libro "Adolfo Kaminsky, une vie de faussaire", pubblicato nel 2009 da Calmann-Lévy. Il libro è oggi pubblicato da Angelo Colla, piccolo ma colto e raffinato editore vicentino: Adolfo Kaminsky, Una vita da falsario . La traduzione è di Giuliano Corà  che è anche l'autore del testo sopra riportato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5128818927957064343?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5128818927957064343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5128818927957064343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5128818927957064343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5128818927957064343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/une-vie-de-faussaire.html' title='Une vie de faussaire'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cCCl_Xkboeo/ToGn_BKho-I/AAAAAAAAAj8/j9O-HxjpAno/s72-c/Adolfo%2BKaminsky%2Bphoto%2Blab.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7126570449249415746</id><published>2011-09-20T08:29:00.001+02:00</published><updated>2011-09-21T15:39:17.366+02:00</updated><title type='text'>Con la coda dell'occhio</title><content type='html'>La proiezione del corpo avanza, sorride malinconica, si impegna in cose in cui non crede. Con la coda dell’occhio osserva il quadrante dell’orologio. La proiezione copre l’essere che si è seduto, socchiude gli occhi e ascolta il fiume sotterraneo. La vita non si  cura dei suoi sbagli, allora  deve salvare ogni momento, riposare un pò e prendere tempo, respirare a fondo. Continua a recitare  mentre la paura osserva, sorridente, il suo essere debole.&lt;br /&gt;Elle&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7126570449249415746?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7126570449249415746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7126570449249415746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7126570449249415746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7126570449249415746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/con-la-coda-dellocchio.html' title='Con la coda dell&apos;occhio'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1853859443198088790</id><published>2011-09-19T08:18:00.000+02:00</published><updated>2011-09-21T11:45:41.830+02:00</updated><title type='text'>Costruire</title><content type='html'>Le tessere del mosaico si componevano giorno dopo giorno. Lo spazio che non c’era ancora era già nato nelle nostre parole. Eravamo mossi da un comandamento, da un desiderio, da un progetto. Milioni di gesti per una cosa sola. Non conoscevamo ancora la città che stavamo costruendo, l'avremmo conosciuta strada facendo.  Lavoravamo  per lasciare una traccia del nostro cammino nel mondo, i luoghi intorno a noi cambiavano da una stagione all’altra, i ricordi crescevano da un anno all’altro e diventavano immagini.  Il tempo non abitava  solo nei calendari, nelle date, negli orari, il tempo era il nostro  guardare le cose che si trasformavano. Quelli che erano con noi aspettavano un'unica risposta: Andare avanti.  Anche le grandi emozioni hanno le loro regole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1853859443198088790?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1853859443198088790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1853859443198088790' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1853859443198088790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1853859443198088790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/costruire.html' title='Costruire'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7741442246445265209</id><published>2011-09-15T20:05:00.001+02:00</published><updated>2011-09-16T17:19:02.589+02:00</updated><title type='text'>Il violinista e le stelle</title><content type='html'>Il giovane violinista sapeva suonare in un modo talmente bello e incantevole che lo sentivano addirittura i sordomuti degli ospizi e ne ripetevano le melodie. Le stelle danzavano in cielo, e perfino le stelle fisse giravano in tondo. Col suo violino il giovane musicista rivoluzionava l'intera astronomia, e i professori ce l'avevano con lui, perché le stelle fisse osavano rinunciare alla propria fissità contro ogni legge scientifica e si mettevano a ballare.&lt;br /&gt;Joseph Roth,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Il secondo amore&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7741442246445265209?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7741442246445265209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7741442246445265209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7741442246445265209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7741442246445265209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/il-violinista-e-le-stelle.html' title='Il violinista e le stelle'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-2396569275841433760</id><published>2011-09-07T19:48:00.001+02:00</published><updated>2011-09-08T12:14:36.564+02:00</updated><title type='text'>Diario marocchino - Fes</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ReuKxU7QLzE/TmiVJTwsNRI/AAAAAAAAAh0/P8NkmPYXGas/s1600/aporte%2Bbleue_0022.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ReuKxU7QLzE/TmiVJTwsNRI/AAAAAAAAAh0/P8NkmPYXGas/s320/aporte%2Bbleue_0022.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649929719692145938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-wDgW1KWGR-I/TmEXL3OHR_I/AAAAAAAAAhc/vgRaaFxHgXg/s1600/fes_0182.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-wDgW1KWGR-I/TmEXL3OHR_I/AAAAAAAAAhc/vgRaaFxHgXg/s320/fes_0182.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647820900268460018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-y1iEbFwM7EA/TmiVOocsa9I/AAAAAAAAAh8/gtftSTwNi8Y/s1600/aapoverta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-y1iEbFwM7EA/TmiVOocsa9I/AAAAAAAAAh8/gtftSTwNi8Y/s320/aapoverta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649929811144764370" /&gt;&lt;/a&gt; Fes è uno scrigno che contiene dentro di sé mille strade e mille sguardi, ma sopra ogni cosa, ogni the alla menta, ogni saluto, c’è un signore che non ha un volto ma 99 nomi: Allah, Rafi, Latif, Nur... Tutto rimanda a dio, qui religione e vita sono una cosa sola, non c’è spazio per il dialogo socratico né per lo spirito illuministico, è le bon dieu che ha già deciso quel puoi e non puoi fare, quel che accadrà. Le Matin, uno dei quotidiani del Marocco, dedica ogni giorno un’intera pagina al Ramadan, il mese sacro. In quella di oggi sono riportati anche gli orari delle preghiere e un hadith (precetto): “Chi per dimenticanza mangia o beve deve continuare a digiunare perché è dio che ha deciso che lui abbia mangiato o bevuto”. Una delle espressioni usate più frequentemente nei dialoghi è Insciallah, “se dio vuole”, ma anche “dio sia con te”; che Allah sia presente anche nelle formule di saluto hello, hallo, Holà? La fede di questa gente è contagiosa, invita a parteciparvi e nello stesso tempo non ci appartiene. La medina di Fes è la metafora dello scrigno, di questa religione segreta non perché siano segreti i testi cui si ispira,  ma perché privato, personale, segreto, impenetrabile, è il rapporto che ogni musulmano ha con dio, un rapporto che impregna e guida e spiega  ogni gesto della sua vita. Un dio così segreto da essere irrapresentabile. La medina  è una metafora di questo scrigno con le mille botteghe che contengono spazi che non immagineresti, terrazze che si aprono su panorami inattesi. Segrete sono le parole in arabo che non capisci  e le mille vite che ti passano accanto e che non conoscerai mai, i mille poveri che farai finta di non vedere o che fotografi perché ti sembra che anche loro abbiano un segreto, loro ti raccontano che si può vivere con niente, tendendo una mano, cosa che tu non faresti, non  la faresti mai una vita da niente, perché ti sfugge il segreto, anzi no, un po’ lo intuisci, il vero piacere non sta in quanto puoi avere ma nel godere di quel niente, di quel nulla che non è nulla ma acquista grandezza nella mancanza, nell’assenza. Come quando  rinunci a mangiare pur avendo fame o  a bere pur essendo assetato, prova a resistere anche solo quattro ore e poi qualsiasi cosa ti sembrerà la migliore che tu abbia mai mangiato o bevuto. I poveri che tendono la mano ti raccontano la fiaba  di quel niente che può trasformarsi in fiore profumato, in una focaccia calda, in un the alla menta, in un sorriso. Sono cose da niente?&lt;br /&gt;La medina ti racconta anche il segreto di tante strade, di tanti vicoli, e porte che non scoprirai eppure vorresti. Le strade che non percorri sono scrigni che restano chiusi La medina è la metafora di un mistero, di quel qualcosa di cui non potrai dire, di quel qualcosa che si nasconde dietro altre porte che stanno nascoste  dietro quelle che vedi. Mentre passeggi nello scrigno della medina  sei inseguito dalle domande, domande di carità per vivere o sopravvivere, in questo senso sono domande essenziali: Dirham, Dirham, sussurra il poveraccio all’angolo; Vuole comprare un tappeto dice sorridente un commerciante. Indimenticabile quello che salì con i piedi sulla teiera per dimostrare che era robusta e che il prezzo era regalato. Gentile il gioane che aveva messo da parte l’obiettivo dimenticato della macchina fotografica. Sgarbato  il venditore che dopo averci fatto salire sulla terrazza da cui si vedevano i conciatori ci ha obbligati a comprare una borsa. &lt;br /&gt;Serve una guida? Taxi? Un piccolo specchio? In somma : mi dai da mangiare? O anche: tu che sei uno che ha più di me  perché non mi aiuti? Ci sono anche altre domande  che stanno sullo sfondo di molti dialoghi  in cui in modo beneaugurante ricorre il nome di Allah: Come mai non capisci  che questa è la strada da seguire, Perché non diventi mussulmano, pensaci non c’è una buona ragione per non diventarlo. Viene in mente la guida del mausoleo di Moulay Ismail a Meknes che davanti ad una fontana mostrava le abluzioni che devono precedere la preghiera, al di là delle parole che spiegavano il susseguirsi e il significato dei diversi gesti, i suoi occhi dicevano Purificati anche tu, Prega Allah insieme a noi. Non puoi sfuggire al religioso in Marocco. Allah era presente anche nel riad che ci ospitava, il suo nome, Baraka, che in italiano rimanda  a una poco rassicurante costruzione, in arabo significa energia spirituale, l’energia che si sprigiona nelle preghiere. Il riad Baraka, come molte altre costruzioni, non annunciava la sua architettura dall’esterno, un esterno anonimo se non fosse per due piante ornamentali ai lati dell’ingresso. Ma una volta varcata la soglia mostrava i colori rossi e marroni della sala del the, i colori più chiari delle zelliges, le piastrelle colorate che compongono motivi geometrici e floreali,  e delle fontane intorno alla piscina costruita come un impluvium romano, con l’apertura che permette al cielo azzurro chiaro di specchiarsi nell’acqua, e poi tante porte e piccole scale. Come non pensare a una fiaba delle Mille e una notte raccontata dopo il tramonto. In una di quelle stanze, la sera prima di partire, una figura bianca si alzava e si abbassava, cantava sottovoce, stava pregando, era la cuoca del riad. Samir, direttore del piccolo albergo, invece era il maggiordomo perfetto già incontrato in alcuni gialli inglesi: occhi attenti, voce calma, gentilezza attiva e massima discrezione, uno che non ama far domande ma nemmeno riceverne.&lt;br /&gt;Se uno dorme poco in camera la notte, svegliato dagli scherzi e dalle frasi dei ragazzotti che in festa per il Ramadan si attardano nella via sotto la finestra, puo raggiungere uno dei divani ai bordi della piscina e, cullato dall’ultimo canto del muezzin e da una leggera brezza che sembra arrivare direttamente dal cielo stellato, addormentarsi. Mario e Alessia erano in viaggio di nozze, sono due avvocati di Roma, li abbiamo conosciuti il primo giorno appena arrivati al riad. Lui ama scherzare e se ne intende di tecnologia, lei è più riflessiva e sognante. A volte le persone si riconoscono per affinità. I mussulmani aggiungono un alcunché, a volte ti senti accolto come da un parente che non vedi da molto tempo. C’è un’educazione che mostra le sue percettibili tracce nel corso dell’incontro. Forse è venuto il momento di parlare di Chaimà. Chaimà è una ragazza che abbiamo incontrato per caso nella medina. Stavamo cercando di raggiungere piazza...quando Chaimà, il bel volto incorniciato dal velo, ci ha sorpreso in perfetto italiano: “Ma siete italiani?”. Nata e cresciuta a Sanremo era tornata in Marocco per il Ramadan. Insieme alle cugine ci ha invitato a fare un tratto di strada insieme e poi a casa sua poiché si approssimava l’ora della ftur, il pasto che interrompe il digiuno e nel quale non mancano  mai i datteri e la harira, una zuppa di legumi. Sarebbe stata anche l’occasione per presentarci suo zio che fa la guida turistica. Abbiamo cercato di opporre una gentilezza europea ma il suo solare entusiasmo ci ha convinto. Così ci siamo trovati intorno ad un tavolo a interrompere il digiuno insieme a una famiglia marocchina mai vista prima. Impensabile in Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-2396569275841433760?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/2396569275841433760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=2396569275841433760' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2396569275841433760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2396569275841433760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/diario-marocchino.html' title='Diario marocchino - Fes'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ReuKxU7QLzE/TmiVJTwsNRI/AAAAAAAAAh0/P8NkmPYXGas/s72-c/aporte%2Bbleue_0022.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-328050981393688275</id><published>2011-09-06T08:07:00.002+02:00</published><updated>2011-09-08T16:10:56.697+02:00</updated><title type='text'>Diario marocchino – Volubilis - Meknes</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-ybtwEiVo8hE/Tmiyh1e07TI/AAAAAAAAAic/wxprnYGbFqo/s1600/dvolubilis0254.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ybtwEiVo8hE/Tmiyh1e07TI/AAAAAAAAAic/wxprnYGbFqo/s320/dvolubilis0254.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649962026898091314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-nAfrJ1GhtCM/TmiySHKIhjI/AAAAAAAAAiM/YBmdp9qEHfY/s1600/lago_0265.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-nAfrJ1GhtCM/TmiySHKIhjI/AAAAAAAAAiM/YBmdp9qEHfY/s320/lago_0265.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649961756765226546" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Si va verso Volubilis passando per Meknes. Lungo la strada vecchie mercedes imbottite di persone, sono i taxi collettivi, partono quando i posti sono al completo e l’autista giudica soddisfacente la ricompensa, pick up con i lati del cassone usati come sedili, motocarri di trent’anni fa e autobus che viaggiano con  la portiera aperta per il caldo. Non mancano asini che trainano carretti o che trasportano lentamente i contadini e le loro bisacce. Molte macchine in Marocco  non hanno l’aria condizionata, e quindi si trasformano presto in un microonde, mettere il braccio fuori dal finestrino non serve a molto, è come metterlo sotto il getto di un potente fohn. Che si fa allora? Ci si distrae con la musica, si passa sulla faccia la bottiglia di acqua gelata che rapidamente prende temperatura, si bagna un fazzoletto e lo si passa sulla fronte e sul collo. I tassisti di Fes per resistere tutto il giorno circolano con un asciugamano bagnato sulla testa. Il caldo marocchino è come il freddo altoatesino, ti invita a vedere se ce la fai, ti sfida, ti stimola, il contrario del caldo umido della pianura padana, di Venezia, che fiacca e invita non far niente. Per trovare l’imponente Bab el Mansour, una delle più belle porte del Marocco dice il baedeker, sbagliamo strada, ci sono alcune città in cui la freccia centro porta in più direzioni, qui la freccia non c’è e quindi le direzioni aumentano. Ci fermiamo a cercare l’illusione di un po’ di refrigerio sotto gli alberi che costeggiano un grande bacino d’acqua coronato da un lato da archi che potrebbero esser romani ma non lo sono, è il bassin de l’Agdal, un grande bacino d’acqua che si narra alimentasse i giardini del sultano e nel quale si rinfrescavano i suoi 120.000 cavalli. “Meknes è una bella ragazza con un lunghissimo vello e gli occhi verdi che siede sul fiume di Bouferkrane. Verde è il colore di Meknès, azzurro di Fes, rosso di Marrakesh, bianco di Rabat”, racconta Abdul Wahid la guida che lavora al mausoleo di Moulay Ismail, una delle poche moschee visitabili del Marocco. Sembra uscito da un fumetto di Tex Willer: pelle di cuoio, occhiali scuri, cappellaccio di paglia e le maniche della camicia tirate su. Non smette mai di parlare nel suo francesarabospagnolitaliano. “L’islam è Nur, il sole, la luce; senza luce non c’è niente: Nur fa nascere la pioggia dall’oceano e il vento, poi la porta sulle regioni fertili. L’acqua e il tempo sono fondamentali nell’Islam, molto importante è il tempo delle preghiere: la prima un’ora e mezzo prima dell’alba, la seconda a mezzogiorno quando l’ombra è vicina a noi, la terza tre ore dopo, la quarta al tramonto e l’ultima quando ci sono le stelle in cielo. Salat, la preghiera quotidiana, è uno dei cinque pilastri dell’Islam insieme alla shahada, la testimonianza di fede, zakat l’elmosina, sawm il digiuno nel mese di ramadan e hajj, il pellegrinaggio alla Mecca.” Momento di pausa, Allah Akbar ...canta il muezzin e Abdul (che è uno dei 99 nomi del profeta) traduce subito dio è grande e non c’è altro dio al di fuori di lui. Non smette mai di parlare. Racconta che è anche poeta e che partecipa al festival di poesia popolare El Melhoen  che si organizza a Fes in primavera. Imita i gesti rituali delle abluzioni davanti alla fontana, racconta la leggenda di Fatima, delle 500 concubine e dei 700 figli di Moulay, ci accompagna nelle vicine prigioni (Koubba el Khayatine) e inanella storie terribili di condannati a morte e di traditori puniti. Alla fine la mancia di 50 dirham non basta, mi fa capire che è meglio 150, il denaro non è importante e Allah vede le buone azioni. Insciallah. La macchina nel tragitto verso Volubilis diventa incandescente ma la ricompensa è superiore al disagio. Tra le colline del medio Atlante spunta un pezzo di Roma: la città di Volubilis, distesa come un drago multiforme su un tappeto verdegiallo. La basilica sul colle più alto annuncia quella che era una grande città; l’arco di trionfo dell’imperatore Caracalla incornicia terreni disabitati; lungo il foro i resti delle case e i mosaici sorprendono il visitatore: gli animali marini della casa di Orfeo, un pavimento che mostra le fatiche di Ercole, Afrodite che fa il bagno, Bacco e Arianna. Si può scegliere se scoprire questa città da soli o accompagnati dalla solita guida che ripete la solita pappardella. Senza, sicuramente si perde qualche chicca ma si può fantasticare in santa pace e lasciarsi sorprendere da apparizioni inaspettate. Si sta, a Volubilis, come in una spiaggia deserta cercando qualcosa tra la sabbia, ogni tanto si ha fortuna e ci si chiede chi furono quelli che calpestarono il mosaico che ci sta davanti agli occhi e che storie si intrecciarono a quelle suggerite dalle figure, altre volte non s’incontrano che pietre, qualche allodola spaesata o bizzarre cicogne sedute sul nido in cima alle colonne. Alle quattro di pomeriggio da un paesino distante arriva la voce del muezzin. A Volubilis occidente e oriente s’incontrano così. Sulla via del ritorno un’altra sorpresa: il lago di Nzala el Oudaia, un’immensa distesa azzurra che sembra un miraggio nel paesaggio giallo assolato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-328050981393688275?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/328050981393688275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=328050981393688275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/328050981393688275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/328050981393688275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/diario-marocchino-volubilis-meknes.html' title='Diario marocchino – Volubilis - Meknes'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ybtwEiVo8hE/Tmiyh1e07TI/AAAAAAAAAic/wxprnYGbFqo/s72-c/dvolubilis0254.