martedì 30 dicembre 2008

Radio Londra

Le trasmissioni in italiano di Radio Londra iniziarono il 27 settembre del 1938 e si intensificarono notevolmente dal 1939 al 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale. Si passò da trasmissioni di un quarto d’ora al giorno a punte di oltre quattro ore, con una ventina di messaggi, registrate nel 1943. Il governo inglese aveva affidato la sua propaganda alla Bbc e la rete inglese svolse l’incarico attenendosi sempre ai fatti, con obiettività, raccontando sia le vittorie che le sconfitte. Questo le valse una grande credibilità in tutt’Europa. La voce in italiano era del colonnello Stevens, inglese di origini napoletane, che ben presto diventò popolarissimo. Altri speakers italiani sono stati Ruggero Orlando e Umberto Colosso, che trasmetteva direttamente da Londra.
«Radio Londra faceva controinformazione- racconta Mario Mauri. Si creavano dei veri e propri centri di ascolto: ci si riuniva a casa di quei pochi che possedevano un apparecchio radio, di solito il farmacista, il notaio, il prete del paesino, e si ascoltavano le ultime notizie dal fronte. Poi si diffondevano, si comunicavano agli altri. Era pericoloso. Bisognava usare molta cautela, perché il regime aveva proibito l’ascolto di Radio Londra, imponendo pesanti sanzioni penali. Proprio per questo la radio la si nascondeva sotto al letto, nella stalla o nell’armadio per poi tirarla fuori, con circospezione e con il volume sempre basso, alla sera».
da: http://www2.unicatt.it/pls/catnews/

lunedì 29 dicembre 2008

Venice-Gatwick

Il programma è di trascorrere cinque giorni a London passando da Brick Lane tra gli odori della curcuma, del cumino e di altre spezie orientali, senza perderci il caffè pakistano, la cucina del Gujarat, i pides, l'anatra alla cantonese, gli scampi reali fritti con salsa chili dolce, gli squisiti bagel, il barracuda grigliato con zucchine e salsa di cocco, le torte giamaicane di bullah (pan di zenzero), i tahini, il bigosz, i pudding, la crème brulée con mango e banana...partenza il 31, volo Venice-Gatwick BA2583.

I libri



I libri che da tanto tempo hai in programma di leggere
i libri che da anni cercavi senza trovarli
i libri che riguardano qualcosa di cui ti occupi in questo momento
i libri che vuoi avere per tenerli a portata di mano in ogni evenienza
i libri che potresti mettere da parte per leggerli magari quest'estate
i libri che ti mancano per affiancarli ad altri libri nel tuo scaffale
i libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica
e non chiaramente giustificabile
i libri che vorresti scrivere e che non hai ancora scritto.
Written by Italo Calvino

mercoledì 24 dicembre 2008

A chi




A
chi
ama la nebbia
perché
assomiglia ai sogni
A chi ride se la neve
fiocca morbida e silenziosa
A chi quando piove guarda
i riflessi dell’acqua e le gocce che
suonano sui tetti
A chi fissa le stelle di notte
e pensa che lassù c’è qualcuno che ci ama
A chi se vede un’ingiustizia
non si fa i fatti suoi ma quegli degli altri
A chi vuol bene agli amici
per quello che sono e non per quello che danno
A chi davanti allo specchio avrebbe tante cose da dirsi
e molte di più da migliorare
A chi non ha sicurezze ma sa dare serenità ai suoi cari
A chi a Natale fa ancora l’albero e il presepe perché ha trovato il tempo
A chi cerca
la poesia che
rende fantastica la vita
BUON NATALE E UN 2009 DOLCE E ZUCCHERATO

DEM, der den Nebel liebt, weil er dem Träumen ähnlich ist.
DEM, der lacht, wenn es schneit, weich und still.
DEM, der, wenn es regnet auf das Wiederspiegeln des Wassers und auf die Tropfen, die auf den Dächern spielen schaut.
DEM, der zu den Sternen in der Nacht starrt und denkt, dass dort oben uns irgendjemand liebt.
DEM, der, wenn es eine Ungerechtigkeit gibt, nicht nur an seine Sache, sondern auch an die Dinge der anderen denkt.
DEM, der die Freunde für das, was sie sind und nicht nur für das, was sie geben liebt.
DEM, der vor dem Spiegel viele Worte zu sich zu sagen hat, aber auch viele mehr um sich zu verbessern.
DEM, der keine Sicherheiten hat, aber seine Lieben zu beruhigen weiß.
sucht, weil sie das Leben phantastisch macht.
DEM, der für Weihnachten noch den Weihnachtsbaum und eine Krippe aufstellt, weil er sich Zeit dafür gefunden hat.
DEM, der die Poesie Frohe Weihnachten und ein süsses und gezuckertes Jahr 2009
(Uebersetzung:Christa Baier)

