venerdì 24 giugno 2011

Noterelle

"Ho talora osato mormorare ai miei lettori, forse distratti, o giustamente impazienti di pochezze, certe notiziole fosforose, e che putono lucerna; e insinuare macilente noterelle; e tutto ho scritto intingendo la spennata penna del mio ingegno nel mio negrissimo inchiostro interiore; così come gli uomini compilano i propri sogni, intingendosi, pennini di se medesimi, nel calamaio della notte."
Giorgio Manganelli, Agli dei ulteriori
"Papini disse qualche tempo fa che Kafka era un povero matto. La mia disistima per Papini è un fatto acquisito: ma America è un libro demenziale. Non perché sia estrremo ma perché non lo è. Il contegno dei personaggi è devitalizzato, è onirico. Ha lo squallore della follia, come una donna che mi capitava di vedere al Parco. Deserto come un discorso d'un maniaco. Quelle pagine infinite su cose minime: ma perché minime? In realtà proprio questo manca in quelle pagine: la gerarchia, l'ordo rerum, e ciò è demenziale. Kafka mi fa pensare a certi insetti che coprono tutto e distruggono, e mi sembra non avere un capo, una faccia, un volto. Il Processo m'era parso migliore. Sarebbe bene leggere Il Castello."
Giorgio Manganelli, Appunti critici

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