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6841443810779885205</id><published>2011-09-05T22:43:00.001+02:00</published><updated>2011-09-08T15:54:12.894+02:00</updated><title type='text'>Diario Marocchino - Fes-Rabat</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-8GjyVEOIV-A/TmjHQKGUPwI/AAAAAAAAAi8/osAiAqsCK3I/s1600/fhajar_0327.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8GjyVEOIV-A/TmjHQKGUPwI/AAAAAAAAAi8/osAiAqsCK3I/s320/fhajar_0327.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649984812938968834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-9m7f6wXXHUg/TmjHLwGveGI/AAAAAAAAAi0/FWyK7ClgQD4/s1600/glibraio_0289.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9m7f6wXXHUg/TmjHLwGveGI/AAAAAAAAAi0/FWyK7ClgQD4/s320/glibraio_0289.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649984737241954402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-GwoAT4RvbkU/TmjHEjoHstI/AAAAAAAAAis/DqUbTBANQec/s1600/eetorrehassan_0350.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GwoAT4RvbkU/TmjHEjoHstI/AAAAAAAAAis/DqUbTBANQec/s320/eetorrehassan_0350.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649984613633209042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-SUeDBotKFc8/TmjG4VmQ1ZI/AAAAAAAAAik/hI_RsUQ8ubI/s1600/eeegarefes_0277.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-SUeDBotKFc8/TmjG4VmQ1ZI/AAAAAAAAAik/hI_RsUQ8ubI/s320/eeegarefes_0277.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649984403708892562" /&gt;&lt;/a&gt; La Gare de Fes è costruita come una porta della medina, con il profilo superiore che riprende la sagoma della cupola araba, immagino una stazione italiana costruita come uno dei portoni delle città medievali. La porta porta da qualche parte, aiuta a passare da un mondo all’altro, da un luogo all’altro, dal dentro al fuori, è un elemento simbolico molto forte. Anche salire su un treno è aprire una porta verso un nuovo spazio-tempo. I nostri biglietti sono per Rabat, la capitale.  Di una città sono le prime cose che vedi sono quelle che ti rimangono più impresse. Percorrendo la via principale della medina, Avenue Mohammed V, sei portato a proseguire verso un ingresso un po’ fatiscente in salita alla fine della strada, è l’ingresso del grande cimitero As Shouhada, migliaia di tombe che digradano verso l’oceano. Non te l’aspetti, e se il cielo è grigioatlantico un po’ di malinconia ti piove addosso. Quando fai il bagno ce l’hai alle spalle insieme alle maestose mura della Kasbah (fortezza) des Oudaias che nasconde abitazioni bianche e azzurre che pensavi si trovassero solo in Grecia. Lì, in riva al mare, c’è un ristorante di pesce che si chiama Borj Eddar, il pesce non è granché ma se vuoi trovare degli italiani sia a pranzo che a cena vai a colpo sicuro. Lungo Avenue Mohammed V c’è anche Mohammed (non so se sia il nome riservato ai turisti) il libraio più singolare che abbia mai incontrato: se ne sta tutto il giorno accovacciato in un bugigattolo stipato di libri usati e vecchie riviste. Quelle che toglie per costruirsi il suo nido tra le carte le espone sulle porte e sui muri intorno alla bottega-edicola-libreria. Per 15 dirham (poco più di un euro) si possono comprare dei numeri della rivista Les Temps Modernes diretta da Sartre, copie di Paris Match, un’edizione de Les fleurs du mal del 1967 dell’Università di Bucarest con testo rumeno a fronte, Les yeux d’Elsa di Louis Aragon o un’edizione Lattès delle poesie di Verlaine. Non lontano da Mohammed, tra numerose botteghe e carretti che vendono fichi d’india, c’è Hajar che insieme alla mamma prepara e cucina focacce e ciambelle. I suoi occhi da gazzella e il suo gioioso sorriso sono difficili da dimenticare, la ciambella al pomodoro e cipolla, condita con grasso di agnello, anche.&lt;br /&gt;A Rabat si comincia a essere contagiati dalla frenesia della ftur di cui mi aveva parlato un’amica. Ftur è la rottura del digiuno che avviene  in prossimità del tramonto, verso le 7.25, ma l’orario esatto cambia a seconda della latitudine. Si può ricominciare a bere, mangiare, fumare e a fare l’amore, dopo più o meno quindici ore di astinenza. Alle sei i negozi e le botteghe cominciano a chiudere, la gente si affretta, alle sette le strade di una città trafficata come Rabat sono deserte: sono tutti a casa, nei ristoranti o nelle loro botteghe ad aspettare il segnale: la preghiera del muezzin e, in alcune città, suona anche una sirena. Va bene, ma che cosa c’entrano degli europei con tutto questo? C’entrano, perché a meno che tu non abbia indossato una sorta di impermeabile sentimentale, entri in sintonia con il luogo in cui vivi, per cui durante il giorno non hai digiunato ma hai mangiato meno; a mezzogiorno i ristoranti vuoti non fanno certo venire voglia di sedersi, né mangi o bevi per strada, sarebbe come se uno cominciasse a parlare al telefonino durante la messa di Pasqua: non si fa. Allora hai mangiucchiato un panino al riad o bevuto una bibita appartandoti, oppure hai deciso di vedere se ce la fai anche tu a resistere. Ecco, ci siamo seduti al ristorante El Bahia, appena fuori dalla medina, alle 7 con una fame da lupi. Seduti agli altri tavoli diversi marocchini e qualche turista in attesa, solo una coppia di francesi mangia ma è una nota stonata. Il menu de la rupture du jeune a 30 dirham prevede: Harira, una zuppa di carne e legumi, un uovo, Chebakia, un impasto di farina e miele fritto, datteri, fichi, spremuta d’arancio, caffelatte o the alla menta. In un tavolo vicino al nostro è seduto un signore che ha la faccia di un  monaco buddista e che indossa un’elegante jallaba ricamata color crema. Lo eleggiamo a nostra “guida spirituale”: inizieremo a mangiare quando inizierà lui, cioè al termine della preghiera del muezzin. &lt;br /&gt;Rabat ha una tranvia più moderna di quella di Milano ma la cosa curiosa è che sono state assoldate squadre di servizio d’ordine che hanno il compito di allontanare le numerose persone che camminano tranquillamente tra le rotaie e di fermare e di bloccare gli automobilisti che non rispettano semafori e precedenze.  Un bel contrasto fra tecnologia e vecchie abitudini. Inoltre il tram non è mai affollato perché costa un dirham in più rispetto al petit taxi. La sera beviamo un the alla menta sulla terrazza del riad, c’è la luna piena e intorno alle undici, come voci d’uccelli che si confondono, giungono dalle diverse moschee le preghiere, una ninna nanna misteriosa che rinvia a qualcosa di più grande sopra di noi. Una ninna nanna più suggestiva della torre di Hassan, il monumento simbolo di Rabat, con la sua foresta di colonne che avrebbe dovuto diventare la seconda moschea del mondo islamico per grandezza. Nell’aria fresca della sera i profumi dei fiori si mescolano a quelli delle spezie e del mare che si intuisce al di là dei tetti. Chissà dove sono adesso Hajar e il santone con la jallaba ricamata, cosa stanno facendo, come sono le loro vite, come sarebbero le nostre qui? E Mohammed chiusa la sua libreria-tana dove si rifugia? Anche la signora che gestisce questo riad è un personaggio. Si chiama Christine, porta degli occhiali a goccia, capelli grigi, è smilza e fuma Gauloises. Christine fa le veci del figlio che per agosto se n’è andato in Madagascar. La aiutano Latifa, una domestica che ride sempre e che nei momenti di pausa legge il Corano, e l’amica Francoise che tanti anni fa s’innamorò di un marocchino e poi della lingua araba che studia ancora oggi. Christine insegnava francese agli immigrati, Francoise era preside di un istituto tecnico, ora sono in pensione e il resto dell’anno abitano ad Ange nella valle della Loira. Christine una sera ci ha presentato Alain, un Depardieu parigino con il quale abbiamo discusso per ore sul sentimento d’identità nazionale in Francia e in Italia, scoprendo con una certa sorpresa che secondo molti francesi gli italiani sarebbero più orgogliosi di essere italiani di quanto non lo siano i francesi  di essere i francesi. Soffrono molto il blend culturale, in particolare soffrono del fatto che i campioni della nazionale di calcio come Zidane e il loro presidente Sarkozi abbiano sangue misto. Conservano nei confronti degli stranieri provenienti dalle loro ex colonie un inguaribile atteggiamento di superiorità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6841443810779885205?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6841443810779885205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6841443810779885205' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6841443810779885205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6841443810779885205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/diario-marocchino-fes-rabat.html' title='Diario Marocchino - Fes-Rabat'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8GjyVEOIV-A/TmjHQKGUPwI/AAAAAAAAAi8/osAiAqsCK3I/s72-c/fhajar_0327.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8072716381174579221</id><published>2011-09-04T20:04:00.002+02:00</published><updated>2011-09-08T16:12:15.490+02:00</updated><title type='text'>Diario marocchino - Essaouira</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-gE2_pYdJ2SU/TmjMNEBrmjI/AAAAAAAAAjc/53htqCXDxEo/s1600/messaouira_0429.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gE2_pYdJ2SU/TmjMNEBrmjI/AAAAAAAAAjc/53htqCXDxEo/s320/messaouira_0429.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649990257327446578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-VFWh6s8hbp0/TmjMGFRaC1I/AAAAAAAAAjU/81gLrA7x710/s1600/mmyoussef_0588.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-VFWh6s8hbp0/TmjMGFRaC1I/AAAAAAAAAjU/81gLrA7x710/s320/mmyoussef_0588.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649990137402755922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-z1o0PnCCy_U/TmjL7_RRueI/AAAAAAAAAjM/IcSSc1VsWbI/s1600/opescatori_0533.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-z1o0PnCCy_U/TmjL7_RRueI/AAAAAAAAAjM/IcSSc1VsWbI/s320/opescatori_0533.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649989963992906210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-pRtBQ7YK3yE/TmjLxmYU_kI/AAAAAAAAAjE/f9QZbyxUIxY/s1600/nssaouiratramontoC_0581.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-pRtBQ7YK3yE/TmjLxmYU_kI/AAAAAAAAAjE/f9QZbyxUIxY/s320/nssaouiratramontoC_0581.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649989785512902210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La strada per Essaouira corre in parte lungo la costa. Dopo una breve sosta per visitare la cisterna portoghese di El Jadida, attraversiamo anonimi villaggi. Prima di Safi s’incontrano gli impianti di un’enorme raffineria, cupe architetture di tubi fumanti sprofondano nella sabbia e nel mare. Vengono alla mente Marghera, Priolo, Taranto, La Spezia e le vite di migliaia di schiavi. Gli ultimi cento chilometri offrono splendide viste sull’Atlantico che piroetta a volte su maestosi scogli, altre su interminabili spiagge; lungo la strada un piccolo villaggio di pescatori e una moschea in riva al mare. L’appartamento ha una vetrata che si affaccia su un grande giardino, lungo il muro di cinta i ragazzini si rincorrono e giocano a pallone, alle volte passa un dromedario con un carico di legna, i poveri la mattina razzolano tra i rifiuti. La povertà non ha riti diversi dai nostri. Il nostro padrone di casa si chiama Rafi, ricorda Little John, il fedele amico di Robin Hood, al nostro arrivo ci ha accompagnato al supermercato a fare la spesa e il giorno dopo ci ha offerto la Harira e i dolcetti al miele. In Marocco, e probabilmente in altri paesi del mondo arabo, s’incontra a prima vista un calore e un’umanità che noi abbiamo perso. A Essaouira, una volta il suo nome era Mogador, si cammina su una spiaggia di dune verso un castello di scogli che la marea raggiunge in pochi minuti, gli alisei soffiano forte e catturano le voci che non raggiungono chi ti precede anche di pochi metri; la sabbia, come fa la neve trasportata dal vento, si dissolve in piccoli atomi che punzecchiano e tambureggiano le gambe  e il volto. Due donne vestite di nero entrano in acqua e sembra che l’oceano se le porti via. Al tramonto le torri portoghesi sono una silhouette nera avvolta in una nube di gabbiani su sfondo arancio. La sera ci si tuffa nei colori e negli odori della medina. In un vicolo nascosto da un altro vicolo ci s’imbatte nella bottega di Youssef l’herboriste, una bottega diversa da tutte le altre: profumata, simmetrica, rilassante. All’ingresso centinaia di piante compongono un arazzo, un quadro dell’Arcimboldo, una geometria della natura. L’interno è un corridoio stretto fiancheggiato dai vasi di vetro schierati sugli scaffali: contengono spezie, profumi ed erbe che curano ogni male: cumino, zafferano, rabarbaro, menta, ortica,  ginseng, zenzero, timo, fiori d’arancio, origano. Per terra i gusci d’argan e le macine per produrre l’olio di bellezza usato dalle donne berbere. Youssef è un elegante signore di mezza età, le sue jallaba hanno colori e ricami raffinati. Barba curata e naso pronunciato, esprime cultura e  senso d’armonia, parla un ottimo francese e, cosa strana, non  ha l’insistenza del venditore, anzi se è stanco o indaffarato ringrazia per la visita e da appuntamento per un altro giorno, per un altro momento. Forse Youssef è ebreo. Da piccolo accompagnava il nonno a scegliere le piante e lo aiutava ad essiccare le foglie e i fiori. Ogni vaso del suo atelier è una risposta e per ogni problema Youssef ha pronta la storia di un albero, di un petalo, di un seme, di una tisana, di un impacco, di una goccia miracolosa. L’importante non è il rimedio ma essere convinti che un rimedio ci sia. La medina è un labirinto percorrendo il quale alcune vie sembrano simili alle altre, dove le persone di una via del labirinto non conoscono a volte quelle di altre vie che distano  solo qualche centinaio di metri, ma conoscono le diverse porte (bab) che permettono di uscire dal labirinto, Bab Boujeloud, Jdid, Rsif, nomi che cerchi di fissare nella mente ma che spesso non ricordi perché non sono la tua lingua, non appartengono alla tua strada. La vita è un continuo cercare delle porte, un passare nel labirinto: dalla porta della vita si entra, dalla porta della morte si esce. Quello che si ripete nella medina è l’esposizione infinita di cose e cibi, si moltiplica l’immagine degli oggetti che compongono la realtà, una scrittura per figure, un controcanto alla pittura non figurativa degli edifici religiosi, spartiti sovrapposti di facce e forme che raccontano il non religioso. Le immagini - bandite dalle moschee - che accettano solo motivi astratti o versi del corano che diventano ornamento - trionfano per le vie e le botteghe, veri e propri tableau vivant del mondo arabo. &lt;br /&gt;Nei giorni di sereno si torna ad aspettare il tramonto in spiaggia, si gioca a freesby con degli studenti che aspettano l’ora della ftur e sembra di tornare indietro di trent’anni quando anche tu avevi la loro età. Nell’ora fatidica della ftur può succedere di entrare in una lavanderia a secco e di non vedere nessuno, i quattro ragazzi che la gestiscono sono seduti dietro il bancone e mangiano la Harira; dal nulla compare un bicchiere di the alla menta che non si può rifiutare. Alle volte viene la nostalgia di un buon bicchiere di vino, di un piatto di spaghetti, di tortellini, e dei nostri borghi medievali, dei nostri bei palazzi rinascimentali. Qui l’architettura è quella di una grande periferia, manca di continuità ed estetica, ma nel proporre cubi di mattoni accanto a case con finestre e porte di stile moresco, ruderi e moschee, nella totale dissonanza degli accostamenti, è un’architettura forse più umana e democratica, un po’ come la folla che esce dai voli low cost. Diverse cose ricordano, non so se per un bisogno  di sentirsi a casa, e quindi meno estranei al luogo, i paesi del nostro sud: il caos delle architetture, i mercati, gli odori e i colori, la povertà e la trascuratezza, l’accettazione fatalistica della vita. In alcuni luoghi l’architettura non c’è proprio ma c’è qualcosa di più, come nel villaggio di pescatori che si trova a circa cinquanta chilometri da Essaouira in direzione nord, è così piccolo che non si trova nemmeno su Google maps. Cercatelo dal vivo lungo la litoranea, a un certo punto sulla sinistra si vede una piccola strada curvosa sommersa dalla sabbia: corre verso l’Atlantico e verso quattro o cinque case ai piedi di un posto di guardia, un cubo bianco sul quale sventola la stella verde su fondo rosso. Le barche dei pescatori sono blu, alcune arenate sulla sabbia sembrano nuotatori senz’acqua. Il pesce appena pescato, aragoste, gamberi, rombi, orate, è trasportato con dei carretti trainati da piccoli asini che salgono verso la strada. Nelle ore più calde i pescatori si addormentano all’ombra degli scafi. Qui il tempo si è fermato, manca tutto quello a cui siamo abituati: la gente, il bagnino, gli ombrelloni, i gabinetti, le sdraio, la doccia, eppure c’è tutto: il mare, il sole, il vento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8072716381174579221?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8072716381174579221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8072716381174579221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8072716381174579221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8072716381174579221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/diario-marocchino-essaouira.html' title='Diario marocchino - Essaouira'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-gE2_pYdJ2SU/TmjMNEBrmjI/AAAAAAAAAjc/53htqCXDxEo/s72-c/messaouira_0429.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7343033212830010727</id><published>2011-09-03T22:31:00.005+02:00</published><updated>2011-10-03T18:30:28.135+02:00</updated><title type='text'>Diario marocchino - Marrakech</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-uy5DQlR3-xc/TmkmteHrXrI/AAAAAAAAAjs/NmCckg6BCJ4/s1600/zdjemaa_0035.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-uy5DQlR3-xc/TmkmteHrXrI/AAAAAAAAAjs/NmCckg6BCJ4/s320/zdjemaa_0035.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650089770134232754" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-6awPiAgVrqM/TmkmmTVuRKI/AAAAAAAAAjk/crAqnnp9Yzs/s1600/strada%2Bmarrakesch_0597.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6awPiAgVrqM/TmkmmTVuRKI/AAAAAAAAAjk/crAqnnp9Yzs/s320/strada%2Bmarrakesch_0597.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650089646981268642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Marrakech per me è sempre stata Marrakech Express di Salvatores con Diego Abatantuono, un bel film sull’amicizia, sul Marocco e su come alcuni italiani cercano di parlare francese senza riuscirci. Ogni riferimento autobiografico è da considerarsi puramente casuale. Solo 180 chilometri tra Essaouira e Marrakech: non potevamo rinunciare a vedere la famosa piazza Djemaa el Fnaa con gli incantatori di serpenti, i cantastorie e i musicisti. Lungo l’autostrada incontriamo una decina di macchine in un paesaggio che non è ancora il deserto ma è decisamente desertico tant’è che quando dopo chilometri nel nulla la strada sale per superare un paio di colline sembra un avvenimento. Djemaa el Fnaa: le impalcature del caffè Argana ricordano l’attentato avvenuto in aprile. Ci sono gli incantatori e anche i serpenti ma quello che fa perdere ogni incanto è la richiesta di denaro appena si accorgono che li hai guardati anche solo per un attimo. N’est pas possible! La piazza comunque è un posto davvero unico. Dopo aver camminato nelle strade della medina dove i motorini fanno a gara a sfiorarvi, soprattutto se siete turisti, aspettate ftur, se è Ramadan, o il tramonto in uno dei tanti locali lungo i suoi bordi. Cominciano gli acrobati che piroettano agili come scimmie e formano piramidi umane. Al centro della piazza  si leva il fumo delle braci dei chioschi che preparano spiedini, cous cous, shawarma, i gruppi musicali gnawa danzano al ritmo incalzante di sonagliere e tamburi, i cantastorie, a volte accompagnati da suonatori di liuto e cembali, a volte solitari con qualche disegno o una spalla per le scene più impegnative, raccontano vicende d’amore e di guerra. Alcuni di questi aedi sono figure leggendarie, come Malek, un gigante che per attirare l’attenzione della gente sollevava un asino e poi, quando il pubblico si avvicinava, diceva loro “Siete proprio stupidi, se leggo due versi del Corano nessuno mi ascolta, ma per un asino arrivate in molti.” Il suono dei tamburi aumenta d’intensità all’approssimarsi di un momento cruciale del racconto. I vari crocchi di persone sono a poche decine di metri l’uno dall’altro e danno vita ad una babele di parole e musica. Badran stasera racconta la storia di un monaco e di una giovane ragazza innamorata di lui. Quando il monaco disse che non poteva amarla lei per vendicarsi giacque con un pastore, ma quando nacque il bambino accusò il monaco che fu chiamato a rispondere di quel che nona aveva commesso in un processo. Come andrà a finire il processo? Monsieur Badran chiede un contributo in denaro ai presenti prima di proseguire. È come la storia degli spot in tv: sul più bello s’interrompe il film per ragioni commerciali. L’antico aedo, il bardo, il conteur, è al passo con i tempi. Si girovaga da una storia all’altra come sfogliando un libro di racconti, e a volte s’incontrano personaggi struggenti come l’anziano musicista cieco che suona una lenta melodia con il violino andaluso. Si chiama Hassan e qui lo conoscono tutti. Lui e la moglie sono seduti su due sedie di plastica bianche, un altoparlante  grigio degli anni Sessanta amplifica un suono metallico. Ai loro piedi un piatto di stagno per le offerte. Alcuni pastori dell’alto Atlante suonano musica ahidu, il minareto della Koutubia questa sera sembra tocchi la luna, un motorino mi sfiora mentre cerco di fotografare la piazza che sembra un piatto fumante.