lunedì 22 dicembre 2008

Il caffè è una vacanza

Il caffè è una vacanza. Cos’altro scrivere. Evitiamo la noia. Il caffè è un sollievo in un mondo sbagliato. Forse qualcuno l’ha già detto. Il caffè è un attimo bello e dolce. Questo non è granché. Forse ci vuole un caffè. Tutto da scrivere ancora. Una storia di famiglia che attraversa il mondo e comincia a Pereira. Una storia di caffè e di viaggi. Di amori e di odori. Di energia e pensiero. Un nonno con i baffi, una piccola trattoria che era il centro del paese, lungo il fiume Real, che nome Real, un nome da società sportiva. Il nonno si chiamava Luis Argüello, il primogenito Esteban. Esteban aveva sposato ... , chi l’ha conosciuto diceva che era ... E poi quel viaggio in Europa e la festa a Pereira, dopo la liberazione. La prima bottega era in calle...

domenica 21 dicembre 2008

I racconti del caffè

Veronika Brecelj scrive che a Trieste “I racconti del caffè” rappresentarono una straordinaria combinazione di genio e talento, un viaggio con molte digressioni fantastiche tra mostre, libri e persone. “I racconti del caffè” furono pubblicati a cura della casa editrice Botemann tra il 1932 e il 1934. A quell’epoca l’azienda Illy finanziò interamente l’idea di un giovane scrittore che aveva già pubblicato “Le ore del tè” e “Chiacchiere del dopocena”. Si chiamava Federico Menis e discendeva dalla famiglia di Guglielmo Menis, autore nel 1848 di “Adriatico”. L’opera sta ora per essere ristampata per i tipi della casa editrice Illywords, venuta in possesso dell’unica raccolta completa de “I racconti del caffè”. La scoperta si deve ad Ariella Rischenwald, che li ha rinvenuti dopo anni di ricerche a Londra negli archivi della casa editrice Hodder & Stoughton.

sabato 20 dicembre 2008

Se non sai

Se non sai quello che vuoi devi prendere quello che viene.

Trois rendez-vous in Paris

Michaël, une profession fixé dans le magazine de l'aéroport,
Alexandre, un esprit parlant de la bibliothèque,
Emmanuelle, un’âme que frappe a la porte.
Paris, Rue Princesse
Sous nostalgie

giovedì 18 dicembre 2008

La palla che rimbalza

Nella mitologia greca Τύχη è figlia di Zeus, "a taluni concede i doni della sua cornucopia ad altri nega persino il necessario. Τύχη è irresponsabile delle sue decisioni e corre qua e là facendo rimbalzare una palla per dimostrare che la sorte è incerta. Ma se capita che un uomo, che essa abbia favorito, si vanti delle sue ricchezze né mai ne sacrifichi parte agli dei, né se ne serva per alleviare le pene dei suoi concittadini, ecco che l'antica dea Nemesi, figlia di Oceano, si fa avanti per umiliarlo"
da I Miti Greci di Robert Graves

mercoledì 17 dicembre 2008

Un bell'ingegno

Infatti non basta un bell'ingegno; l'essenziale è farne buon uso. Le anime più grandi sono capaci dei più grandi vizi come delle più grandi virtù, e chi cammina molto piano seguendo la retta via può andare molto più in là di chi corre allontanandosene.
Written by Descartes Discorso sul metodo

martedì 16 dicembre 2008

Venezia con la pioggia

Nella fretta dei cammini le facce piovono improvvise e scompaiono come gocce nei canali. I vetri appannati dei caffè, le pozzanghere nascoste, gli impermeabili luccicanti come pesci al mercato.