&lt;br /&gt;- Un pensiero riconoscente a Rossana, Elena, Alessandra, ideali compagne di viaggio, a Michaela e Mario maestri nell’arte di viaggiare, a Barbara, Lauretta, Abdallah, Abderrazak, Stefano, con i quali sono andato alla scoperta del Marocco in lunghe e piacevoli chiacchierate, e a Cristina per le lezioni-express di francese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7343033212830010727?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7343033212830010727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7343033212830010727' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7343033212830010727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7343033212830010727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/09/diario-marocchino-marrakesch.html' title='Diario marocchino - Marrakech'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-uy5DQlR3-xc/TmkmteHrXrI/AAAAAAAAAjs/NmCckg6BCJ4/s72-c/zdjemaa_0035.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8154807861403573261</id><published>2011-08-01T19:06:00.010+02:00</published><updated>2011-08-02T00:05:56.976+02:00</updated><title type='text'>Per ore al caffè</title><content type='html'>"I libri di Altenberg si presentavano come la somma di tanti foglietti, per lo più vergati rapidamente al caffè, che dovevano contenere altrettanti «estratti di vita». Il dono più evidente che mostravano era l’immediatezza, la capacità di evocazione istantanea. Ma era solo una certa vita, certi luoghi, certe scene, certi personaggi che facevano vibrare quella prosa: un lungolago abbandonato o il giardino di un caffè concerto, una bambina stupenda e annoiata accanto ai genitori, un pianoforte che suona dietro una finestra aperta, una soubrette dalla inesplicabile grazia, una conversazione fatta di inezie che sottintendono cose terribili. Altenberg sedeva per ore al café Central di Vienna."(dal risvolto di copertina &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Favole della vita&lt;/span&gt;, Peter Altenberg, ed. Adelphi). &lt;br /&gt;In un altro caffè, il caffè San Marco di Trieste, nasce i libro intervista a Claudio Magris&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Se non siamo innocenti&lt;/span&gt; di Marco Alloni. Nell'incipit della recensione Dario Fertilio scrive: "Certo il dialogo avrebbe potuto svolgersi anche altrove: davanti al mercato vecchio di Cracovia o al cimitero ebraico a Praga, in una pasticceria di Budapest o tra le isolette della laguna di Grado. I marmi del café Loos a Vienna, un molo assolato di Fiume, il mare delle dalmate isole Incoronate da contemplarsi sdraiati, orizzontali alle onde, avrebbero potuto funzionare altrettanto bene da sfondo. Ma certo il Caffé San Marco più di ogni altro luogo è casa sua, un po' come se gli stucchi riverberassero qualcosa de &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il mito asburgico&lt;/span&gt; o di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Danubio&lt;/span&gt;." &lt;br /&gt;L'uomo, che aveva quell'età che non si dimostra mai, attorno ai cinquanta per capirci, lesse questi appunti sullo schermo del suo telefonino, seduto al tavolino di un caffè.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8154807861403573261?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8154807861403573261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8154807861403573261' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8154807861403573261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8154807861403573261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/08/per-ore-al-caffe.html' title='Per ore al caffè'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6040160299474366741</id><published>2011-07-27T08:25:00.005+02:00</published><updated>2011-08-02T00:08:57.784+02:00</updated><title type='text'>Quello che manca</title><content type='html'>Caro amico, ci vorrebbe un the caldo seduti al tavolino rotondo di un caffè in piazza Unità a Trieste respirando quell'aria fredda continentale che scende veloce dalle montagne, pulisce tutto, solleva le gonne delle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mule&lt;/span&gt; e scompiglia i capelli. So che ti manca il tempo di fare quella cosa così banale senza rimproverarti con un "dovrei fare altro". Quando ti fermi a quel tavolino pensi Ma per chi scrivo, recito, suono, dipingo?  Ti tornano alla mente le parole di Roger Caillois “In quest’epoca non c’è solo un’inflazione monetaria, ma anche un’inflazione bibliografica. Il valore del libro si è talmente  abbassato con questa follia della pubblicazione in  serie, in collane, che ormai esso, come la moneta, non ha alcun valore”. E  Kundera: “Risme su risme di fogli scritti si accumulano negli archivi, che sono più tristi dei cimiteri, perché non ci entra nessuno nemmeno il giorno dei morti. La cultura scompare nell’abbondanza della sovrapproduzione, nella valanga dei segni, nella follia della quantità.” Si potrebbe dire lo stesso della musica, della fotografia, delle installazioni artistiche, dei film, del teatro. Del teatro no, ce n'è sempre stato poco.&lt;br /&gt;Quando poi ti fermi a pensare capisci che il treno della vita è un treno ad alta velocità, annusi odori, profumi, mangi, leggi tutto sempre più in fretta, e poi vorresti essere un avvocato, un chirurgo, ma anche un giornalista, un viaggiatore, ma anche un romanziere, un casanova, ma anche un eremita, un buddista, un poeta, ma anche un navigatore solitario, un buon padre, un buon marito, un buon amico, un cuoco niente male, uno sportivo e perchè no anche un musicista e un pittore, un diplomatico, anzi no un architetto, ma se poi lo fossi davvero ne saresti felice? O ti mancherebbe sempre qualcosa, quel tavolino dove soffia la bora e passano le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mule&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style:italic;"&gt;mula&lt;/span&gt; in dialetto triestino significa ragazza)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6040160299474366741?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6040160299474366741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6040160299474366741' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6040160299474366741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6040160299474366741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/ci-vorrebbe-un-caldo-seduti-al-tavolino.html' title='Quello che manca'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7451470802926635731</id><published>2011-07-24T22:47:00.000+02:00</published><updated>2011-07-27T11:16:16.696+02:00</updated><title type='text'>La rosa</title><content type='html'>La rosa, &lt;br /&gt;la inmarcesible rosa &lt;br /&gt;que no canto, &lt;br /&gt;la que es peso y fragancia, &lt;br /&gt;la del negro jardín en&lt;br /&gt;la alta noche,&lt;br /&gt;la de cualquier&lt;br /&gt;jardín y cualquier tarde,&lt;br /&gt;la rosa que resurge de la tenue&lt;br /&gt;ceniza por el arte de la alquimia,&lt;br /&gt;la rosa de los persas y de Ariosto,&lt;br /&gt;la que siempre está sola,&lt;br /&gt;la que siempre es la rosa&lt;br /&gt;de las rosas,&lt;br /&gt;la joven flor platónica,&lt;br /&gt;la ardiente y ciega rosa&lt;br /&gt;que no canto,&lt;br /&gt;la rosa inalcanzable.&lt;br /&gt;J.L. Borges, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fervore di Buenos Aires&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7451470802926635731?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7451470802926635731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7451470802926635731' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7451470802926635731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7451470802926635731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/la-rosa.html' title='La rosa'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-2856590084590618608</id><published>2011-07-23T08:49:00.001+02:00</published><updated>2011-07-25T10:24:40.287+02:00</updated><title type='text'>La pagina "perfetta"</title><content type='html'>"Quando si tratta di qualità dei testi poetici, per non fare danno bisogna essere spietati: questa strofa meglio toglierla, questo finale è sbagliato, perché questo verso finisce qui? la tecnica è tutto, quando si sa che cosa dire o non dire", scrive in un suo recente articolo un noto critico letterario italiano confermando quanto sia diffusa la "superstiziosa etica del lettore" di cui scriveva  Borges: "Coloro che sono affetti da tale superstizione  intendono per stile non l'efficacia o l'inefficacia di una pagina, bensì le abilità apparenti dello scrittore: i suoi paragoni, la sua acustica, gli episodi della sua punteggiatura e della sua sintassi. Sono indifferenti  alla propria convinzione o alla propria emozione: cercano tecnicismi (la parola è di Miguel de Unamuno) che li informeranno se lo scritto ha il diritto o no di essere loro gradito. (...) Costoro non badano all'efficacia del meccanismo, ma alla disposizione delle sue parti. Subordinano l'emozione all'etica, o piuttosto a un'etichetta indiscussa." Borges prosegue con l'esempio del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Don Chisciotte&lt;/span&gt;, romanzo sopravvissuto alle più improbabili traduzioni perché il suo  valore è la storia non certo lo stile. Stile a proposito del quale Arthur Schopenhauer nel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mestiere dello scrittore e dello scrivere&lt;/span&gt; afferma: "La prima regola, e forse l'unica, del buono stile è che si abbia qualcosa da dire: con questa regola si va lontano!". Più profondo Cervantes: "Tutto quello che occorre all'autore, in ciò che andrà scrivendo, è il gusto di rappresentare le cose; più questo sarà perfetto, e migliore risulterà ciò che ha scritto."  "La pagina 'perfetta', la pagina in cui nessuna parola può essere alterata senza danno - continua Borges - è la più precaria di tutte. I mutamenti del linguaggio cancellano i sensi secondari e le sfumature; la pagina 'perfetta' è quella appunto che poggia su tali delicati valori. Al contrario, la pagina che ha vocazione di immortalità può attraversare  il fuoco dei refusi, delle versioni approssimative, delle letture distratte, delle incomprensioni, senza lasciare l'anima nella prova." Sarebbe davvero interessante leggere i romanzi e libri di poesie promossi dalla odierna grancassa del capolavoro con gli occhiali di Borges, il quale aggiunge: "Lo sbaglio preferito della letteratura di oggi è l'enfasi. Parole definitive, parole che postulano sapienze divinatorie o angeliche o decisioni di una più che umana fermezza - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;unico, mai, sempre, tutto, perfezione, rifinito&lt;/span&gt; - appartengono al commercio abituale di tutti gli scrittori. Non pensano che dire qualcosa un po' troppo è tanto inabile quanto non dirlo interamente, e che la sbadata generalizzazione e intensificazione non è che una povertà, e che così la sente il lettore."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-2856590084590618608?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/2856590084590618608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=2856590084590618608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2856590084590618608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2856590084590618608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/la-pagina-perfetta.html' title='La pagina &quot;perfetta&quot;'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3144015152928172298</id><published>2011-07-22T22:45:00.000+02:00</published><updated>2011-07-23T15:56:19.144+02:00</updated><title type='text'>Echi</title><content type='html'>Alcuni temi echeggiano nelle opere dei grandi autori del passato dei quali non conosciamo  le opere originali ma solo copie di copie (sul tema l'interessantissimo e chiaro  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Copisti e filologi&lt;/span&gt; di Leighton D. Reynolds e Nigel G. Wilson). &lt;br /&gt;Entrano negli stessi fiumi, ma acque sempre diverse scorrono verso loro.&lt;br /&gt;Eraclito (535-475 a.c.)  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Arius Didymus ap. Eus &lt;/span&gt; Praep. ev. 15 20,2&lt;br /&gt;Tutto scorre, e ogni fenomeno ha forme errabonde. Anche il tempo fila via con moto incessante, non diversamente dal fiume: e infatti, come il fiume, neppure l'ora fuggevole può fermarsi, bensì come l'onda è sospinta dall'onda e quella che arriva è premuta e insieme preme quella quella che l'ha preceduta, così gli attimi fuggono e insieme inseguono, e sono sempre nuovi: quello che è stato si perde, quello che non era diviene, ed è tutto un continuo rinnovarsi.&lt;br /&gt;Ovidio (43-17 a.C) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Metamorfosi&lt;/span&gt; L. XV 178-185&lt;br /&gt;I confini dell'anima, per quanto lontano tu vada, non li scoprirai, neanche se percorri tutte le vie: così profondamente si dispiega.&lt;br /&gt;Eraclito, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Diogenes Laertius&lt;/span&gt; 9,7&lt;br /&gt;Lo spirito vaga e da lì viene qui e da qui va lì e s'infila in qualsiasi corpo, e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, mai si consuma.&lt;br /&gt;Ovidio, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Metamorfosi&lt;/span&gt;, L. XV 165-168&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3144015152928172298?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3144015152928172298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3144015152928172298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3144015152928172298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3144015152928172298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/echi.html' title='Echi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8912487229448371691</id><published>2011-07-19T20:16:00.002+02:00</published><updated>2011-07-19T20:18:55.064+02:00</updated><title type='text'>Strada sconosciuta</title><content type='html'>(...) Solo dopo pensai&lt;br /&gt;che quella strada della sera era estranea,&lt;br /&gt;che ogni casa è un cadelabro&lt;br /&gt;dove le vite degli uomini ardono&lt;br /&gt;come candele isolate (...)&lt;br /&gt;Jorge Luis Borges, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fervore di Buenos Aires&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8912487229448371691?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8912487229448371691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8912487229448371691' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8912487229448371691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8912487229448371691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/strada-sconosciuta.html' title='Strada sconosciuta'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-303666264102318852</id><published>2011-07-16T20:39:00.013+02:00</published><updated>2011-07-19T12:02:10.338+02:00</updated><title type='text'>Sirene</title><content type='html'>Esterno, notte. Piove con forza. Due amici, una birra, un mojito, e quei cento metri, nel buio, a due passi da loro. In cima alla collina una chiesa illuminata. Parlano di sirene.&lt;br /&gt;- Nell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Odissea&lt;/span&gt; Omero non le descrive mai fisicamente, ma dice che dalle loro labbra esce una voce soave che abbellisce, arricchisce la mente. È Circe che mette in guardia Ulisse dalle "argute labbra" delle sirene  il cui canto impedisce a chi lo ascolta di tornare a casa, dalla sposa fedele e dai figli. Rapiti dai loro canti i naviganti si schiantano contro un'alta scogliera. Per questo Circe suggerisce ad Ulisse di turarsi le orecchie con la cera in modo che non vi possa penetrar la loro voce. Per Ovidio sono esseri metà donna e metà uccello, nelle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Metamorfosi&lt;/span&gt;  hanno  "penne e zampe d'uccelli", "visi di fanciulle", "arti dorati da penne".&lt;br /&gt;- E Orfeo che dalla nave degli argonauti canta più dolcemente di loro, le sirene precipitano in mare e si trasformano in rocce perché la loro punizione è la morte se non riescono a incantare i viaggiatori. Lo racconta Apollonio Rodio nelle Argonautiche.&lt;br /&gt;- Anche la Sfinge precipitò dall'alto quando il suo enigma venne indovinato. &lt;br /&gt;- Ma qual  è secondo te l'origine della parola sirena?&lt;br /&gt;- L'origine non è chiara, il greco &lt;span style="font-style:italic;"&gt;seiren&lt;/span&gt; forse deriva dal verbo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;eiro&lt;/span&gt; che vuol anche dire annunziare, raccontare, narrare&lt;br /&gt;- E c'è un momento in cui da semiuccelli si trasformano in semipesci?&lt;br /&gt;- Probabilmente nel Medioevo con il diffondersi dei bestiari e del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Liber Monstrorum&lt;/span&gt; nel quale l'autore le rappresenta come "fanciulle marine che perdono i naviganti con le loro grazie e con la dolcezza del loro canto, hanno natura mista di vergine e di pesce."&lt;br /&gt;- Questa mescolanza di caratteristiche umane e animali che si ritrova in molte immagini della pittura e in diversi miti del mondo greco, Minotauro, Centauro, Arpie, ma anche di altre culture, quella egizia, quella indiana, e anche nelle rafffigurazioni di angeli e diavoli, esseri alati i primi, alati e con teste, code e artigli animaleschi i secondi. Che significa, cosa mostrano i mostri?&lt;br /&gt;-  Domanda impegnativa, continua a piovere, forse è meglio che ce ne andiamo. Mi vengono in mente diverse parole: sogno, paura, inconscio, differenza, composizione, insufficienza, vertigine, trasgressione, oscurità, disordine, natura, mistero, incontro, magia, fantastico, perturbante, inferno, collegamento, altrove, mistero, unione.&lt;br /&gt;- Forse non c'entra nulla, ma la tua parola unione mi fa pensare al mito dell'androgino  nel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Simposio&lt;/span&gt; di Platone, "l'androgino era il terzo genere umano "composto dal maschile e dal femminile così nel nome come nell'aspetto reale". E senti come descrive l'uomo:  "La figura di ogni uomo era tutta rotonda, con dorso e fianchi in cerchio, quattro mani e lo stesso numero di gambe, e due volti, in tutto eguali, su un collo cilindrico; e con una sola testa per entrambi i visi rivolti in senso contrario, e quattro orecchie, e due genitali, e tutto il resto come si potrebbe figurare in conseguenza. E camminava pure eretta come ora, in quel dei due sensi preferisse; e quando voleva prender la rincorsa, come i saltimbanchi volteggiano in cerchio facendo girare in aria le gambe, così essi, appoggiandosi sulle otto membra che avevano, avanzavano rapidamente ruotando". Platone dice che avevano questo aspetto circolare perché il maschile aveva avuto origine dal sole, il femminile dalla terra e l'androgino dalla luna che partecipa di entrambi. &lt;br /&gt;- Caro amico i racconti e quelli che raccontano son come le sirene, vogliono farsi  ascoltare e portarci dove voglion loro, e se non ci riescono la loro voce si spegne. Possiamo ascoltarli o, come Ulisse, turarci le orecchie con la cera. Andiamo che ha smesso di piovere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-303666264102318852?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/303666264102318852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=303666264102318852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/303666264102318852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/303666264102318852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/le-sirene.html' title='Sirene'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5197134124612993809</id><published>2011-07-16T19:29:00.007+02:00</published><updated>2011-07-16T20:02:08.385+02:00</updated><title type='text'>Umanesimo del quadrivio e modernità</title><content type='html'>Lunedì 11 luglio Apertura del corso: Pierre Caye (CNRS), Introduzione al corso: Annarita Angelini (Università di Bologna), Mariangela  Regoliosi (Università di Firenze) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lorenzo Valla filosofo, &lt;/span&gt; Gian Mario Anselmi (Università di Bologna – Centro Studi sul Rinascimento)&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Lorenzo Valla storico &lt;/span&gt;, Francesco Furlan (CNRS)  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alberti teorico delle scienze, teorico delle arti&lt;/span&gt;, Frédéric Vengeon (CIPh/CNRS)&lt;span style="font-style:italic;"&gt; L'artificialità del mondo umano in Nicola Cusano&lt;/span&gt;. Martedì 12 luglio  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Veteris vestigia flammae&lt;/span&gt;. Pier Daniele Napolitani (Università di Pisa) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Archimede nel Rinascimento&lt;/span&gt; Michela Malpangotto (Observatoire de Paris) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Euclide tra Quattro e Cinquecento&lt;/span&gt;,  Pierre Caye (CNRS) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La questione della tecnica e la tradizione vitruviana&lt;/span&gt;, Simonetta Bassi (Università di Pisa) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La rinascita del  lullismo&lt;/span&gt;, Franco Bacchelli (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La ripresa di Lucrezio&lt;/span&gt;. Mercoledì 13 luglio – Villa Gandolfi-Pallavicini - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Architetture del sapere&lt;/span&gt;. Andrea Severi e Gian Mario Anselmi (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il commento umanistico&lt;/span&gt;, Walter Tega (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giorgio Valla, Poliziano e l'enciclopedia umanistica&lt;/span&gt;, Michel Blay (CNRS) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La trasformazione del sapere nei secoli XVI-XVII (1550-1650). Un nuovo modo di pensare l’infinito&lt;/span&gt;,  Romano Nanni (Vinci, Biblioteca Leonardiana) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quadrivium e artes mechanicae: il caso di Leonardo tra Quattro e Cinquecento &lt;/span&gt;, Martine Groult (CNRS) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Arte, scienza e filosofia attraverso il prisma della classificazione moderna&lt;/span&gt;.  Giovedì 14 luglio – Villa Gandolfi-Pallavicini - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eco e Narciso&lt;/span&gt;. Paolo Gozza (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'immaginario sonoro&lt;/span&gt;, Florence Malhomme (Université Paris IV) L&lt;span style="font-style:italic;"&gt;a musica nell'umanesimo del Quadrivio tra scienza e arte&lt;/span&gt;, Giovanni Matteucci (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'immagine senza testo nell'età moderna&lt;/span&gt;, Elisabetta Scapparone (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tra filosofia naturale e magia&lt;/span&gt;, Thierry Gontier (Université de Lyon III), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dalla noetica aristotelica all'Umanesimo: il De immortalitate animae di Pomponazzi&lt;/span&gt;. Venerdì 15 luglio – Palazzo Poggi – Museo e Sala di Ulisse - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La scienza dell’arte &lt;/span&gt;. Bruno Pinchard (Université de Lyon III) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sogno di Polifilo o sogni bizzarri? Rabelais alla scuola di Polifilo&lt;/span&gt;, Fulvio Simoni (Università di Bologna)&lt;span style="font-style:italic;"&gt; L'anatomia e le arti del disegno &lt;/span&gt;, Lucia Corrain (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Scienza e pittura – pittura e scienza: gli artisti e le arti di Ulisse Aldrovandi &lt;/span&gt;, Daniel Dauvois (C.N.R.S./G.E.M.R.) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dal disegno al dessein. Presenza delle scienze e reticenze delle arti&lt;/span&gt;. Sabato 16 luglio – Villa Gandolfi-Pallavicini - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’arte della scienza&lt;/span&gt;. Stefania Bonfiglioli (Università di Bologna)&lt;span style="font-style:italic;"&gt; I linguaggi del simbolo&lt;/span&gt;. Mariassunta Picardi (Università di Cosenza) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Geroglifici della natura e simbolismo magico in John Dee &lt;/span&gt;,  Alessandra Sorci (Università di Roma 3) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Piero della Francesca e la prospettiva Rinascimentale&lt;/span&gt;,  Rossella Lupacchini (Università di Bologna) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Azzardo, congettura, probabilità in Cardano &lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Bologna, Villa Gandolfi Pallavicini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5197134124612993809?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5197134124612993809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5197134124612993809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5197134124612993809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5197134124612993809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/umanesimo-del-quadrivio-e-modernita.html' title='Umanesimo del quadrivio e modernità'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3499958635634872052</id><published>2011-07-12T16:10:00.003+02:00</published><updated>2011-07-27T11:15:14.657+02:00</updated><title type='text'>Autori</title><content type='html'>Se volessi mettermi a seguire le opinioni e congetture altrui, si aprirebbe un campo sconfinato di cose così incerte e diverse fra loro che è veramente una mostruosità tanta discordia e licenza degli scrittori. Infinita è infatti la diversità degli ingegni e nessuno tiene a freno l'audacia di nuove proposte (...) Del resto le cose stesse sono tali da ammettere sensi molteplici e vari, che, purché siano&lt;span style="font-style:italic;"&gt; veri&lt;/span&gt; e la lettera li consenta, se anche forse non siano mai venuti in mente a coloro che quelle favole hanno scritto, non saranno da respingere. Giacché in tanta perplessità chi se la sentirebbe di vaticinare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la verità &lt;/span&gt;insita in qualsivoglia cosa accuratemente occultata affermando senza esitazione che mille anni fa gli autori intendessero proprio questo e non altro?&lt;br /&gt;Petrarca, Sen. IV, 5, 7-9&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We can easily imagine a culture where discourse would circulate without any need for an author. Discourses, whatever their status, form or value, and regardless of our manner of handling them, would unfold in a pervasive anonymity. No longer the tiresome repetitions:&lt;br /&gt;"Who is the real author?"&lt;br /&gt;"Have we proof of his authenticity and originality?"&lt;br /&gt;"What has he revealed of his most profound self in his language?"&lt;br /&gt;New question will be heard:&lt;br /&gt;"What are the modes of existence of this discourse?"&lt;br /&gt;"Where does it come from; how is it circulated; who controls it?"&lt;br /&gt;"What placements are determined for possible subject?"&lt;br /&gt;Behind all these questions we would hear little more than the murmur of indifference:&lt;br /&gt;"What matter who's speaking?"&lt;br /&gt;Michel Foucault, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;What is an author?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare che imitazione non significa mancanza di autenticità, perché l'individuo non può non imitare ciò che è già stato; per quanto sincero egli è, è solo una reincarnazione; per quanto schietto, è soltanto il risultato delle suggestioni e delle ingiunzioni che gli pervengono dal pozzo del passato.&lt;br /&gt;Milan Kundera,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; I testamenti traditi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le pagine di questo libro consentono&lt;br /&gt;qualche verso felice, mi perdoni il lettore&lt;br /&gt;la scortesia di averle usurpate io,&lt;br /&gt;previamente. I nostri nulla differiscono&lt;br /&gt;di poco; è banale e fortuita la circostanza&lt;br /&gt;che sia tu il lettore di questi &lt;br /&gt;esercizi, ed io il loro estensore.&lt;br /&gt;J.L. Borges, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fervore di Buenos Aires&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3499958635634872052?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3499958635634872052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3499958635634872052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3499958635634872052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3499958635634872052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/autori.html' title='Autori'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5476789432840472941</id><published>2011-07-10T21:19:00.000+02:00</published><updated>2011-07-13T16:20:36.414+02:00</updated><title type='text'>E l'amore</title><content type='html'>(...)E l’amore che pensi aver avuto&lt;br /&gt;Come un feudo per te, senza scadenza,&lt;br /&gt;Potresti averlo già tutto perduto&lt;br /&gt;E continui a guardare, in ogni sguardo&lt;br /&gt;Ogni  viso che passa, ogni tramonto&lt;br /&gt;Per vedere se dietro c’è qualcosa&lt;br /&gt;Quella cosa che cerchi, quella rosa&lt;br /&gt;Lì sospesa nel vuoto senza appigli (...)&lt;br /&gt;Riccardo Held, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Di qua del mondo, di là del mondo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5476789432840472941?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5476789432840472941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5476789432840472941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5476789432840472941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5476789432840472941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/e-lamore.html' title='E l&apos;amore'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6119471422119310055</id><published>2011-07-09T09:01:00.002+02:00</published><updated>2011-07-09T14:49:53.601+02:00</updated><title type='text'>I quaderni di Malte</title><content type='html'>"Oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe poi a scrivere dieci righe che fossero buone. Poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze. Per un solo verso si devono  conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino. Si deve poter ripensare  a sentieri in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e a separazioni che si videro venire da lungi, a giorni d'infanzia che sono ancora inesplicati, ai genitori che eravamo costretti  a mortificare  quando ci porgevano una gioia e non la capivamo (era una gioia per altri), a malattie dell'infanzia che cominciavano  in modo così strano con tante trasformazioni così profonde e gravi, a giorni in camere silenziose, raccolte, e a mattine sul mare, al mare, a mari, a notti di viaggio che passavano alte rumoreggianti e volavano con tutte le stelle, e non basta ancora poter pensare a tutto ciò.  Si devono avere ricordi  di molte notti d'amore, nessuna uguale all'altra, di grida di partorienti, e di lievi e bianche puerpere addormentate che si richiudono. Ma anche presso i moribondi si deve essere stati, si deve essere rimasti  presso i morti nella camera con la finestra aperta e i rumori che giungono a folate. E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per sé stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso. Tutti i miei versi però sono nati diversamente, dunque non sono affatto versi."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ancora per un poco posso scrivere e dire tutto. Ma verrà il giorno in cui la mia mano sarà lontana da me, e quando le ordinerò di scrivere, scriverà parole che non volevo. Spunterà il tempo della spiegazione altra, e non resterà più una parola sull'altra, e ogni senso si dissolverà come le nuvole e ricadrà come acqua. Con tutta la mia paura io sono però, in fondo, come uno che sta dinanzi a qualcosa di grande, e ricordo che già prima una sensazione simile era in me, prima che cominciassi a scrivere. Ma questa volta io sarò scritto. Io sono l'impressione che si trasformerà."&lt;br /&gt;Rilke,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; I quaderni di Malte Laurids Brigge&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6119471422119310055?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6119471422119310055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6119471422119310055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6119471422119310055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6119471422119310055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/versi.html' title='I quaderni di Malte'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7475323070721643557</id><published>2011-07-04T08:52:00.006+02:00</published><updated>2011-07-13T16:30:11.088+02:00</updated><title type='text'>Animali</title><content type='html'>Che il rapporto che abbiamo con gli animali sia una spia del rapporto che abbiamo con gli altri esseri umani e con noi stessi è tema sul quale si riflette da tempi antichissimi ma sul quale non si sono fatti molti passi avanti. Anzi, leggendo Ovidio, Derrida,  Kundera, diventa evidente che la strada è ancora tutta da costruire. Scrive Ovidio (43 a.C. -17) nelle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Metamorfosi &lt;/span&gt;citando Pitagora: "Astenetevi, o mortali, dal contaminarvi il corpo con pietanze empie! Ci sono i cereali, ci sono i frutti che piegano con il loro peso i rami, grappoli d'uva turgidi sulle viti. Ci sono verdure delizione, ce n'è di quelle che si possono rendere più buone e più tenere con la cottura. E nessuno vi proibisce il latte, e il miele che profuma di timo. La terra generosa vi fornisce ogni ben di dio e vi offre banchetti senza bisogno di uccisioni e sangue. Con la carne placano la fame le bestie, ma neppure tutte: il cavallo e le greggi e gli armenti vivono d'erba. Sono le bestie d'indole cattiva e selvatica, le tigri d'Armenia e i leoni iracondi e i lupi e gli orsi, a godere di cibi sanguinolenti." &lt;br /&gt;"(...) non siamo soltanto corpi ma anche anime svolazzanti e possiamo andare a dimorare dentro bestie selvatiche e nasconderci  in corpi di animali domestici. Lasciamo tranquilli e intatti corpi che potrebbero ospitare anime di genitori o di fratelli o di persone a noi legate da qualche vincolo, o comunque di esseri umani, e non ingozziamoci di pietanze del tipo di quelle di Tieste!"&lt;br /&gt;Derrida (1930-2004), ne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'animale che dunque sono&lt;/span&gt;,  pone una serie di questioni filosofiche che delineano le nostre responsabilità e i nostri obblighi di rispetto per la vita.&lt;br /&gt;Kundera (1929) nell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Insostenibile leggerezza dell'essere&lt;/span&gt; non ha dubbi: "La vera bontà dell'uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell'umanità, l'esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell'uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7475323070721643557?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7475323070721643557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7475323070721643557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7475323070721643557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7475323070721643557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/07/animali.html' title='Animali'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6568706299933151397</id><published>2011-06-29T12:49:00.000+02:00</published><updated>2011-06-29T15:30:39.759+02:00</updated><title type='text'>Testa e coda</title><content type='html'>Mio caro amico, vi mando un'operetta di cui solo ingiustamente si potrebbe dire che non ha né capo né coda, poiché, al contrario, tutto in essa è, nello stesso tempo, e testa e coda, alternativamente e reciprocamente. Considerate, vi prego, quali mirabili comodità questa combinazione offre a noi tutti, a voi, a me e al lettore. Possiamo tagliare dove vogliamo: io la mia fantasticheria, voi il manoscritto, il lettore la sua lettura; infatti, la riluttante volontà di quest'ultimo non la sospendo all'interminabile filo di un intreccio superfluo. Staccate pure una vertebra, e i due pezzi di questa tortuosa fantasia si ricongiungeranno senza sforzo. Spezzatela in numerosi frammenti, e vedrete che ognuno di essi può esistere separatamente. Nella speranza che alcuni di questi tronconi resteranno vivi abbastanza da piacervi e divertirvi, oso dedicarvi l'intero serpente.&lt;br /&gt;Baudelaire, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Spleen et Idéal&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6568706299933151397?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6568706299933151397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6568706299933151397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6568706299933151397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6568706299933151397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/testa-e-coda.html' title='Testa e coda'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1660000938116715842</id><published>2011-06-24T20:52:00.004+02:00</published><updated>2011-06-24T21:15:23.853+02:00</updated><title type='text'>Noterelle</title><content type='html'>"Ho talora osato mormorare ai miei lettori, forse distratti, o giustamente impazienti di pochezze, certe notiziole fosforose, e che putono lucerna; e insinuare macilente noterelle; e tutto ho scritto intingendo la spennata penna del mio ingegno nel mio negrissimo inchiostro interiore; così come gli uomini compilano i propri sogni, intingendosi, pennini di se medesimi, nel calamaio della notte."&lt;br /&gt;Giorgio Manganelli, A&lt;span style="font-style:italic;"&gt;gli dei ulteriori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Papini disse qualche tempo fa che Kafka era un povero matto. La mia disistima per Papini è un fatto acquisito: ma &lt;span style="font-style:italic;"&gt;America&lt;/span&gt; è un libro demenziale. Non perché sia estrremo  ma perché non lo è. Il contegno dei personaggi è devitalizzato, è onirico. Ha lo squallore della follia, come una donna che mi capitava di vedere al Parco. Deserto come un discorso d'un maniaco. Quelle pagine infinite su cose minime: ma perché minime? In realtà proprio questo manca in quelle pagine: la gerarchia, l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ordo rerum&lt;/span&gt;, e ciò è demenziale. Kafka mi fa pensare a certi insetti che coprono tutto e distruggono, e mi sembra non avere un capo, una faccia, un volto. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Processo m&lt;/span&gt;'era parso migliore. Sarebbe bene leggere&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Il Castello&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;Giorgio Manganelli, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Appunti critici&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1660000938116715842?