lunedì 15 dicembre 2008

Chi ci ascolta

Chi ci ascolta sovrappone al nostro discorso la sua rete di credenze, opinioni, conoscenze, emozioni. Può quindi accadere che un discorso logico e coerente non si riveli tale per chi ci legge o ci ascolta, con tutte le conseguenze che ciò comporta in termini di possibilità di dialogo e di malintesi. D'altra parte può succedere che un discorso troppo ricco di informazioni possa rivelarsi offensivo in quanto, in modo nemmeno tanto sottile, evidenzia la sua ignorantia.

domenica 14 dicembre 2008

La mafia

"Signor Coppola, che cosa è la mafia?". Il vecchio, che non è nato ieri, ci pensa su e poi ribatte: "Signor giudice, tre magistrati vorrebbero oggi diventare Procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell'appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia."
"Per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo d'essere. Quale errore! Si può avere un mentalità mafiosa senza essere un criminale."
Da Giovanni Falcone in collaborazione con Marcelle Padovani (ed. Rizzoli)

I'm an Englishman in New York

I am an Englishman in New York, so even though I am an alien here, people hardly recognize me as one. I look like one of them unless I open up my mouth to talk. My eight years of staying here was more of an drama, I wanted to leave many times but like this time, I cannot simply give up the life as an alien. Now I chose to stay at least one more year here. I am not sure how the new year will open up to me, it can be more challenging, it can be easier, only God will know. My first blog starts with a hope.
imanenglishmaninnewyork

venerdì 12 dicembre 2008

Il blog

È un po' come scrivere una "cartolina", diciamo che in media una mezz'ora al giorno o ogni due può bastare, qualche volta la sera, altre il sabato o la domenica, il lato interessante per chi scrive è che il blog è un luogo che ti chiama a scrivere proprio perché nessuno te lo chiede, almeno io ho fatto questa esperienza, certo se arrivassero commenti da centinaia di persone le cose cambierebbero, ma a quel punto diventerebbe un lavoro...e non più un divertissement (et voilà il francese che compare a dar lustro alla frase), e poi ci sono delle analogie interessanti con il concetto di ospitalità descritto in un articolo di A.A. su Derrida, che potrebbe essere riscritto così: "Nel blog l'altro può firmare nel tuo testo, esiste uno spazio per chiunque decida di arrivare, fuori da qualsiasi orizzonte di attesa, il blog va nella direzione dell'ospitalità..." .

mercoledì 10 dicembre 2008

I mediocri

I mediocri non si affacciano mai ad altri saperi ed è per questo che quel poco che sanno ha un sapore amaro.

La creazione

Non si dà la vera creazione senza segreto.
Written by Albert Camus

martedì 9 dicembre 2008

Brina

Il bianco della brina sembra neve che gibigianna nel blunerochiaro dell'alba; bagliori elettrici nelle case e ai ai semafori; è l'ora del primo caffè, brulicano le piazze e le stazioni; nel giorno che inizia davvero, c'è tempo per un nuovo pensiero.

domenica 7 dicembre 2008

A man who

The presidency of George Bush provided plenty of evidence that a man who has problems with his prepositions may also struggle to govern well. We can only hope that Obama's presidency proves that opposite.
Written by Charlotte Higgins

sabato 6 dicembre 2008

Heidegger critica Marx

Nelle Tesi su Feuerbach Karl Marx scrive: "I filosofi hanno solo interpretato diversamente il mondo , è venuta l'ora di cambiarlo." Nel 1969 Martin Heidegger osserva : "Un cambiamento del mondo presuppone una rappresentazione del cambiamento stesso, che si raggiunge attraverso un'interpretazione del mondo. Per questa ragione l'affermazione di Marx si dimostra infondata, poiché contesta i filosofi e nello stesso tempo postula una filosofia."

giovedì 4 dicembre 2008

La mia avventura

Non esiste al mondo un'avventura pura e semplice; c'è solo la mia avventura, la tua, la sua - e questo perché la più grande di tutte le avventure sta proprio nel fatto di essere ciascuno di noi quello che siamo.
Ciò che ci accade è solo un altro nome per indicare il modo in cui le circostanze premono su di noi, cosicché un resoconto di ciò che ci accade non è che un resoconto delle circostanze in cui ci troviamo.
Written by H.J.

mercoledì 3 dicembre 2008

Menzogna e cortesia

Nella vita di tutti i giorni la menzogna e la cortesia sono altrettante forme di bontà. Quando siamo sinceri gli altri si arrabbiano o si rattristano. Capita anche con noi stessi. Nello stesso tempo la messinscena ha sempre un fondo di tristezza.
Written by A.C. & C.