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1660000938116715842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1660000938116715842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1660000938116715842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1660000938116715842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/noterelle.html' title='Noterelle'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8962046739051826062</id><published>2011-06-22T08:57:00.000+02:00</published><updated>2011-06-22T17:03:27.272+02:00</updated><title type='text'>Porte</title><content type='html'>C'era una fiaba che ricordava a malapena: il protagonista si trovava a davanti a tre porte uguali, ma una sola l'avrebbe salvato, dietro le altre erano in agguato terribili mostri. Qual era quella giusta?  A volte sognava di essere prigioniero in una stanza, poi impugnava la maniglia e scopriva che la porta non era chiusa a chiave.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8962046739051826062?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8962046739051826062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8962046739051826062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8962046739051826062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8962046739051826062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/porte.html' title='Porte'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-2712569701803965678</id><published>2011-06-20T08:17:00.002+02:00</published><updated>2011-06-20T11:28:40.382+02:00</updated><title type='text'>Con una mosca</title><content type='html'>Tzzzzzzzzzzzzzzzzzz&lt;br /&gt;E' atterrata sul tavolo di fronte a me. Stavo per mandarla via e invece ho preso un'altra tazzina, ci ho versato un po' di caffè e gliel'ho offerto. Era tanto che non bevevo un caffè con qualcuno.&lt;br /&gt;Tzzzzz&lt;br /&gt;Ha ripreso a volare. Ha fatto qualche giro intorno alla sua tazzina di caffè e poi è precipitata sul piattino, svenuta. Forse si è ubriacata con i vapori del caffè. Forse per lei era la prima volta. E' rimasta per un po' distesa sulla schiena, quindi ha iniziato a sfregarsi le zampe esili.&lt;br /&gt;Tzzzzz&lt;br /&gt;Questo è il rumore di un'altra mosca che atterra improvvisamente sopra la mia prima mosca. Per un po' roteano insieme, poi volano fuori, lontano. Avranno cose più importanti da fare che bere una tazzina di caffè amaro con me.&lt;br /&gt;Troc Troc Trrrrrrrrroc Troc Trrrrroc&lt;br /&gt;Queste sono le mie unghie che tamburellano sul ripiano del tavolo.&lt;br /&gt;Tzzzzz, tzzzzzzzzzzzzzzz&lt;br /&gt;La mosca è tornata in casa. Plana sul piatto della sua tazzina di caffè, ormai freddo. Resta lì a fissarmi, e anch'io la fisso, come lei vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Incipit del bellissimo racconto di Maryam al-Sa'idi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Con una mosca&lt;/span&gt;, in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maryam e la buona sorte&lt;/span&gt;, Abu Dhabi 2009, tradotto da  Ida Zilio Grandi e Massimo Khairallah per La casa delle parole, Venezia, aprile 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-2712569701803965678?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/2712569701803965678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=2712569701803965678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2712569701803965678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2712569701803965678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/con-una-mosca.html' title='Con una mosca'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-341670418592997857</id><published>2011-06-15T08:12:00.006+02:00</published><updated>2011-06-15T11:32:20.045+02:00</updated><title type='text'>La bellezza</title><content type='html'>E poi, se l'immaginazione è trascinata dal desiderio di ciò che non possiamo possedere, il suo slancio non è limitato da una realtà completamente percepita, in quegli incontri in cui le attrattive  della donna che passa sono generalmente in rapporto diretto con la rapidità del passaggio. Per poco che cala la notte e che la carrozza vada in fretta, in campagna, in una città, non v'è torso femminile, mutilato come un marmo antico dalla velocità che ci trascina e dal crepuscolo che lo sommerge, il quale non tiri contro il nostro cuore, ad ogni angolo di strada, dal fondo di ogni bottega, le frecce della Bellezza, della Bellezza di cui si sarebbe a volte tentati di domandarsi se non sia in questo mondo null'altro che il complemento aggiunto ad una passante frammentaria e fuggevole dalla nostra immaginazione sovreccitata dal rimpianto. &lt;br /&gt;Marcel Proust, A&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ll'ombra delle fanciulle in fiore&lt;/span&gt; - Casa delle parole &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Velocità-lentezza-accelerazione&lt;/span&gt;,  Venezia 14 giugno 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-341670418592997857?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/341670418592997857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=341670418592997857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/341670418592997857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/341670418592997857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/la-bellezza.html' title='La bellezza'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7831459705943786430</id><published>2011-06-11T11:08:00.003+02:00</published><updated>2011-06-12T09:30:27.954+02:00</updated><title type='text'>Ogni mattina</title><content type='html'>Ogni mattina cerco un piccolo pezzo di verità.&lt;br /&gt;Carlo Muratori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7831459705943786430?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7831459705943786430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7831459705943786430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7831459705943786430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7831459705943786430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/ogni-mattina.html' title='Ogni mattina'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-2154923443008427995</id><published>2011-06-06T08:28:00.002+02:00</published><updated>2011-06-06T15:48:49.441+02:00</updated><title type='text'>Mettici dentro una scarpa</title><content type='html'>Il primo gesto di ogni vero viaggio ha qualcosa di lento. Non credete a chi si mostra deciso, privo di dubbi e incertezze. Nasconde sensazioni incomprensibili e contraddittorie. Lui stesso non vuole crederci: ha sognato e desiderato per mesi questo momento e ora come è possibile che non voglia più partire? È qualcosa di inspiegabile. Nasconde, dietro il sorriso, una stanchezza improvvisa, un indefinibile senso di solitudine. Nella sua testa stanno passando, come cavalli al galoppo, mille sagge ragioni che suggeriscono di non andare.&lt;br /&gt;La partenza è un momento di fine e di inizio. È necessario, credetemi, trovare coraggio. Occorre coraggio nel cancellare ogni dubbio e affrontare quel momento "per fare spazio al proprio sogno-bisogno". E ne occorre tanto per sciogliere gli ormeggi e mollare la cima che ci tiene legati alla banchina. "Fa' salpare il tuo sogno, mettici  dentro una scarpa", dice il poeta romeno Paul Celan.&lt;br /&gt;Andrea Semplici, da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;In viaggio con Kapuscinski&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-2154923443008427995?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/2154923443008427995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=2154923443008427995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2154923443008427995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2154923443008427995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/mettici-dentro-una-scarpa.html' title='Mettici dentro una scarpa'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8991516749182945435</id><published>2011-06-03T08:57:00.001+02:00</published><updated>2011-06-05T10:07:48.725+02:00</updated><title type='text'>Filtro magico</title><content type='html'>"Intanto un filtro potente in una pentola bolle e balla, biancheggia e spumeggia. Lì essa cuoce radici tagliate nella vallata dell'Emonia, con semi e fiori, e succhi piccanti. Aggiunge sassi che vengono dall'estremo Oriente, e sabbia lavata dalla risacca dell'Oceano; aggiunge brina raccolta in una notte di plenilunio, e ali immonde, con tanto di polpa, di barbagianni, e interiora di lupo mannaro il cui muso di bestia suole mutarsi in faccia di uomo. E nemmeno manca sottile pelle squamosa di biscia del Cinife, e fegato di cervo longevo, e a tutto questo aggiunge ancora testa e becco di cornacchia campata nove secoli."&lt;br /&gt;Ovidio, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Metamorfosi&lt;/span&gt;, Libro VII, 262 -274&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8991516749182945435?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8991516749182945435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8991516749182945435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8991516749182945435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8991516749182945435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/filtro-magico.html' title='Filtro magico'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5475851468901608255</id><published>2011-06-01T08:12:00.001+02:00</published><updated>2011-06-01T17:15:10.539+02:00</updated><title type='text'>Le storie</title><content type='html'>"Le storie non bisogna lasciarle a metà, dicono: bisogna finirle, perché se no vanno in giro  senza capo né coda. Rispondi ancora un po' alle mie domande, in modo che la nostra discussione abbia un senso"&lt;br /&gt;Platone, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gorgia&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5475851468901608255?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5475851468901608255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5475851468901608255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5475851468901608255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5475851468901608255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/06/le-storie.html' title='Le storie'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-424238488177967478</id><published>2011-05-28T14:41:00.009+02:00</published><updated>2011-05-28T19:56:19.369+02:00</updated><title type='text'>Tapis roulant e Vanità della mente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-s8B667lbTLI/TeEI1tE-eqI/AAAAAAAAAhE/jMVEM7cMdEg/s1600/villalta.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-s8B667lbTLI/TeEI1tE-eqI/AAAAAAAAAhE/jMVEM7cMdEg/s320/villalta.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611776329406904994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il titolo doveva essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Opuscola&lt;/span&gt; spiega il poeta mentre alle sue spalle mamme, single, intere famiglie  scarrozzano sui tapis roulant avvinghiate ai carrelli della spesa.  Gian Mario Villalta, maglietta nera con bicipiti  e volto segnato da una barba di qualche giorno, non sembra troppo a suo agio. Come un giocatore di pallanuoto  in una pisicina senz'acqua. Presentare il libro di poesie &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vanità della mente&lt;/span&gt; nell'atrio del centro commerciale nella rush hour tra le 11 e mezzogiorno è  un'idea che cattura attenzioni distratte. Manca l'acqua:  il silenzio. "Il nostro problema è ritrovare la vita quotidiana; chiediamoci quali sono le immagini del mondo che ci sommergono e a com'è invece la nostra vita popolata da gesti semplici. Negli ultimi vent'anni abbiamo assistito a un rovesciamento tra vita quotidiana e simboli." I versi di Villalta sono sguardi attenti su ciò che capita ogni giorno, come percorrere la stessa strada per andare al lavoro o fermarsi per il pieno alla stazione di servizio. "Posso aggiungere solo che incontro /  sullo stradone ogni mattina / i pioppi, e uno per uno / fogliano lenti e insieme fanno il tempo. / Ogni giorno anche loro cambiano, / li indovino nel verde più intenso / (vorrei fermarmi, guardarli uno per uno)/ e quando rirorno, ogni giorno, nell'altro senso, / li perdo - allora penso: passano."&lt;br /&gt;"Tu alla colonna della benzina/ con la faccia controvento di trequarti. / L'uomo prende la carta, l'erba alta / preme sul cartellone con un paesaggio / appoggiato tra il marciapiede e il muro. /  Tu e le tue dita perdono lo schema / delle cifre da imprimere sulla tastiera. / Quando riparti (hai pagato, confuso / -dopo altri due tentativi - in contanti) / l'uomo è rimasto a guardarti / come avresti ripreso la strada con quel sorriso."&lt;br /&gt;O la visita al padre malato: "Sbaglia il mio nome dolcemente, / parla con mio fratello morto. / Gli accarezzo la testa, li lascio stare / tranquilli mentre continua a parlare. (...) Dovrebbe il tempo adesso aprirsi / per le montagne così presenti, / sentisse anche lui chiamare la luce / dalle montagne lontane / e i capelli risplendere freschi, / parlasse anche a me, ma non quello di adesso, / a me quando ero un bambino / pieno di luce sulle sue spalle."&lt;br /&gt;Le parole scivolano verso la conclusione come le persone sui tapis roulant. Resterà il libro e la dedica: "Con un caro saluto - Gian Mario" .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-424238488177967478?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/424238488177967478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=424238488177967478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/424238488177967478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/424238488177967478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/tapis-roulant.html' title='Tapis roulant e Vanità della mente'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-s8B667lbTLI/TeEI1tE-eqI/AAAAAAAAAhE/jMVEM7cMdEg/s72-c/villalta.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3811694031061358925</id><published>2011-05-27T08:15:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T19:36:30.200+02:00</updated><title type='text'>I Titani</title><content type='html'>Come ci narra Esiodo, i Titani sono avversari degli dei olimpici, che nella loro rovinosa lotta vengono sopraffatti e scagliati nell'abisso oscuro del Tartaro. Ma tra i Titani c'è Prometeo, l'amico degli uomini, che ruba a Zeus il fuoco e lo dona ai mortali, consentendo loro di avviare il dominio della natura. Da allora in poi titanico è ogni sforzo dell'uomo per sottrarsi all'ordine delle cose stabilito dalla divinità e "titanica" è la dimenticanza, da parte dell'uomo, della propria origine, e la conseguente volontà di farsi simile agli dei. Nell'interpretazione di Gadamer la poesia di Hölderlin viene così ad assumere un volto duplice: da un lato essa mira a suscitare nell'uomo una volontà antititanica, mentre dall'altro non manca di vedere come il titanismo, la dimenticanza del dio, rappresenti una costante tentazione del comportamento umano. "I doni della natura non vengono più accolti e utilizzati come essi si offrono, ma costretti con la forza a un incremento della loro produttività."&lt;br /&gt;Franco Bianco &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Introduzione a Gadamer&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3811694031061358925?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3811694031061358925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3811694031061358925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3811694031061358925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3811694031061358925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/i-titani.html' title='I Titani'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7307145316290892652</id><published>2011-05-26T08:07:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T11:08:35.570+02:00</updated><title type='text'>Scrivere e viaggiare</title><content type='html'>Scrivere è viaggiare senza il peso dei bagagli.&lt;br /&gt;Emilio Salgari&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7307145316290892652?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7307145316290892652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7307145316290892652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7307145316290892652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7307145316290892652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/scrivere-e-viaggiare.html' title='Scrivere e viaggiare'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8203693509222888116</id><published>2011-05-22T09:24:00.001+02:00</published><updated>2011-05-23T10:16:33.096+02:00</updated><title type='text'>Tales of Torino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-jqy0rYymYrU/Tdk5KHfSOfI/AAAAAAAAAg8/8FVshVWRljc/s1600/talesoftorino.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-jqy0rYymYrU/Tdk5KHfSOfI/AAAAAAAAAg8/8FVshVWRljc/s320/talesoftorino.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609577656838404594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una grande rete piena di vecchie valigie sta sospesa sopra la mia testa. Quando mi sposto sotto la rete un raggio infrarosso mi intercetta, l’immagine di un bagaglio mi illumina e una voce narra le storie di chi è partito cercando fortuna in America: Antonio, Caterina, Pasquale, Maddalena. A ogni passo una storia diversa. Erano i primi del Novecento quando a salire sui barconi eravamo noi. Più in là vecchi obici e la ricostruzione di alcune trincee della Prima guerra mondiale: all’interno, tra i sacchi, un video sovrappone le immagini delle cartoline spedite dal fronte alla lettura di alcuni brani: Adolfo mio che brutta vita dovrai fare, mi consola però il pensiero che ...Dimenticavo, qui da fumare non se ne trova così ho smesso di fumare , però se vorrai includere nei pacchi un po’ di tabacco te ne sarei  riconoscente, l’unica consolazione qui è la religione... Mariuccia mia cara stia tranquilla poiché sono salvo e sto bene, sono prigioniero dal  6 novembre 1917...Cara mamma vedi se riesci a farmi avere un po’ di pesto di basilico...&lt;br /&gt;Dopo dei paracaduti bianchi appesi alle capriate e due bombardieri, si è attratti da un tavolo circolare  in vetro con varie cuffie collegate alle vecchie radio in legno, quelle con le manopole per cercare le stazioni. Quando giro la manopola, probabilmente collegata ad un iPod, sento il  gracchiare della ricerca via etere, dopodiché ascolto le registrazioni di Radio Londra, i discorsi del duce, l’annuncio di Badoglio in occasione dell’armistizio. C’è anche un grande spazio che riproduce le centinaia di fascicoli dei processi per mafia e, in un altro padiglione le immagini della rete autostradale italiana che, penso tra me, contiene la più sintetica spiegazione della questione meridionale che io conosca: la Salerno Reggio Calabria, una strada che è stata fatta non per unire ma per dividere, chiunque l’abbia percorsa lo sa. Chi invece non l’avesse mai fatta, si affretti, vale la lettura di decine di saggi sull’argomento. Prima di uscire una poetica installazione video: uomini e donne fluttuano, danzano sospesi nell’aria. Sembra dire: leggerezza e creatività ci salveranno. Visitare la mostra “Fare gli italiani”, allestita alle OGR in occasione del centocinquantesimo, è come entrare in una grande scenografia teatrale, un avvolgente set che ricostruisce la storia italiana degli ultimi 150 anni. Le OGR di Torino sono le Officine Grandi Riparazioni, qui una volta venivano riparati i convogli ferroviari, è uno spazio che per le sue dimensioni ricorda l’Arsenale di Venezia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Salone del Libro navigo sopra un  mare di parole, di storie, di volti-testi,  di libri-volti, le persone aspettano altre persone, i libri il loro lettore, gli scrittori il loro momento di gloria. Tra le 250 presentazioni c’è anche quella dedicata al mio libro intervista all’architetto Paolo Portoghesi, un maestro dei nostri tempi. Il Salone è una bella rappresentazione della molteplicità, un libro sul libro del mondo. Ne sfoglierò solo alcune pagine, perché non l’ho letto tutto. Comincio da una pagina meno avvincente . All’incontro con Umberto Eco “Fare romanzi: libertà e costrizione dello scrittore”, i “soliti raccomandati” non fanno la fila e un gruppo di giornalisti passa quando Alain Elkann dice “Venite con me”. Pare quindi che anche per assistere ad un incontro pubblico ci voglia un santo in Paradiso, figuriamoci per pubblicare un libro con una nota casa editrice. Eco ha riproposto le tesi  di Queneau, Perec, Calvino, dell’Oulipo insomma, l’Ouvroir de litterature potentielle, l’Opificio di letteratura potenziale di Parigi, la cui tesi di fondo era di dimostrare il valore delle costrizioni letterarie. Eco le definisce “fondamentali per ogni operazione artistica”, con una differenza tra poesia e prosa: nella prima è l’espressione che determina il contenuto, nella seconda sono le cose che determinano le parole. Le sue citazioni in francese e un lungo lipogramma dedicato  alla mamma suscitano l’ammirazione degli aficionados. E ora una passeggiata tra gli stand. L’editore Asino d’oro vende dei ricercati taccuini con la copertina abbellita da acquarelli. Altro che Moleskine. Tra le belle, anche graficamente, edizioni Slow Food: Lo sviluppo su scala umana di Max-Neef e Guida ai vitigni d’Italia, in cui si spiega la storia di Merlot, Cabernet , Barolo e altre varietà meno conosciute come il Raboso e il Ruché. Un signore con barba e qualche chilo di troppo promuove  coperto da mille fogli La voce del silenzio.  Allo spazio autori “A” Baptista Bastos presenta José Saramago, un ritratto appassionato. A Radio 24 Lidia Ravera intervista Barbara Alberti. Allo spazio autori “B” Sulla Transiberiana. 9200 chilometri di treno da Mosca al mar del Giappone con Mauro Buffa; la scritta “I libri : sono qui” indica lo stand delle edizioni palermitane “due punti “ (geniale!), compro Istante propizio di Ourednik, poco lontano Terre di mezzo , un altro editore interessante:  In viaggio con Kapuscinski, dialogo sull’arte di partire (a 3 euro), di Andrea Semplici; nel padiglione delle edizioni musicali incontro la musica di Edward Simon (cd La bikina), più in la duetto jazz di chitarre; un signore vende delle matite decorate in bianco e nero da spartiti e strumenti musicali: vanno a ruba. Add editore su fondo rosso con punto esclamativo bianco invita a scrivere dei post: su uno si legge: “Nel mondo della cultura le relazioni di amicizia hanno lo stesso valore che in politica: contano parecchio.”  Nella platea Ibs.it  Silvia Avallone (Campiello 2010) parla di Acciaio, il suo romanzo sugli operai delle acciaierie di Piombino, veri eroi contemporanei di cui non si ricorda nessuno ma che meriterebbero la fama più degli smidollati del Grande Fratello; Alessandro Mari con Troppo umana speranza, un librone di settecento pagine sul Risorgimento, si augura che si ricominci a sognare; Fabio Geda racconta la nascita di Nel mare ci sono i coccodrilli, un racconto di migrazione, la storia vera del giovane afgano  Enaiatollah Akbari; Stefano d’Anna lancia il suo progetto di formazione dedicato a giovani talenti: A dream for the world, are you ready to be a future leader for the world? La nuova Rosa editrice, rappresentata da una bella signora dalla generosa scollatura (tecniche di marketing-), propone a 7 euro L’alba nell’imbrunire di Walter  Eight, un libro potenziale:  dopo il primo capitolo le pagine sono bianche e l’invito è chiaro: Vuoi essere tu a completarlo e diventarne il coautore? Devono essere dei fan di Eco: senza costrizioni niente letteratura. L’editore Cooper prepara l’incontro con Tenera Valse (nomme de plume) autrice di Portami tante rose: Tenera in pubblico si mostra sempre mascherata, sarebbe  un’insegnante di latino e greco che avrebbe scelto di esercitare il mestiere più antico del mondo...il filone è inesauribile.&lt;br /&gt;La tribù del blog satirico Spinoza si ritrova all’incontro “Una risata vi seppellirà “ organizzato da Alibert (editore che sul tema di cui sopra ha in catalogo MGM 2, il manuale delle giovani mignotte di Debora Ferretti). Segue un brindisi con lambrusco e prodotti tipici dell’Emilia. Un autore di Sangel edizioni annuncia la sua opera con un cartello di cartone a tracolla. Sangel edizioni, che distribuisce gratis il libricino “Nani e olgettine”,  è una giovane casa editrice di Cortona diretta da Sofia Riccaboni che sa trasmettere entusiasmo e vitalità. Anche i giovani del progetto Alga sono una forza della natura. Vendono libri a tre euro ma solo al di fuori delle librerie e senza chiedere l’esclusiva dei diritti d’autore. Le opere sono scelte da una giuria di universitari: al primo bando i manoscritti inviati erano dieci, al terzo più di cento. Scelgo L'orologiaio di Claudia Manselli e Caffè di cicoria di Maura Enrici Bellom. Siete forti ragazzi, speriamo che vi diffondiate davvero come le alghe!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora passiamo dalla passeggiata letteraria ad una passeggiata più edonistica. In questa città puoi mangiare in un ambiente elegante e raffinato come l’Arcadia in Galleria Subalpina, soffitti alti, camerieri impeccabili, piatti curati (ma non eccezionali), poi uscire e guardare a bocca aperta il soffitto della Galleria  illuminato da lucine blu e rosse come fosse Natale; fermarti da Mulassano, uno dei caffè più vecchi d’Europa, parlare con il direttore che con entusiasmo per il proprio lavoro ti racconta la storia del caffè e delle Viennesi (“Di solito una non basta”, avverte), e incontrare Gian Mario Villalta reduce dalle fatiche del Salone; sostare pigramente la domenica mattina con Rossana, Elena, Alessandra, ai tavoli del Bicerin di Piazza della Consolata insieme agli amici Luca, Raffaella, Simone, Umberto, mentre arrivano delizie come la torta di nocciole immersa nel cioccolato; puoi sbocconcellare al volo un kebab o una farinata tra una mostra e l’altra; gustarti una pizza come se fossi a Napoli da Tredatre in via Verdi a due passi dall’Università; prendere l’aperitivo in Piazza Vittorio al Caffè Vittorio mentre guardi Superga e la Gran Madre, sapendo che di lì a qualche ora i murazzi, che sono a due passi, brulicheranno di vita e divertimento: è sabato sera; oppure vai da Cianci in Largo IV Marzo, ma lì è un’altra cosa, lì non solo mangi bene e paghi poco ma ti diverti proprio: Gianni, Danilo e Marco, non sono solo i camerieri e l’oste ma dei  compagnoni che tra un antipasto e dei tagliolini al ragù di verdure, tra un tiramisù fatto in casa e un caffè, trovano il tempo di scherzare fra loro e con i clienti, senza eccedere, sempre con misura e con un sorriso mentre in sottofondo va a palla la musica di Elisa o Eric Clapton (D’Alessio lo mettono verso la fine, un po’ come spegnere le luci per dire “Signori ora si chiude”); da Cianci  la parola d’ordine è leggerezza ed è ben simboleggiata da un paio di sedie che invece di stare per terra se ne stanno appese al soffitto. Se c’è  sempre la fila e se alle volte non trovi un posto libero da Cianci, una ragione ci deve pur essere. Infine, è la prima volta che mi capita, in Corso San Maurizio, sulla destra direzione Venaria, c’è una gastronomia  (scritta rossa) dove se compri gli arancini o i tranci di pizza ti regalano le bibite: birra, Coca-cola o acqua minerale gratis! Incredibile! A Venezia chiedono 1 euro persino per farti fare la pipì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cè un posto A Torino in cui si rischia di comprare più libri che al Salone del libro:  il Gran bazar di Porta Palazzo: tunisini, marocchini, egiziani vendono le loro mercanzie, anche i libri, ad un euro. La borsa si è riempita presto:  una Hystory of English Literature di W-F Collier del 1914, una raccolta rilegata di vecchi Topolino, Il peccato di Josephine Hart, Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Male d’Amore di Angeles Mastretta, Il Margine di André Pieyre de Mandiargues, L’onda perfetta di Sergio Bambarèn. Tra le tante bancarelle una con spezie e pietre come l’allume, le pietre-spugne e il sale nero che, secondo le credenze, allontana gli spiriti maligni, e delle corde fatte a mano. Prezzo? Un euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminiamo con un quadro jazz: Piazza Castello, sotto i portici un allampanato signore con i capelli bianchi e gli occhiali neri, una vocina infantile da bimbo dispettoso, suona il sassofono oscillando di circa quarantacinque gradi. Pare una magia, in realtà ha ancorato i piedi a una piattaforma  che gli consente di spingersi  oltre il limite dell’equilibrio. A un certo punto, mentre suona Blueport, tra la folla sbuca un drogato con gli occhi semichiusi, oscilla anche lui ma per altre ragioni, sembra stia per stramazzare a terra, forse un’overdose. Il “musicista pazzo” smette di suonare e fa una cosa: congiunge le mani in segno di preghiera. Passano alcuni secondi, nessuno si muove. Il ragazzo barcolla ancora per qualche metro poi riprende a camminare, chiede un’informazione e se ne va. Il jazzista, che sembra uscito da un libro di Harry Potter o il cugino londinese del Barone di Münchausen, riprende a suonare. E noi? Forse anche noi siamo i protagonisti di  storie fantastiche.&lt;br /&gt;(la foto della locomotiva si trova all'ingresso delle Officine Grandi Riparazioni)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8203693509222888116?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8203693509222888116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8203693509222888116' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8203693509222888116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8203693509222888116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/tales-of-torino.html' title='Tales of Torino'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-jqy0rYymYrU/Tdk5KHfSOfI/AAAAAAAAAg8/8FVshVWRljc/s72-c/talesoftorino.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3798651284411785308</id><published>2011-05-20T08:31:00.000+02:00</published><updated>2011-05-20T10:31:42.492+02:00</updated><title type='text'>Due</title><content type='html'>Immagina due lontani nel tempo, due vite diverse, due parole che provano a incontrarsi, è in quella ricerca, in quell'intervallo di tempo, in quel dialogo  non raggiunto che sta sospesa, accennata, indefinita, immaginata, la libertà di Narciso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3798651284411785308?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3798651284411785308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3798651284411785308' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3798651284411785308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3798651284411785308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/due.html' title='Due'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5695428166993420461</id><published>2011-05-19T08:07:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T10:09:56.802+02:00</updated><title type='text'>Itaca</title><content type='html'>Quando ti metterai in viaggio per Itaca&lt;br /&gt;devi augurarti che la strada sia lunga,&lt;br /&gt;fertile in avventure e in esperienze.&lt;br /&gt;I Lestrigoni e i Ciclopi&lt;br /&gt;o la furia di Nettuno non temere,&lt;br /&gt;non sara` questo il genere di incontri&lt;br /&gt;se il pensiero resta alto e un sentimento&lt;br /&gt;fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.&lt;br /&gt;In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,&lt;br /&gt;ne' nell'irato Nettuno incapperai&lt;br /&gt;se non li porti dentro&lt;br /&gt;se l'anima non te li mette contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devi augurarti che la strada sia lunga.&lt;br /&gt;Che i mattini d'estate siano tanti&lt;br /&gt;quando nei porti - finalmente e con che gioia -&lt;br /&gt;toccherai terra tu per la prima volta:&lt;br /&gt;negli empori fenici indugia e acquista&lt;br /&gt;madreperle coralli ebano e ambre&lt;br /&gt;tutta merce fina, anche profumi&lt;br /&gt;penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,&lt;br /&gt;va in molte citta` egizie&lt;br /&gt;impara una quantità di cose dai dotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre devi avere in mente Itaca -&lt;br /&gt;raggiungerla sia il pensiero costante.&lt;br /&gt;Soprattutto, non affrettare il viaggio;&lt;br /&gt;fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio&lt;br /&gt;metta piede sull'isola, tu, ricco&lt;br /&gt;dei tesori accumulati per strada&lt;br /&gt;senza aspettarti ricchezze da Itaca.&lt;br /&gt;Itaca ti ha dato il bel viaggio,&lt;br /&gt;senza di lei mai ti saresti messo&lt;br /&gt;sulla strada: che cos'altro ti aspetti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.&lt;br /&gt;Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso&lt;br /&gt;gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare. &lt;br /&gt;Kostantin Kavafis&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5695428166993420461?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5695428166993420461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5695428166993420461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5695428166993420461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5695428166993420461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/itaca.html' title='Itaca'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1171965430080982995</id><published>2011-05-14T09:31:00.002+02:00</published><updated>2011-05-16T17:20:23.021+02:00</updated><title type='text'>Poeti e pensatori</title><content type='html'>"Dal silenzio senza parole a lungo custodito, e dall'accurata chiarificazione dell'ambito in esso diradato, viene il dire del pensatore. Dalla stessa fonte viene il nominare del poeta. Ma poiché il simile è simile solo in quanto è distinto, e il poetare e il pensare si somigliano nel modo più puro nella cura della parola, essi sono ad un tempo separati nella loro essenza dalla massima distanza. Il pensatore dice l'essere. Il poeta nomina il sacro. Come poi, pensati partendo dall'essenza dell'essere, il poetare, il ringraziare e il pensare si richiamino l'un l'altro e siano insieme divisi, rimane qui una questione aperta. Presumibilmente il ringraziare e il poetare scaturiscono in modo diverso dal pensare iniziale, di cui essi fruiscono , senza poter esser per sé un pensare. Si conosce senz'altro  qualcosa sul rapporto tra la filosofia e la poesia, ma non sappiamo  niente del dialogo tra il poeta e il pensatore che "abitano vicini su monti separatissimi."&lt;br /&gt;Martin Heidegger, dal &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Poscritto&lt;/span&gt; a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Che cos'è metafisica&lt;/span&gt;, 1943&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1171965430080982995?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1171965430080982995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1171965430080982995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1171965430080982995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1171965430080982995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/poeti-e-pensatori.html' title='Poeti e pensatori'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6021934708751143111</id><published>2011-05-11T15:30:00.006+02:00</published><updated>2011-05-28T16:58:25.825+02:00</updated><title type='text'>Paolo Portoghesi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-s3j-RV9I71E/Tcqb9zpY9aI/AAAAAAAAAgs/6wo8BY1p8lM/s1600/Immagine%2B6.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 191px; height: 298px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-s3j-RV9I71E/Tcqb9zpY9aI/AAAAAAAAAgs/6wo8BY1p8lM/s320/Immagine%2B6.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605464172354139554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Negli ultimi anni per merito di Serge Latouche è stata avanzata la teoria della decrescita, uno stop alla crescita illimitata, un ritorno al limite. Ricordo che l’imperatore Adriano, con il famoso vallo che porta il suo nome, volle delimitare l’Impero romano celebrando in questo modo il “dio limite”. Credo sia arrivato il momento di imitare Adriano. Se la società continuasse ad aumentare i propri consumi e la sua ricchezza prelevando risorse dalla terra che ne possiede una quantità finita, ci troveremmo presto non in una crisi economica, come quella che stiamo attraversando, ma in una crisi di identità: l’uomo non come dominatore della terra ma come vittima del suo saccheggio. La filosofia della decrescita propone non solo uno stop ma un passo indietro: il ritorno alla valutazione dei luoghi, all’economia locale, a un livello di consumi paragonabile a quello dei primi decenni del secolo scorso: una forma corretta di autarchia da connettere al bioregionalismo. Naturalmente l’architettura potrebbe essere protagonista di questo ritorno alla qualità della vita quotidiana rinunciando ai costosi monumenti del consumismo che abbiamo appena eretto. La stessa delega che la società ha dato all’architetto potrebbe essere ritirata tornando in un certo senso all’autocostruzione della città. È un’avventura che vale la pena di vivere e mi auguro che i giovani se ne rendano conto. Tra l’altro una delle ipotesi di Latouche è che non solo si possa ma si debba fare a meno dei partiti, strutture ormai logorate, concentrando la volontà di cambiamento in movimenti capaci di costringere il potere, senza sporcarsi le mani con il potere, a seguire delle direttive di interesse comune. È un sogno? Una utopia? Non dimentichiamo che sono le utopie che producono le grandi trasformazioni. La decrescita quindi si profila come una “rivoluzione culturale”, non quella di Mao, che consisteva come sapemmo troppo tardi nella distruzione del passato e delle sue testimonianze, ma al contrario come una utilizzazione delle grandi ipotesi di futuro che il passato contiene. La geoarchitettura vuole creare una nuova sensibilità intorno a questi problemi, che dovrebbero essere  approfonditi anche in virtù della genialità umana che quando si risveglia è capace di soluzioni rivoluzionarie."&lt;br /&gt;Il brano è tratto dal libro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Paolo Portoghesi &lt;/span&gt;ed. Canova. In quarta di copertina è riassunto così: "La intensa e vivace intervista a Paolo Portoghesi ripercorre la sua avvincente esperienza di architetto, di critico e di uomo di cultura. In controtendenza alle archistar del gesto individuale e per un ritrovato rapporto con la natura e la storia dell’uomo, Portoghesi riafferma la sua fede nei valori di un’architettura umanistica che si nutre anche di poesia, di filosofia, di musica. Architettura e politica, Leggere la città, Progettare la casa ideale, Curve e linee rette, Il colore e la luce, Il brutto, La strada, La piazza, Non luoghi e paesaggio, La geoarchitettura, I libri, La musica, sono alcuni degli argomenti trattati con straordinaria chiarezza, autorevolezza e passione.&lt;br /&gt;Autore di opere che hanno segnato momenti significativi dell’architettura contemporanea, di numerose pubblicazioni di storia e critica, animatore di riviste di tendenza, maestro di architetti, Paolo Portoghesi si conferma voce viva e vibrante nella vicenda italiana e uno dei protagonisti di riconosciuta esperienza e fama internazionale."&lt;br /&gt;Scrive Portoghesi: “Sono convinto che un’architettura umanistica dovrebbe cercare le condizioni per favorire l’incontro casuale e disinteressato che contiene in sé allo stato potenziale l’amicizia, la passione, l’amore.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6021934708751143111?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6021934708751143111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6021934708751143111' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6021934708751143111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6021934708751143111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/la-filosofia-della-decrescita.html' title='Paolo Portoghesi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-s3j-RV9I71E/Tcqb9zpY9aI/AAAAAAAAAgs/6wo8BY1p8lM/s72-c/Immagine%2B6.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5562324990109005476</id><published>2011-05-07T08:29:00.007+02:00</published><updated>2011-05-07T14:07:40.239+02:00</updated><title type='text'>Selene e Endimione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-jhPVtzIEJBY/TcUHWm2mwTI/AAAAAAAAAgc/XFfc5T3jSMU/s1600/Immagine%2B4.