lunedì 1 dicembre 2008

La memoria è polvere sottile

Mi trovavo nella sala di lettura della Marciana a Venezia, circondato da migliaia di libri, alcuni coperti appena dalla polvere, altri confusi tra i riflessi dei vetri, quelli all’ultimo piano assomigliavano a delle tastiere rosse, verdi, marroni.. Da qualche parte avevo letto che tutti quei rettangoli ordinati come finestre di falansteri potevano ricordare i loculi, assiepati uno accanto all’altro, in attesa di qualcuno che li venise a trovare. Già ma quando? E perché? Il libro di Gerhard Jaeger su Alessandro di Afrodisia, o La storia del papiro di Tebe di Douglas Walton sarebbero mai stati cercati da qualcuno? E il manoscritto tradotto da Friedrich Brodinger nel 1932 riguardante il primo esempio di testo chiasmatico della commedia attica, uno strano intreccio fra Le nuvole di Aristofane e L’apologia di Socrate, sarebbe mai stato chiesto alla signora che guardava lo schermo del computer con fissità impiegatizia. Nella biblioteca universale di Borges ogni libro è già stato scritto; nella biblioteca de Il Nome della rosa l’ordine è stato distrutto per sempre, l’incendio ha trasformato la grande libreria in un insieme di frammenti, in un miscuglio di segni. Proprio tu caro Umberto Eco hai scritto: “Soltanto il libro è memoria, perché la carta e non il computer conserva tracce del passaggio umano”. Il libro quindi come paradigma indiziario, come traccia del cammino dell’uomo, come particella induttiva nell’universo del sapere. L’unica? Non credo, e le riflessioni sono molte. Il libro è certamente memoria dell’uomo, ma è in ottima compagnia. Lo sono anche le carte d’archivio su cui ci chiniamo compiendo un viaggio fra i morti: i nostri simili che ci hanno preceduto e hanno vergato quei fogli. Nel loro gesto riconosciamo il nostro e la nostra storia. Lo sono i quadri, questi antichi film in cui recitano attori muti, dove una mano indica un volto, dove un paesaggio evoca un viaggio, dove quell’albero incontra una lancia e forma una croce. Anche la musica è memoria dell’uomo, corda che vibra nel suo paesaggio interiore, nelle intermittenze di uno sguardo, di un mare in tempesta, di un volo di farfalla o del vento improvviso che scompiglia i capelli. “Non il computer conserva tracce del passaggio umano”, dici. Certo non l’impiegata alla quale mi avvicino per chiedere una copia de La carte postale di Derrida. “La carta come?”. Va beh ho capito: non è un problema di memoria. Gli scaffali della Marciana La carte postale non l’hanno mai conosciuta, ma il computer per fortuna se la ricorda: l’indice Opac informa la mia stanca interlocutrice che nel Veneto ce n’è una sola copia all’Archivio Luigi Nono. Allora Umberto come la mettiamo? Solo il libro è memoria? E poi di che memoria parliamo, di una memoria lontana, di una memoria vicina, di una memoria che potrebbe volatilizzarsi. Certo il pulviscolo lucreziano dei bit digitali, che Calvino avrebbe apprezzato, pare inconsistente, instabile come sabbia, ma sei sicuro che i libri, figli degli alberi pronti ad accendersi alla prima fiammella, siano casseforti più sicure del nostro misero sapere, del nostro riscrivere raccontando la storia delle Mille e una notte per illuderci che la nostra storia non abbia mai fine. La memoria non è solo memoria della Storia, ma è anche la memoria degli aliti minimi, dei microcosmi individuali, dei piccoli gesti che compiamo per sfuggire ai nostri limiti, al nostro esserci qui e ora. Un coro di voci diverse che echeggiano nel computer, diventano memoria, non secolare ma sufficiente e relativa ai nostri giorni. Ti sto parlando dei blog, un brutto nome l’avrebbe definito Derrida, un’onomatopea da rigurgito, uno sbocco improvviso, un conato esistenziale, un fraseggio confuso di quello che un individuo ricorda e vuol ricordare a sé stesso e agli altri. Ci sono, esisto, anche se a fatica: Blog. E poi c’è Google, amico Umberto, che ti ricorda per più di un milione di volte, a volte meglio di certe biblioteche in cui mancano i tuoi scritti migliori. La memoria è polvere sottile.