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 266px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-jhPVtzIEJBY/TcUHWm2mwTI/AAAAAAAAAgc/XFfc5T3jSMU/s320/Immagine%2B4.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5603893396300546354" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che fai tu luna in ciel...?" chiedeva Leopardi. Difficile rispondere, ma i greci alcune idee le avevano. E riguardavano il comportamento amoroso del nostro pianeta. Per noi, nelle canzoni e forse anche nella vita, la luna fa innamorare: per loro, si innamorava, e di conseguenza aveva degli amanti. Rappresentata, a quei tempi, come una giovane donna di straordinaria bellezza, Selene (così si chiamava, allora), ogni notte percorreva il cielo su un carro d'argento trainato da due cavalli, e notoriamente aveva avuto un considerevole numero di avventure amorose. Tanto per non smentirsi, Zeus l'aveva corteggiata, e si diceva avesse avuto un figlio da lei; in Arcadia erano celebri i suoi amori con Pan, il dio dei pastori e delle mandrie. Ma l'amante preferito pare sia stato Endimione, un pastore, superfluo a dirsi, bellisssimo, di cui Selene si era innamorata non appena, durante uno dei suoi giri notturni, il suo sguardo era caduto su di lui. Ufficialmente Endimione era nato da Etlio e Calice, figlia di Eolo, ma alcuni sostenevano che il suo vero padre fosse Zeus. Quand'anche la diceria  fosse vera, comunque Endimione non era immortale. E così, quando Selene s'innamorò di lui, Zeus acconsentì a esaudire un suo desiderio: dormire eternamente, evitando la morte e rimanendo giovane per sempre. Come, poi, nel sonno, il bel pastore sia riuscito a generare ben cinquanta figli non è facile capire. Ma da un mito così romantico non è possibile pretendere una logica ferrea.&lt;br /&gt;Eva Cantarella (nella foto un dettaglio dell'affresco di Annibale Carracci, Palazzo Farnese, Roma, 1597)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5562324990109005476?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5562324990109005476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5562324990109005476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5562324990109005476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5562324990109005476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/selene-e-endimione.html' title='Selene e Endimione'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jhPVtzIEJBY/TcUHWm2mwTI/AAAAAAAAAgc/XFfc5T3jSMU/s72-c/Immagine%2B4.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1421967760078961202</id><published>2011-05-06T08:13:00.002+02:00</published><updated>2011-05-06T12:35:16.858+02:00</updated><title type='text'>In der Finsternis dieser Zeit</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In der Finsternis  dieser Zeit, Etica, religione e politica in Wittgenstein&lt;/span&gt;. Brian McGuinness (Siena-Oxford)  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Wittgenstein e Dostoevskij: i demoni e la vita meravigliosa&lt;/span&gt;; Marco Bastianelli (Perugia)  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La mitologia nelle forme del linguaggio: Wittgenstein e Paul Ernst&lt;/span&gt;; Luigi Perissinotto (Venezia) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Wittgenstein e la risoluzione del problema della vita&lt;/span&gt;; Jean-Pierre Cometti (Aix-en-Provence)  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le pragmatisme de Wittgenstein et ses conséquences: jeux de langage, règles et interactions sociales&lt;/span&gt;; Begoña Ramón Cámara (Valencia-Paris)  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Epékeina tês ousías: Wittgenstein y la Idea platónica  del Bien &lt;/span&gt;; Marilena Andronico (Ferrara) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alcune riflessioni sulla particolare 'umanità' di Wittgenstein&lt;/span&gt;; Chon Tejedor (Oxford) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A View from the Outside: Wittgenstein on Religion and Ethics&lt;/span&gt;; Modesto M Gómez Alonso (Salamanca) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Is God bound by our knowledge?" (OC,436): The religious foundation for the lack of foundation&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ca' Foscari, Aula Mario Baratto, dal 3 al 5 maggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1421967760078961202?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1421967760078961202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1421967760078961202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1421967760078961202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1421967760078961202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/in-der-finsternis-dieser-zeit.html' title='In der Finsternis dieser Zeit'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-7780350929700310396</id><published>2011-05-05T07:57:00.000+02:00</published><updated>2011-05-05T09:58:52.617+02:00</updated><title type='text'>Personaggi</title><content type='html'>Penso a che cosa dirò. Comincerò dal personaggio e dai personaggi. All’origine di qualsiasi storia c’è sempre un personaggio. A volte accade che la fama del personaggio superi quella dell’autore. Che sarebbe Shakespeare senza Amleto? Alle volte è l’autore che è più personaggio dei personaggi: Ernest Hemingway, ad esempio. Noi stessi siamo dei personaggi. Il significato della parola  deriva dall’etrusco phersu = maschera. Quella donna nella sala d’attesa dell’aeroporto che abbiamo guardato per alcuni minuti cercando d’immaginare come fosse la sua vita, o quei vicini d’ombrellone di cui abbiamo ascoltato dei frammenti di discorsi ma con cui non abbiamo mai scambiato una parola, nei nostri pensieri sono diventati dei personaggi.  Quante maschere portiamo ogni giorno? Penso al personaggio come ad un insieme di maschere sovrapposte una sopra l’altra, da sfogliare come le pagine di un libro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-7780350929700310396?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/7780350929700310396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=7780350929700310396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7780350929700310396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/7780350929700310396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/personaggi.html' title='Personaggi'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-3502003748074303072</id><published>2011-05-01T08:50:00.001+02:00</published><updated>2011-05-01T14:58:15.473+02:00</updated><title type='text'>Tracciare un confine</title><content type='html'>"Quando si traccia un confine si possono avere diverse e svariate ragioni. Se delimito un'area con una siepe, con una linea, o in qualche altro modo, ciò può avere lo scopo di non far entrare  o di non far uscire qualcuno; ma può far parte anche di un gioco nel quale i giocatori debbano, per esempio, saltare oltre il confine; oppure può indicare dove termina la proprietà di una persona e ha inizio quella di un'altra, ecc. Perciò tracciando un confine, non si dice ancora perché lo si traccia."&lt;br /&gt;L. Wittgenstein, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ricerche Filosofiche&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-3502003748074303072?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/3502003748074303072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=3502003748074303072' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3502003748074303072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/3502003748074303072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/tracciare-un-confine.html' title='Tracciare un confine'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-1012380956372706061</id><published>2011-04-30T08:27:00.001+02:00</published><updated>2011-05-06T16:11:14.037+02:00</updated><title type='text'>Cameriere</title><content type='html'>"Ma era davvero l'amore? Quel voler morire accanto a lei era evidentemente un sentimento eccessivo: era solo la seconda volta in vita sua che la vedeva! Non si trattava piuttosto dell'isteria di un uomo che, scoprendo nel profondo della sua anima la propria incapacità di amare, aveva cominciato a fingere l'amore con se stesso? D'altra parte, il suo subconscio era tanto vigliacco da scegliere per la sua commedia quella povera cameriera di provincia che non aveva praticamente nessuna possibilità di entrare nella sua vita!"&lt;br /&gt;Milan Kundera, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'insostenibile leggerezza dell'essere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Lo scrittore noterà le gambe della cameriera, una paio di belle gambe piene, soltanto la caviglia un po' grossa. Poi darà un'occhiata furtiva al viso, carino, luminoso, con le sopracciglia che si toccano e i capelli raccolti e legati con un elastico rosso. Allo scrittore giungerà un sentore di sudore e sapone, odore di donna stanca. Sotto la gonna il contorno delle mutande. Gli occhi di lui ora sono incantati da quell'accenno di disegno: trova molto eccitante una lieve asimmetria. Lei ora noterà quello sguardo che le tasta cosce e fianchi, e sbufferà con un'aria fra il disgustato e l'implorante: e basta, piantala."&lt;br /&gt;Amos Oz,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; La vita fa rima con la morte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Guarda la cameriera, la pancia scoperta appoggiata al loro tavolo. Gae non è contento di quella situazione, vorrebbe dire alla ragazza di fare un passo indietro. Quando si è chinata sul tavolo della coppia anziana per prendere l'ordinazione si è stirata come un gatto, facendo mostra di un culetto sodo, e lui non ha potuto non realizzare che era già nella posizione adatta. E chissà che tipo era. È quel genere di pensieri che perseguitano gli uomini e quella ragazza naturalmente non poteva non saperlo."&lt;br /&gt;Margaret Mazzantini, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nessuno si salva da solo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Alle sue spalle c’è lei appoggiata  alla soglia del bar. Le sue gambe seguono il ritmo di una musica latina. Gli  occhi sono maliziosi, la bocca ingrandita dal  rossetto, la pelle dorata e liscia. Si chiama Marcela. Lui scruta la mappa della città,  le strade si confondono con i pensieri, è come se li vedesse correre lungo le strade. Lei chiede se desidera altro, allora lui ordina un succo d’ananas. Sì, desidera guardarla."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-1012380956372706061?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/1012380956372706061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=1012380956372706061' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1012380956372706061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/1012380956372706061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/05/cameriere.html' title='Cameriere'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6369278584544953066</id><published>2011-04-28T08:07:00.000+02:00</published><updated>2011-05-01T15:08:59.420+02:00</updated><title type='text'>Cantieri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-FjV0oBQ3HYE/TbviIc7AOdI/AAAAAAAAAgU/Z7g3eCxulNY/s1600/Immagine%2B2.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 216px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FjV0oBQ3HYE/TbviIc7AOdI/AAAAAAAAAgU/Z7g3eCxulNY/s320/Immagine%2B2.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601319196395846098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’avventura comincia sotto un sole a picco in una calda giornata dell’estate 2007. Il termometro esterno agli uffici di cantiere segna 38 gradi. Quando arriva il trasporto speciale delle gru da montare, il metallo giallo è bollente, si può toccare solo con i guanti di protezione. In 48 ore posizioniamo i tre giganti agli angoli dell’area di cantiere: circa 80.000 metri quadrati sui quali ora non c’è nulla, solo nuda terra e sassi. In tre anni dobbiamo realizzare un volume di 280.000 metri cubi: ci vorranno 624.000 ore di lavoro con una presenza media di 270 persone al giorno. Un villaggio di competenze e professionalità che vivranno gomito a gomito per quasi mille giorni.  Le gru  con i loro bracci di 60 e 70 metri si muovono come grandi fenicotteri per posare i ferri che gli operai saldano senza sosta. Contemporaneamente si collocano  le tavole dei casseri di contenimento. I lavori di getto della platea di fondazione alta tre metri  e la realizzazione dei plinti e dei pilastri si svolgono come su una grande scacchiera.&lt;br /&gt;"Immaginiamo un linguaggio per il quale valga la descrizione dataci da Agostino: Questo linguaggio deve servire alla comunicazione tra un muratore A e un suo aiutante B. A esegue una costruzione in muratura; ci sono mattoni, pilastri, lastre, travi. B deve porgere  ad A le pietre da costruzione, e precisamente nell'ordine in cui A ne ha bisogno. Per questo scopo i due si servono di un linguaggio consistente delle parole "mattone", "pilastro", "lastra", "trave". A grida queste parole; - B gli porge il pezzo che ha imparato a portargli quando sente  questo grido. - Considera questo come un linguaggio primitivo completo."&lt;br /&gt;Ludwig Wittgenstein, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ricerche filosofiche&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6369278584544953066?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6369278584544953066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6369278584544953066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6369278584544953066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6369278584544953066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/cantiere.html' title='Cantieri'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FjV0oBQ3HYE/TbviIc7AOdI/AAAAAAAAAgU/Z7g3eCxulNY/s72-c/Immagine%2B2.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5393560663473620784</id><published>2011-04-26T08:42:00.001+02:00</published><updated>2011-05-01T15:07:34.463+02:00</updated><title type='text'>Da Jadlowker</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-r2G9PWIC9js/TbbpNs2XVZI/AAAAAAAAAgM/v0aBp8tlFu0/s1600/canC_0739.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 141px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-r2G9PWIC9js/TbbpNs2XVZI/AAAAAAAAAgM/v0aBp8tlFu0/s320/canC_0739.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599919608268543378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La pallottola in mezzo alla quercia della foresta di Debrinja si è conservata tra un anello e l’altro, precisamente tra il sessantesimo e il sessantottesimo anno. Ogni albero ha il suo diario a saperlo leggere. Ogni stagione lascia traccia delle piogge e delle grandinate tra un cerchio concentrico e l’altro, ogni fulmine incide la sua ferita che puoi leggere per sempre. Gli alberi con le loro chiome mormoranti passano oltre le vicende degli uomini, anche tagliati continuano a vivere, a profumare a muoversi tra caldo e freddo, tra secco e umido, tra profumi e odori. Come fai a tagliare un albero? Tagliare un albero è come tagliare una vita. Anche cogliere una mela o un fiore. Vivere è prendere spazi e usare d’altro per poi lasciare spazio ad altri.  Ogni nostro gesto è un togliere per dare o ricevere, un vivere e morire, un prendere e lasciare. Ma l’albero ha qualcosa di speciale, quando lo tagli diventa legno ma non muore, continua a raccontarti qualcosa se lo sai ascoltare. Ti parla anche quando non c’è, riscalda una memoria che sottovoce ti riporta nel bosco dov’è cresciuto, lì dalle parti di Debrinja. Non so se se ci sei mai stato a Debrinja, ma se hai letto i romanzi di Joseph Roth e Stefan Zweig te la puoi immaginare. Comincia ai bordi di un piccolo paese e poi continua nel verde più fitto per confondersi tra Bosnia, Serbia e Slovenia, terre dove le battaglie tra cristiani e mussulmani non sono mai finite, dove l’odio tra gente cresciuta a pochi chilometri di distanza ha provocato non molti anni fa la tragedia del Kosovo. Guardando la chiesetta del paese preferisci allora andare qualche anno più in là, prima delle due guerre, quando c’era ancora Francesco Giuseppe, anche se ti accorgerai che ogni secolo porta con sé le sue guerre, come ogni pianta i suoi rami storti. Te lo immagini un giorno dei primi del Novecento  quando in paese si faceva la fila dal panettiere Branco e alla stazione di posta c’era un cartello con gli orari delle carrozze. L’unica taverna aperta era quella di Jadlowker, era aperta giorno e notte e ci potevi trovare un po’ di tutto, dal ricco signore che una volta all’anno passava di là per controllare l’amministrazione delle sue terre e le vendite del legname, ai boscaioli che la sera si trovavano per bere un’acquavite come premio della giornata trascorsa sotto il sole o, più spesso, sotto la pioggia, al sarto che per tutto l’inverno girava da un paese all’altro. A mezzogiorno e alla sera passavano i gendarmi della Kaiserlich Königliche Polizei per vigilare  su bari, disertori e prostitute che in fuga da un ordine d’arresto  o da un regolamento di conti si rifugiavano tra quei boschi sperduti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5393560663473620784?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5393560663473620784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5393560663473620784' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5393560663473620784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5393560663473620784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/da-jadlowker.html' title='Da Jadlowker'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-r2G9PWIC9js/TbbpNs2XVZI/AAAAAAAAAgM/v0aBp8tlFu0/s72-c/canC_0739.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4761071943589596544</id><published>2011-04-23T01:19:00.006+02:00</published><updated>2011-05-01T15:01:03.327+02:00</updated><title type='text'>La bellezza</title><content type='html'>La bellezza ha una dimensione eroica, la bellezza è l'esperienza che supera nei sentimenti, nell'aspetto estetico, nel pensiero, nell'azione, i limiti delle possibilità di chi la ammira, c'è nella bellezza l'aspirazione verso l'assoluto. Cerchiamo sempre la bellezza ma essa invece di salvarci ci perde: come ricorda il poeta Guillermo Carnero non è capace nemmeno di salvare sé stessa; eppure non rinunciamo a questa pessima abitudine perché la bellezza ci promette quello che non c'appartiene. Un modo più pacato di guardare alla bellezza è quello descritto da  Orhan Pamuk nel suo romanzo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il mio nome è rosso&lt;/span&gt;: "La bellezza e il segreto di questo mondo possono emergere solo con l'attenzione, l'interesse e l'affetto che gli si mostra con amore. Se volete vivere in quel Paradiso dove vivono giumente e cavalli felici, aprite bene gli occhi su questo mondo , fate attenzione ai suoi colori, ai suoi dettagli e ai suoi scherzi."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4761071943589596544?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4761071943589596544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4761071943589596544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4761071943589596544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4761071943589596544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/la-bellezza.html' title='La bellezza'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8795515612705968021</id><published>2011-04-21T09:34:00.002+02:00</published><updated>2011-04-21T09:42:11.027+02:00</updated><title type='text'>Il silenzio</title><content type='html'>La forza comunicativa del silenzio è grandissima. Sappiamo tutti per esperienza che molte volte il silenzio è più eloquente della parola. Più offensivo, anche, come ostentazione di disinteresse, di indifferenza. Il silenzio come risposta può manifestare umiliazione, imbarazzo, commozione, partecipazione così viva al dolore o alla gioia altrui da non poter essere tradotta in parole. Può insinuare sospetti, produrre malintesi. Ci sono casi in cui il silenzio è d'obbligo: in particolari momenti di cerimonie pubbliche, sacre o civili; quando si è spettatori, in teatro, a concerti, a conferenze; quando si commemorano con "un minuto di raccoglimento" personaggi scomparsi. Il silenzio sia nelle dimensioni del sacro e di un mistero che può disporre allo spavento o al timore reverenziale,  sia nell'atmosfera fiabesca dei racconti i fate, è tema di un mirabile scorcio schilleriano.&lt;br /&gt;Bice Mortara Garavelli, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il parlar figurato&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8795515612705968021?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8795515612705968021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8795515612705968021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8795515612705968021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8795515612705968021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/il-silenzio.html' title='Il silenzio'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6557226565530191313</id><published>2011-04-21T08:21:00.000+02:00</published><updated>2011-04-21T11:22:12.015+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6557226565530191313?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6557226565530191313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6557226565530191313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6557226565530191313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6557226565530191313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/blog-post_21.html' title=''/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6202408639445720920</id><published>2011-04-19T10:07:00.002+02:00</published><updated>2011-04-19T10:08:28.525+02:00</updated><title type='text'>Viaggiatori</title><content type='html'>I veri viaggiatori sono quelli che partono per partire; cuori leggeri, simili agli aerostati, dicono sempre andiamo, i loro desideri hanno le forme delle nuvole.&lt;br /&gt;Charles Baudelaire&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6202408639445720920?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6202408639445720920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6202408639445720920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6202408639445720920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6202408639445720920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/viaggiatori.html' title='Viaggiatori'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-2704653434699030312</id><published>2011-04-17T10:15:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T10:16:27.730+02:00</updated><title type='text'>Asma</title><content type='html'>Quando hai un attacco d’asma, ti manca il respiro. Quando ti manca il respiro, fai fatica a parlare. La frase ti rimane bloccata in gola a causa della quantità d’aria limitata che riesci a espellere dai polmoni. Non riesci a dire molto, tra le tre e le sei parole. Questo ti porta a provare rispetto per la parola. Te ne vengono in mente un sacco, di parole. Scegli le più importanti, ma anche pronunciare quelle ti costa molto. Non è come per la gente sana che butta lì tutto quello che le viene in mente come se fosse spazzatura. Quando qualcuno dice “ti amo” durante un attacco d’asma, la cosa è ben diversa. C’è una bella differenza. La differenza di una parola. E una parola è moltissimo perché quella potrebbe essere “sedersi”, “ventolin” o persino “ambulanza”.&lt;br /&gt;Etgar Keret, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pizzeria Kamikaze&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-2704653434699030312?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/2704653434699030312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=2704653434699030312' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2704653434699030312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/2704653434699030312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/asma.html' title='Asma'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4305881433264066142</id><published>2011-04-15T22:14:00.004+02:00</published><updated>2011-04-15T22:50:01.017+02:00</updated><title type='text'>Katzenstein</title><content type='html'>Katzenstein, non aveva capito altro la recluta Etgar Keret alla fermata dell'autobus, tra quei due che litigavano, lei alta e bionda, lui alto e con i capelli grigi. Parlavano in russo e gridavano Katzenstein. Quella parola, di cui ignorava il significato, chiamò il suo inconscio a scrivere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Katzenstei&lt;/span&gt;n, un racconto surreale, ironico, intelligente. Etgar Keret è nato a Tel Aviv nel 1967. I titoli delle sue brevi storie rinviano a situazioni oniriche: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pizzeria kamikaze&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Colla pazza&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Asma&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tubi&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papà è scappato col circo&lt;/span&gt;. Incontrando il pubblico di Incroci di civiltà, fra tante cose, ha detto: Se sapessi come risolvere i problemi pratici non sarei uno scrittore. Quando pensi di essere la vittima l'ultima cosa che ti interessa sono i problemi dell'altro. Scrivo dialogando con il lettore come se fossimo al bar, il nostro rapporto non è mai da boss a picciotto. Quando finisco una storia sono sorpreso, scrivo dall'inconscio, come Calvino, Kafka, non ho un piano, la storia arriva da un posto che non controllo. La letteratura è una possibilità di sfuggire al super-io, chi segue rigorosamente un piano, invece,  utilizza la fiction come forma di autocontrollo. Israele è il luogo ideale per scrivere: qualsiasi forma di conflitto tu possa immaginare da noi c'è. La gente ha bisogno di nuove parole.  I prossimi vent'anni saranno saranno lo sfondo di un incontro di civiltà pericoloso e distruttivo, non è il tempo di stare seduti, chiunque voglia vedere un uomo migliore deve fare qualcosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4305881433264066142?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4305881433264066142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4305881433264066142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4305881433264066142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4305881433264066142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/katzenstein.html' title='Katzenstein'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-6237710561776628487</id><published>2011-04-11T22:50:00.002+02:00</published><updated>2011-04-15T22:11:17.055+02:00</updated><title type='text'>Lo sguardo terrazza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-PRnk0rjp3vM/TadeDeKco3I/AAAAAAAAAgE/mAsQRZPny4c/s1600/kunst.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 157px; height: 118px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-PRnk0rjp3vM/TadeDeKco3I/AAAAAAAAAgE/mAsQRZPny4c/s320/kunst.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595544475760632690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La terrazza è quella di Palazzo Barbarigo a Venezia, casasguardo degli scrittori del Centro tedesco di studi veneziani. Gli scrittori salgono sul palco diversi tra loro. Artur Becker, capello lungo e faccia gonfia, completo sabbia e cravatta geometrica. Thomas Kunst, giubbino bianco e maglia nera, abbronzato come una guida alpina, parla poco. Leggono versi nati a Venezia, le parole sono più veloci della penna che cerca di inseguirle sul foglio; alla fine qualche scheggia che rinvia a lontane falesie. Kunst: Gli agiati che non salutano. Anime lagunari spingono verso l’interno di persone di mare. Io muio e i portieri sono indulgenti. E la donna che non mi amò mai è sparita. Mi costruisco, nel lavandino, Venezia. Una testa appoggiata ad un’altra non è mai poco. Ti sarò amico finché mi amerai/poi sparirò senza che te ne accorga. Appunti su gabbiani e viscere. In acqua conviene essere portieri, lampione nessuno ci guadagnerebbe. Aspettiamo che dai ratti vengano dei sogni. Treni di memoria.&lt;br /&gt;Becker: Il sole nei canali dell’aldilà non va a dormire mai. Tu selvaggia luna veneziana m’abbindoli. Piattaforma che trivella tra il cielo e il mare. L’atelier delle ultime parole sbirciate sul palcoscenico. Manda in viaggio questo cinema, la barca del tempo. All’improvviso l’anima ti salta fuori dal corpo e per paura si lava le mani. Ti arrenderai alla vanità e alla sua bellezza. La libertà è l’unica idea fissa di Venezia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-6237710561776628487?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/6237710561776628487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=6237710561776628487' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6237710561776628487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/6237710561776628487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/lo-sguardo-terrazza.html' title='Lo sguardo terrazza'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PRnk0rjp3vM/TadeDeKco3I/AAAAAAAAAgE/mAsQRZPny4c/s72-c/kunst.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-703518527048842085</id><published>2011-04-11T22:40:00.005+02:00</published><updated>2011-04-14T12:23:05.428+02:00</updated><title type='text'>La nuova rivoluzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-6JKwVq2Y9e8/TabLAkOMUBI/AAAAAAAAAf8/Y7l3xroa7Ps/s1600/Immagine%2B1.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 110px; height: 138px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6JKwVq2Y9e8/TabLAkOMUBI/AAAAAAAAAf8/Y7l3xroa7Ps/s320/Immagine%2B1.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595382797638062098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Persone in piedi, biblioteca di Montebelluna piena come un uovo venerdì scorso  per l’incontro “La nuova rivoluzione: Tunisia, Egitto, Libia… cosa sta accadendo sull’altra sponda del Mediterraneo? insieme a Renzo Guolo, sociologo e editorialista de La  Repubblica, Sihem Bensedrine,  giornalista costretta all’esilio dal regime di Ben Ali e anima di Radio Kalimà, e Sayadi Abderrazak,  docente di Religioni comparate all'Università Manouba di Tunisi. Un incontro prezioso perché ha aiutato il pubblico a capire uno di quei fatti che arrivano all’improvviso e inaspettati, come la caduta del muro di Berlino nel 1989, l’attentato alle Torri gemelle ... questa rivoluzione nessuno l’aveva prevista. Il 17 dicembre 2010 Mohamed Bouazizi si dà fuoco a Sisi Bouzid, città della Tunisia centrale: ha 26 anni, è laureato in economia  ma faceva l’ambulante, vendeva frutta e verdura per tirare a campare. La polizia gli sequestra tutto e lui  per disperazione si dà fuoco nella piazza del paese. Divampa  la rivolta contro il regime di Ben Alì. Migliaia di giovani scendono in piazza, alcuni lo emulano, come  Khaled Ezzafouri, che si dà fuoco il 22 marzo scorso, sempre a Sisi Bouzid nel giorno della visita del Segretario Generale dell’Onu Ban Ki Moon. Il 25 gennaio scendono in piazza Al Cairo 25.000 manifestanti contro il governo Mubarak, negli scontri con la Polizia muoiono quattro persone, non si contano i feriti. Il 20 febbraio si accende la rivolta contro Gheddafi nelle piazze di Tripoli e Bengasi. La repressione è feroce. Il mondo sta a guardare fino al 19 marzo quando scatta Odissey Dawn, l’operazione militare Alba dell’Odissea: truppe francesi, inglesi e americane bombardano la Libia per difendere i civili dalle persecuzioni del rais. Il 6 aprile al largo di Lampedusa si rovescia un barcone: muoiono in 250:  somali, eritrei, nigeriani, cittadini del Bangladesh, Costa d’Avorio, Sudan. Come si è arrivati in soli quattro mesi a tutto questo? La ricchezza degli spunti e delle interpretazioni emerse nell’incontro è impossibile da riassumere, tenteremo quindi di sintetizzare alcuni passaggi fondamentali. In primo luogo lo sguardo dell’Europa,  a parte qualche eccezione, è stato uno sguardo disinteressato a quanto accadeva sull’altra sponda del Meditteraneo. Nel migliore dei casi l’altra sponda del Mediterraneo è stata un ottimo business turistico, nel peggiore terra da colonizzzare, da “educare”. Inoltre dopo l’11 settembre le democrazie occidentali hanno appoggiato i regimi militari di quei paesi convinte così di poter meglio controllare il terrorismo internazionale. Per Renzo Guolo: “La rivolta in riva al Nilo, come quella tunisina, è figlia della bomba demografica, della diffusione dell'istruzione, della potenza comunicativa della Rete e di tv come Al Jazeera, che non a caso il vecchio e il nuovo governo egiziano hanno, con diverso successo, voluto "spegnere". Una protesta esplosa tra i giovani disoccupati, che chiedono lavoro, libertà e dignità”. D’accordo Sihem Bensedrine: “È stato un solllevamento popolare, il regime militare di Ben Alì è stato disconosciuto in modo radicale dalla gente che si è battuta contro il tiranno. Il regime ha avuto fino all’ultimo la complicità della Francia. Oggi la Tunisia ha una nuova possibilità: quella di costruire la democrazia e di conquistare la libertà.”&lt;br /&gt;“Per quanto riguarda l’Egitto, ha proseguito Guolo - ritengo fondamentale  il discorso tenuto da Obama Al Cairo nel 2009 riguardante un nuovo rapporto con il mondo islamico e le condizioni della democrazia (You must maintain your power trough consent, not coercion; you must respect the rights of minorities, and participate with a spirit of tolerance and compromise; you must place the interests of your people and the legitimate workings of the political process above your party. Without these ingredients, elections alone do not make true democracy ndr). Un’apertura che ha dato legittimità e forza alle nuove generazioni che sono state le protagoniste del cambiamento insieme all’esercito che a un certo punto ha deciso di abbandonare Mubarak. Diversa la situazione in Libia dove la componente tribale è molto forte e la situazione è complicata dall’intervento militare della Nato e dalla corsa di Francia, Inghilterra e America per gestire il dopo Gheddafi."&lt;br /&gt; “Queste rivolte potrebbero segnare l’affermarsi dell’Islam moderato e razionalista e la sconfitta di quello integralista - ha detto Sayadi Abderrazak Potremmo finalmente avviare quella riforma religiosa che permetterebbe di scrivere nuove costituzioni nelle quali sia sancita finalmente la parola laicità, parola attualmente bandita dal nostro ordinamento. Dobbiamo costruire paesi in cui siano accettate senza riserve la libertà di pensiero – attualmente è proibito nelle nostre scuole l’insegnamento della filosofia – la libertà di coscienza e la libertà di religione." “Non lasciateci soli – ha infine aggiunto  Sihem Bensedrine. Anche in altri paesi si sta combattendo per la libertà e la democrazia: in  Siria, dove oggi sono stati uccisi 17 civili, e in Bahrein dove la repressione della potente Arabia Saudita  è censurata dalle fonti d’informazione. In Bahrein  non è in arto uno scontro religioso tra sunniti e sciti come vi vogliono far credere ma un’autentica rivolta contro la tirannia.” Sul tema delle migliaia di profughi che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste, Bensedrine e Abderrazak hanno chiesto solidarietà e attenzione all’Italia e all’Europa , ricordando l’esempio dei civili tunisini che hanno prontamente soccorso i profughi egiziani e libici. Secondo  Guolo Lampedusa è stata un meccanismo infernale che ha calpestato i diritti civili: “Per favore evitiamo una Lampedusa Due.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-703518527048842085?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/703518527048842085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=703518527048842085' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/703518527048842085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/703518527048842085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/la-nuova-rivoluzione.html' title='La nuova rivoluzione'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6JKwVq2Y9e8/TabLAkOMUBI/AAAAAAAAAf8/Y7l3xroa7Ps/s72-c/Immagine%2B1.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-4052584533139341891</id><published>2011-04-08T08:03:00.000+02:00</published><updated>2011-04-08T12:21:40.274+02:00</updated><title type='text'>Viaggio</title><content type='html'>Ogni viaggio comincia quando inizi a pensarlo e ti chiedi in che via e in che letto dormirai. Hai infinite possibilità davanti a te e sai che dalla scelta del luogo dipenderanno le catene causali, i pensieri, le azioni di quel viaggio. Questo vale anche quando esci di casa la mattina, ma nel volgere della quotidianità non ti soffermi mai troppo a pensare a quanto sarà differente la tua giornata, e a volte la tua vita, a seconda delle  scelte che farai. Dal viaggio, invece, ti aspetti sempre qualcosa di straordinario, senti di poter essere libero di scegliere, o perlomeno hai questa illusione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-4052584533139341891?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/4052584533139341891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=4052584533139341891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4052584533139341891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/4052584533139341891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/viaggio.html' title='Viaggio'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-5546754772573975877</id><published>2011-04-05T08:11:00.001+02:00</published><updated>2011-04-05T11:17:55.771+02:00</updated><title type='text'>Silenziosi segreti</title><content type='html'>Silenziosi segreti&lt;br /&gt;si rincorrono nell'aria&lt;br /&gt;tra i baci delle onde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il canto di antichi eroi&lt;br /&gt;risuona nei mosaici millenari&lt;br /&gt;di rocce splendenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il sole generoso&lt;br /&gt;colora i cangianti anfratti&lt;br /&gt;delle nuvole &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e dal fondo del mare&lt;br /&gt;palpitanti coralli&lt;br /&gt;sussurrano favole&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-5546754772573975877?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/5546754772573975877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=5546754772573975877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5546754772573975877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/5546754772573975877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/silenziosi-segreti.html' title='Silenziosi segreti'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9152135266056138034.post-8064546311658409619</id><published>2011-04-04T07:46:00.000+02:00</published><updated>2011-04-04T21:46:59.640+02:00</updated><title type='text'>La casa di zia Mary</title><content type='html'>I tedeschi erano arrivati a Roma nell’estate del ’44.  Zia Mary  quando seppe che la città era stata occupata non ci pensò due volte. Indossò il vestito di Dior color crema e vi appuntò la grande coccarda bleu Savoia tempestata di brillanti, quella che avevano le dame della regina Elena. Poi uscì di casa da sola e marciò contro il nemico. Da via Monte di Brianzo attraversò il ponte Umberto I e raggiunse via della Conciliazione dove erano acquartierati i tedeschi. Con grande coraggio sfilò tra le divise grigie delle SS. Le idee in cui aveva sempre creduto brillavano al sole come i brillanti della coccarda. Nessuno la fermò e lei tornò a casa orgogliosa di quella insolita passeggiata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9152135266056138034-8064546311658409619?l=corsadellanima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corsadellanima.blogspot.com/feeds/8064546311658409619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9152135266056138034&amp;postID=8064546311658409619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8064546311658409619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9152135266056138034/posts/default/8064546311658409619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corsadellanima.blogspot.com/2011/04/la-casa-di-zia-mary.html' title='La casa di zia Mary'/><author><name>Mario Anton Orefice</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11968004028863904406</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://2.bp.blogspot.com/-sg_Kf_q4C6w/TxwzOnztbUI/AAAAAAAAA-Y/dfpA8GjMv3M/s220/mario_5213.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
